Barrio Gotico, il quartiere di Barcellona dall’anima ribelle e presuntuosa

Carlos Ruiz Zafón aveva le idee chiare quando parlava di città: “Le considero come organismi, come esseri viventi. Per me, Madrid è un uomo e Barcellona è una donna. Ed è una donna estremamente presuntuosa”. Uno dei luoghi più adatti per conoscerne il carattere è il Barrio Gótico (Barri Gòtic) in catalano. Parliamo di un nucleo importante della città, un circuito di strade, piazze e piazzette che accarezzano la centralissima area compresa tra Las Ramblas e la via Laietana, fino all’altezza di Plaça de Catalunya.

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Dal lato opposto della Rambla, rispetto a Plaça de Catalunya, c’è la zona del Port Vell con le sue barche a vela ormeggiate nei pressi della statua-monumento a Cristoforo Colombo. Non poco lontano parte la Rambla de Mar, uno dei primi avamposti turistici se si raggiunge la capitale catalana via mare. Da quelle parti si apre il Maremagnum, con l’acquario e il centro commerciale. Negozi, cinema, ristoranti e locali low cost dove potresti passare la notte tra cocktail e chupitos, ascoltando le hit del momento e la musica latino americana.

In mezzo, come detto, c’è il cuore medievale che puoi scoprire partendo da Plaza Real (Plaça Reial) a 4 minuti a piedi dalla stazione della metropolitana Liceu e 10 minuti dal Museo Picasso. Lì c’è l’ostello Kabul (il nome non inganni, parliamo di uno dei migliori Backpacker che si vedono in giro).

Bisognerebbe avere del tempo a parte per alloggiarvi, magari in uno dei letti a castello, fare amicizia con chi capita e magari lasciarti sorprendere dalle sue storie di viaggio, declinate davanti a una birra del pub interno. Lì se vuoi puoi anche partecipare alla jam del momento, chitarra, voce e percussioni.

Oppure, registrarti per un bar crawl, iniziativa concepita come un’unica serata in cui un gruppo va alla scoperta di wine bar, pub e discoteche di una città bevendo un bicchiere in ogni locale. Il tour che parte dall’ostello Kabul (il nome non inganni, parliamo di uno dei migliori Backpaper che si vedono in giro) a ridosso di mezzanotte – questo ovviamente in periodi in cui non ci sono restrizioni di contenimento sanitario.

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Qualche fermata di metropolitana e si fa il giro del porto olimpico, tra chupitos e shottini che scandiscono i tre discopub. Finale in una delle discoteche dell’area. L’ingresso è gratis e il bicchiere di simil-champagne anche, ma attenzione: se ti avvicini al bancone, le consumazioni non costano meno di 10/15 euro in media. Proprio a ridosso dell’hostel Kabul c’è un tablao flamenco.

Il barrio Gotico fu il punto nevralgico della vita politica e religiosa della Barcellona medievale. Un nucleo che si è sviluppato su un antico insediamento romano, infatti il quartiere presenta ancora la struttura urbanistica classica dell’impero romano del cardo e del decumano.

Plaza Real (Plaça Reial)

Da visitare la cattedrale de la Santa Creu e Santa Eulalia, quest’ultima patrona di Barcellona che subì il martirio in epoca romana.

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Oltre alla plaça del Rei, circondata da palazzi gotici del XVII secolo, segnaliamo la plaça Nova – con il mercato settimanale, e la plaça del Pi che ospita la grande chiesa di Santa Maria Del Pi. Un’area che ospita tanti artisti di strada tra musicisti, pittori, giocolieri e clown.

Questo articolo lo potete trovare anche su MyZona, l’app internazionale che strizza l’occhio ai luoghi più belli del mondo. “Dalla scoperta nascono sempre esperienze indimenticabili“.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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