“The Father – nulla è come sembra”: il dramma da camera di Florian Zeller

Florian Zeller, famoso drammaturgo e scrittore francese classe 1979, ha debuttato lo scorso anno (2020) come regista cimentandosi nell’adattamento cinematografico della pièce teatrale “The Father”, scritta da suo padre nel 2012. La pièce in questione era già stata portata sul grande schermo nel 2015 da Philippe Le Guay nel film “Florida”. “The Father – nulla è come sembra”, uscito nelle sale italiane lo scorso 20 maggio, è stato acclamato con successo ed ha ottenuto sei candidature agli Oscar 2021 vincendone due. Quelle di migliore attore protagonista per Anthony Hopkins (Il silenzio degli innocenti, Vi presento Joe Black) e migliore sceneggiatura non originale.

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Sullo sfondo di una Londra triste e malinconica che ricorda, grazie anche alla presenza della musica lirica in sottofondo che aggiunge quel tocco di drammaticità, le ambientazioni del “Match Point” (2005) di Woody Allen.  “The Father” narra le vicende di una famiglia alle prese con il bizzarro (e molto sopra le righe) padre affetto da demenza senile. Anthony (Anthony Hopkins), uomo ultraottantenne cerca di vivere al meglio la propria quotidianità tra momenti di lucidità alternati a momenti bui e confusionari, tipici di chi sta combattendo con la brutta bestia della demenza senile. La figlia Anne (Olivia Colman) tenta in tutti modi di trovare la soluzione più idonea per il testardo padre che, a suo avviso, non è più in grado di gestire da solo la propria vita.

In tipico stile Kammerspiel (cinema da camera), “The Father” è ambientato in pochi luoghi esclusivamente al chiuso, in cui si assiste alla messa in scena del dramma di un uomo che tenta di mettere insieme, come i pezzi di un puzzle, ricordi frammentati e confusionari della propria vita.

Certamente, sono tanti i film che nel corso degli anni hanno trattato il tema della malattia. Si pensi ad esempio a “Still Alice” (2014), ad “Amour” (2012) o al “Memento” (2000) di Christopher Nolan, il quale narra l’interminabile lotta di uomo che cerca di recuperare la memoria, provando ogni giorno a rimettere insieme i pezzi dei propri ricordi annebbiati e frammentati.

ZELLER CI RENDE I PRIMI PROTAGONISTI DEL FILM E CI GUIDA ALL’INTERNO DELLA MENTE DEL PROTAGONISTA

La caratteristica interessante ed assolutamente originale è il modo in cui Zeller sceglie di raccontare le tematiche della malattia e della perdita della memoria. “The Father” si discosta dalle precedenti pellicole aventi come tema principale la malattia, raccontando quest’ultima esclusivamente dal punto di vista del protagonista affetto dal disturbo.

In questo rovesciamento della medaglia, per i novanta minuti del film, ci si ritrova immersi nella mente di Anthony. Tra situazioni confusionarie e personaggi interpretati prima da un attore e subito dopo da un altro in cui ci si domanda in continuazione che cosa stia succedendo. È davvero possibile che una persona possa convivere con tutto questo ogni giorno? Zeller sceglie di trattare in questo modo la triste tematica e, prendendo lo spettatore di forza per mano, lo accompagna nei meandri di una mente offuscata e gravata da una malattia degenerativa in cui, però, regnano ancora alcuni momenti felici e indelebili che nemmeno la malattia può portare via.

“The Father – nulla è come sembra” si dimostra una pellicola forte ed empatica, la quale porta con sé anche notevoli tematiche etiche, quali il comportamento da adottare con una persona malata e quanto sia giusto decidere al suo posto. Il regista sceglie, inoltre, di mettere da parte la totale compassione e l’eccessivo sentimentalismo che spesso si riserva alle persone anziane. Un dramma commovente in cui si assiste alla circolarità della vita, al tempo che passa inesorabile e ad un uomo che combatte con tutta la forza che gli resta per non lasciare andare i ricordi ormai lontani che, come foglie secche, piano piano cadono e si disperdono nel vento.

UN ANTHONY HOPKINS DA OSCAR

Ottima prova attoriale per Hopkins che si rivela forte e convincente in questa interpretazione teatrale che lo ha portato a vincere il suo secondo Oscar (il primo per “Il silenzio degli innocenti”,1991). Omaggiato, inoltre, dal regista che ha scelto di dare al protagonista di “The Father – nulla è come sembra” lo stesso nome dell’attore britannico.

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Malaika Sanguanini
Ok, amo il cinema. Fin da quando, da bambina, restavo a bocca aperta davanti al Gladiatore o al Frankenstein di Mary Shelley mentre gli altri si entusiasmavano per i cartoni animati. Dopo una laurea in Scienze dell’educazione e anni di lavoro nel settore, ho lasciato tutto dopo la seconda laurea in Scienze della comunicazione per fare ciò che amo di più: scrivere di cinema. Tarantino, l’enfant prodige Xavier Dolan e l’aura onirica di David Lynch sono punti di riferimento. Amo la scrittura perché, Bukowski docet, “scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle”.

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