Si conclude la Festa del Cinema di Roma, speranza e rinascita sono le parole chiave

Si è conclusa ieri, 24 ottobre, la 16° edizione della Festa del Cinema di Roma. Un evento assolutamente ben riuscito, il quale, insieme al Festival di Venezia dello scorso settembre, ha potuto sfoggiare una serie di pellicole di altissimo livello, oltre che vedere come protagonisti nomi di spicco del panorama cinematografico internazionale.

Sotto la direzione artistica di Antonio Monda, il quale ha definito questa edizione assolutamente pop, sono stati tantissimi i personaggi che hanno calcato il red carpet all’interno dell’Auditorium Parco della Musica della capitale. Jessica Chastain, protagonista del film di apertura “The eyes of Tammy Faye“, Jhonny Deep, Luca Guadagnino, Quentin Tarantino, Oliver Stone, Tim Burton, Frank Miller e Angelina Jolie, protagonista del film di chiusura “The Eternals“, per citarne alcuni.

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Un’edizione che resterà senza dubbio nel cuore, simbolo di una rinascita che si sta facendo sempre più concreta. L’evento di Roma, è importante precisarlo, è una Festa e non un Festival. Dunque, a parte i due Premi alla carriera e il Premio del pubblico FS, non sono previsti vincitori o vincitrici.

Una Festa cinematografica, quindi, che non ha come fulcro, come invece è per altri eventi, la corsa alla vittoria, il premio alla miglior attrice o al migliore attore e via dicendo, ma è un omaggio, una dichiarazione d’amore alla settima arte, senza distinzioni.

Tra gli eventi più emozionanti di questa edizione, ricordiamo la consegna dei due Premi alla carriera. Quentin Tarantino, il cui cinema è stato scelto per rappresentare l’evento, come si può vedere dalla locandina che presenta il volto di Uma Thurman, protagonista di “Kill Bill“. Tim Burton, il quale ha attraversato il tappeto rosso, insieme ai figli e al fedele cagnolino.

Dopo aver preso parte ad un incontro con il pubblico e aver ripercorso, tramite clip e domande, le proprie carriere, i due registi hanno ricevuto il meritatissimo riconoscimento. Tra applausi, lacrime ed emozione, il pubblico è stato in prima linea a sostenere e a far sentire il proprio calore agli artisti.

E questo è un aspetto assolutamente vincente ed importante di questo evento, il fatto che anche al comune pubblico venga data la possibilità di essere protagonista e di poter vedere da vicino i propri idoli.

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Il Premio del pubblico FS è stato invece assegnato alla pellicola diretta da Marcel BarreneOpen Arms – La legge del mare“, questa racconta la nascita della ONG fondata da Oscar Camps. Il regista, che non ha potuto ritirare il premio, ha comunque ringraziato il pubblico che lo ha votato con un messaggio.

“L’anteprima a Roma è stata un’esperienza indelebile per me, non dimenticherò mai l’accoglienza del pubblico. Ho il video nel telefono e l’ho guardato molte volte con le lacrime agli occhi, abbiamo sofferto molto facendo questo film. Realizzare Open Arms è stato un viaggio lungo e doloroso.

Questo premio ci dà forza, ci dà speranza, perché ci ricorda che il mondo ha bisogno di questa storia. Questa storia parla di un gruppo di uomini che fanno cose buone. E dobbiamo concentrarci sugli uomini buoni, sulle cose buone. E questo premio, non è solo una cosa buona, è una grande cosa. Per sempre grato alla Festa del Cinema di Roma“.

ALICE NELLA CITTÀ: LA SEZIONE AUTONOMA DELL’EVENTO

La Festa del Cinema di Roma comprende, inoltre, una sezione autonoma e parallela dedicata alle giovani generazioni, Alice nella città. Tutte le opere sono state giudicate da una giuria selezionata a livello nazionale. Di seguito tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM: “Petite maman” di Celine Sciamma.

MIGLIOR REGIA: “Belfast” di Kenneth Branagh

PREMIO CAMERA D’ORO: “Softie” di Samuel Theis.

PREMIO RB CASTING: assegnato a Madalina Maria Jekal per “Anima Bella” di Dario Albertini.

PREMIO RISING STAR AWARD: assegnato a Sophie Breyer per “The Hive” di Christophe Hermans.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO: “Big” di Daniele Pini.

PREMIO RAI CINEMA: “Big” di Daniele Pini.

PREMIO RAFFAELLA FIORETTA: “La Tana” di Beatrice Baldacci.

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Malaika Sanguanini
Ok, amo il cinema. Fin da quando, da bambina, restavo a bocca aperta davanti al Gladiatore o al Frankenstein di Mary Shelley mentre gli altri si entusiasmavano per i cartoni animati. Dopo una laurea in Scienze dell’educazione e anni di lavoro nel settore, ho lasciato tutto dopo la seconda laurea in Scienze della comunicazione per fare ciò che amo di più: scrivere di cinema. Tarantino, l’enfant prodige Xavier Dolan e l’aura onirica di David Lynch sono punti di riferimento. Amo la scrittura perché, Bukowski docet, “scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle”.

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