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Attualità

La seconda settimana di quarantena vista da Zerocalcare

Sophia Melfi

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Michele Rech, in arte Zerocalcare, ha realizzato un nuovo video fumetto per raccontare la seconda settimana di restrizioni per il coronavirus direttamente da Rebibbia, il suo quartiere di residenza.

L’episodio 2 del “Rebibbia Quarantine” si intitola Il bilancio e non è altro che un ironico reportage dall’esperienza di quarantena di Roma nord est, nello stile inconfondibilmente tragicomico di Zerocalcare.

Il reportage si apre con l’analisi dei tre termometri sociali maggiormente significativi in questo periodo di quarantena made in Italy:

1) il telefono e il ritorno di un morbo che “credevamo ormai debellato”: le chiamate e, in particolare, quelle ricevute dai tanti amici pendejos in preda alla paranoia da reclusione;

2) i social con i meme scontati sulla quarantena che non fanno più ridere e la finta commozione all’ascolto dell’ennesimo inno nazionale intonato dal balcone di casa del vicino;

3) la fila per il supermercato e la strada popolata dai vecchi “che vogliono far rimanere a tutti i costi i giovani untori dentro casa”.

A concludere il tragico bilancio di Zerocalcare:

Comunque pare che ne usciremo, se andrà tutto bene non lo so. Dipende se per bene si intende ad un passo dal TSO e sommersi dai buffi perché me sa che un sacco de gente la cassa integrazione se la dà in faccia.

Leggi anche: Coronavirus, Zerocalcare pubblica Rebibbia Quarantine, videofumetto ambientato a Roma al tempo della pandemia

Redattrice del magazine The Walk Of Fame. Studentessa, laureata in letteratura e filologia moderna, è un'appassionata di storia, cinema, arte e musica. Reduce da un'esperienza all'estero, è già pronta a ripartire. Appartiene alla generazione di quelli "con l'erba che cresce sotto i piedi" ed è anche amante del folklore e dei paesaggi scandinavi.

Attualità

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”, la magia del Dantedì

Fabio Iuliano

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Oggi si celebra per la prima volta il Dantedì, un’intera giornata dedicata al sommo poeta Dante Alighieri, simbolo della letteratura e della lingua italiana. Il 25 marzo è, secondo gli studiosi, il giorno dell’inizio del viaggio ultraterreno della Divina Commedia, di questo suo lungo cammino, tortuoso ma salvifico.

Sarebbe ridondante ed arduo tentare di riassumere l’opera nella sua struttura e complessità, con la sua raffinata musicalità e commovente dolcezza, perfezione tecnica e potenza emotiva. Pertanto, qui ci limitiamo ad una sola osservazione, legata all’attualità dei suoi endecasillabi. Infatti, in un momento così complesso quale quello in cui siamo, la lettura di Dante può infondere potenti messaggi di speranza. Perché, a ben guardare, il percorso dell’autore della Commedia non è altro che un procedere dall’oscurità alla luce, da una selva oscura infernale verso la celestiale visione del Paradiso.

È un itinerario faticoso, durante il quale Dante incontra centinaia di anime cogliendo gli effetti, al cospetto di Dio, delle azioni compiute in vita. Emblematica, in tal senso, è la prima Cantica, la più celebre: l’Inferno. I dannati emergono dai versi danteschi nel loro umano dolore, colti nelle terribili pene assegnate per la legge del contrappasso. Secondo quest’ultima la punizione scontata è modellata per analogia sul peccato, per cui ad esempio i golosi sono condannati a vivere e a mangiare nel fango; gli iracondi si percuotono selvaggiamente a vicenda; i ladri sono nudi e con le mani aggrovigliate dai serpenti, e così via.

Lo scenario è spaventoso e soprattutto terribilmente buio. A dispetto dell’immaginario comune, che vorrebbe l’Inferno come un luogo infuocato, costellato di fiamme, quello dantesco è invece irrimediabilmente oscuro, privo di connotazioni coloristiche e luminose, «aura sanza tempo tinta». Le tenebre rendono l’incedere ancor più difficoltoso e sono naturalmente determinate dall’assenza della luce divina, di cui si potrà godere soltanto nel Paradiso. Così, procedendo in questo luogo fosco, in cui risuonano i pianti inconsolabili dei dannati, Dante arriva fino al centro della terra, nel punto più lontano da Dio, dove è conficcato Lucifero, principio di ogni male.

Avendo visionato la nera voragine nella sua angosciante interezza, il poeta può dunque, finalmente, abbandonare lo spazio infernale, fino a risalire sull’altro emisfero dove si trova il Purgatorio.

Quest’operazione è descritta con celeberrimi endecasillabi: «Salimmo sù, el primo e io secondo, / tanto ch’i’ vidi de le cose belle / che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. / E quindi uscimmo a riveder le stelle» (Inferno XXXIV, 136-139).

