“Strappare lungo i bordi”, cosa sappiamo della serie Netflix firmata da Zerocalcare

Zerocalcare è tra gli artisti italiani più apprezzati di questi anni. Dopo i book che lo hanno attestato come un tra i fumettisti più talentuosi in circolazione (Kobane Calling ha letteralmente spopolato), amatissimo dal pubblico giovanile e dagli appassionati del settore, ci ha tenuto compagnia durante i mesi di lockdown dello scorso anno con “Rebibbia Quarantine“, la serie di corti realizzati per il programma televisivo Propaganda Live. Un successo che, in qualche modo, lo ha comunque sdoganato al grande pubblico. Fino a quel momento, infatti, pur se conosciutissimo negli ambienti, doveva il suo successo principalmente alla nicchia che ha saputo costruirsi e ritagliarsi nel tempo.

Un approccio, quello di Zerocalcare, genuino e invidiabile per sincerità e onestà intellettuale. Non a caso la sua estrazione artistica affonda le radici nella musica punk/hc, dove l’attitudine è più di un semplice elemento scenico, è un modo di vivere le proprie passioni, i propri sogni e la propria arte. Disponibile con tutti, soprattutto con i ragazzi, amante del confronto e del dialogo, garbato, educato, tutto ciò lo ha reso ancora più apprezzato. Talentuoso come artista e “naturalmente sincero e trasparente” come uomo.

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La nostra intervista in un auditorium del Gssi (Gran Sasso Science Institute) pieno zeppo: Zerocalcare, disegni in movimento alle periferie dell’impero

Poi è stata la volta della doppietta, quella del fumetto natalizio “A Babbo morto” e degli auguri di buon anno, chiaramente nel suo stile, e ha scalato le classifiche di vendita con il libro Scheletri (thriller dai toni cupi e misteriosi ambientato nel quartiere capitolino di Rebibbia). E poi l’annuncio tanto inaspettato quanto ricco di suggestioni: una serie tv animata, scritta e diretta da lui stesso, che uscirà su Netflix. La celebre piattaforma di streaming, infatti, mira a conquistare ancora di più il mercato italiano e per farlo punta anche su Zerocalcare. Il quale, però, non si snatura, non scende ad alcun tipo di compromesso ma accetta l'”investitura” dettando le sue condizioni. E meno male!

“Strappare lungo i bordi”, questo il nome della serie, sarà ambientata in quello che è ormai riconoscibile come l’universo narrativo di Zerocalcare, con la presenza di personaggi cult come Secco, Sarah, l’Amico Cinghiale e l’Armadillo che, per l’occasione, sarà doppiato da Valerio Mastrandrea. Sarà prodotta da Movimenti Production e Bao Publishing. Uscirà quest’anno, anche se la data è ancora da definire e Michele Rech l’ha così descritta:

“La storia fa parte di quelle cose che ancora non si possono dire, sennò torna lo scenario sequestro. È una storia che mi sta molto a cuore e la sto facendo come voglio. Nei linguaggi, nei contenuti, nella scrittura. È roba mia, il che significa che se viene male, me l’accollo io. Come si vede da questi 50 secondi, è realizzata decisamente meglio di quanto sia nelle mie possibilità, perché ci stanno lavorando molte persone che sono quello che poi fanno la differenza quello che faccio per i fatti miei e ciò che sto facendo ora. Sì, la voce dell’Armadillo è di Valerio Mastandrea, che d’altronde è il ruolo che gli si confà anche rispetto alle nostre vite”

Durante un’intervista realizzata dai colleghi di Leggo, alla domanda: “Lei dice di non essere un intellettuale, ma nei fatti, è considerato uno degli artisti più impegnati. Come dobbiamo definirla?, rispose: “Fumettista va benissimo. La definizione di intellettuale contiene una serie di concetti in cui non mi riconosco, che non sento, non mi appartengono. Mi piace ascoltarli, gli intellettuali, ma non mi ritengo tale. Poi c’è da specificare che sono uno che ha una bibliografia politica, sono cresciuto nei centri sociali quindi nel momento in cui ho iniziato a fare fumetti ci ho messo dentro quello che vivevo. Sono un militante politico, nel senso che utilizzo i fumetti per divertirmi ma amo metterci dentro la componente politica che nella mia vita è molto forte. È forte nella mia vita ed è forte nelle storie che racconto“.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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