Tutti in piedi per Tarantino: standing ovation e premio alla carriera

Roma rende omaggio a Quentin Tarantino. In quel dell’Auditorim capitolino, il regista americano ha ricevuto il premio alla carriera, consegnato direttamente da Dario Argento, maestro indiscusso dell’horror tricolore. Alla presenza di una sala gremita e di un pubblico entusiasta, il regista di pellicole immortali come Pulp Fiction, Le Iene, Kill Bill e l’ultimo C’era una volta a Hollywood, è apparso a suo agio ma visibilmente emozionato.

D’altronde non ha mai nascosto l’amore per l’Italia e per il cinema d’autore tricolore, a lungo omaggiato con citazioni in molti dei suoi i film come nel caso di Django Unchained, con la presenza di Franco Nero e il richiamo finale alla storica colonna de Lo chiamavano Trinità.

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“Trovo che sia assurdo, ridicolo, chiedere quali possano essere i dieci film preferiti”, afferma rispondendo a una domanda sui film western italiani. “non si può prendere sul serio una richiesta del genere. Però mi faccio condizionare molto da quello che mi capita per la testa, che mi piace, sono molto impulsivo”. Al primo posto, però, c’è Il Buono, il brutto e il cattivo. “Non posso disquisire per venti minuti sul perché questo sia il mio film preferito. Mi piace e basta”.

Quale è stato il momento in cui hai deciso di diventare regista, gli chiedono. “Non c’è stata una decisione presa così, però una volta che ho capito cosa fosse un regista, ho capito che sarebbe stata quella la mia strada. Fin da ragazzino, quando ho visto gli attori del cinema, volevo fare questi ruolo. Ho sempre guardato i registi prima che gli attori. Quando ho iniziato a studiare mi sono trovato in situazioni dove c’erano ragazzi che ne sapevano meno di me ma perché a me a me interessava il cinema e a loro interessava loro stessi. Amo troppo il cinema per fare solo l’attore. Quel film doveva essere il migliore possibile”.

Dopo l’incontro di domenica con Johnny Depp, partito tra qualche apprensione e imbarazzo per il forte ritardo dovuto all’assedio dei fan con cui il divo hollywoodiano è giunto ad Alice nella Città, sezione parallela della Festa del Cinema di Roma, la manifestazione cinematografica capitolina cala dal mazzo uno degli assi più attesi.

Tarantino esordisce alla regia nel 1992 con Le iene, ottenendo un ottimo riscontro di critica e pubblico. Ma il vero successo e la definitiva consacrazione arrivano due anni dopo con Pulp Fiction, ottenendo sette candidature agli Oscar e vincendo quello per la Miglior sceneggiatura originale, dando vita a un vero e proprio film di culto.

Leggi anche: Quentin Tarantino a Che tempo che fa: se non avessi fatto il regista sarei finito in galera

Gli anni seguenti sono un’escalation di successi, partendo da Jackie Brown (1997) e un episodio di Four Rooms (1997), proseguendo con i due volumi di Kill Bill (2003 e 2004), fino a capolavori come Bastardi senza gloria (2009), Django Unchained (2012), e l’ultimo, per ora, C’era una volta a… Hollywood (2019). 

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