In questi eloquenti versi, si coglie un messaggio universale: dopo ogni asperità, torna la luce. Oggi più che mai queste parole si riempiono di fiduciosa speranza: passo dopo passo, tra lacrime e preghiere, la notte oscura terminerà. Torneremo a riassaporare la lucentezza del cielo stellato sopra i nostri occhi, ma per ora restiamo a casa… e leggiamo Dante.

È doveroso precisare, infine, che questa situazione di emergenza che stiamo vivendo ha determinato una riduzione degli eventi previsti per tale prima edizione del Dantedì o, nel migliore dei casi, lo slittamento degli stessi sulle piattaforme digitali.

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Attualità

La Terra di Mezzo piange Christopher Tolkien: è morto il figlio del papà degli Hobbit

Senza di lui, la maggior parte delle opere di suo padre, J.R.R. Tolkien, non sarebbe mai giunta sino a noi

Antonella Valente

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La Terra di Mezzo piange Christopher Tolkien

Christopher Tolkien, all’età di 95 anni, è scomparso nella notte a cavallo tra mercoledì e giovedì presso l’Ospedale di Dracénie Center (SMC), dove era stato ricoverato per problemi di salute.

La notizia è stata comunicata con un tweet:

“Christopher Tolkien è morto all’età di 95 anni. La Tolkien Society porge le sue più profonde condoglianze a Baillie, Simon, Adam, Rachel e tutta la famiglia Tolkien”

Senza di lui, la maggior parte delle opere di suo padre, J.R.R. Tolkien, non sarebbe mai giunta sino a noi.

Nato a Leeds nel 1924, Christopher era il più giovane dei tre figli avuti dallo scrittore con la moglie Edith Mary. Collaborò con il padre aiutandolo a mettere ordine nelle mappe della Terra di Mezzo, firmando quelle che sarebbero state incluse nei libri con l’acronimo C. J. R. T. . Dopo la morte del papà, si prese cura delle sue opere editando “Il Silmarillion” e “I figli di Húrin” e “Beren” e “Lúthien”. J.R.R. Tolkien definì il figlio il suo “più importante critico e collaboratore”, nominandolo nel suo testamento esecutore letterario.

Nel settembre 2006 Christopher Tolkien annunciò il completamento di un nuovo libro, I figli di Húrin, basato su alcuni appunti lasciati dal padre. Passò 30 anni a lavorare a questo progetto, pubblicato il 17 aprile 2007. Per questo lavoro fu molto criticato poiché parte dei testi era stata ampiamente rimaneggiata.

A luglio 2009 pubblicò in Inghilterra un nuovo libro inedito del padre, questa volta senza apportare modifiche: La leggenda di Sigurd e Gudrún. Si tratta della rielaborazione tolkieniana degli antichi miti norreni, frutto del suo lavoro di filologo e della sua passione per queste saghe.

Leggi anche: Il Signore degli Anelli: svelato il cast completo della serie. Fan in fermento

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Attualità

Sfavoleggiando, fiabe e favole capovolte per tutti

Fabio Iuliano

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Approda all’Aquila la banda di “ Sfavoleggiando”… un modo alternative per raccontare “Fiabe e favole capovolte” dove anche i cattivi sono buoni e i buoni ancora più buoni. Il progetto è stato concepito dall’associazione artistico culturale “Il Cielo capovolto”. Il volume si presta alle letture dei bambini ma è indirizzato anche ai ragazzi e agli adulti.

Storie sospese che nascono dalla fantasia di chi è chiamato a rallegrare un Natale da vivere in un tempo che troppo corre fino a impazzire. Allora è concesso soffermarsi sulle ali della serenità e recuperare i valori che toccano l’anima. Questi scritti hanno preso forma attraverso i disegni che abili mani di artisti hanno reso ai fortunati lettori.

All’idea, ormai concretizzata in un bel volume che verrà presentato anche a L’Aquila, hanno aderito diversi autori e artisti abruzzesi (Stefano Carnicelli, Selene Pascasi, Sonia Etere, Francesca Massaro, Daniela D’Alimonte, Marina Tiberi, Mimmo Emanuele, Antonio Zenadoccio, Maria Chiara Corpetti, Monica Bonfini, Alessia Pignatelli, Sara Chiaranzelli, Marielena Carulli).

Sabato mattina, autori e illustratori incontreranno, a Palombaia di Tornimparte, alcune classi della Scuola Secondaria di 1° grado “G. Verne” dell’Istituto Comprensivo Comenio. Sarà un momento per condividere, insieme, anche attraverso il gioco, l’approccio alla scrittura e al disegno di fiabe e favole. Nel pomeriggio, sempre del sabato, alle 18.00, l’appuntamento è in libreria (Maccarrone libri, Piazzale Trony-L’Aquila) per la presentazione del volume. L’appuntamento in città è organizzato in collaborazione con la Libreria In-Mondadori di Roberto Maccarrone. In particolare gli autori e gli illustratori parleranno degli scritti e dei dipinti (esposti in libreria).

Insomma… un momento artistico e letterario che ha unito “voci e pennelli” provenienti da ogni luogo d’Italia. Un momento molto importante per la nostra città che segue l’analoga presentazione che si è tenuta a Torino lo scorso 17 novembre.

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