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Castle Rock non convince, cancellata la serie tv

Antonella Valente

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E’ ufficiale, non ci sarà una terza stagione di Castle Rock, la serie tv ispirata alle opere di Stephen King. Hulu ha scelto di non rinnovare l’impegno e ha ne ha annunciato la cancellazione. La città dannata del Maine, dove il male impera e condiziona la vita dei suoi abitanti, scatenando omicidi, suicidi, mostri e paranormale, si ferma qui, dopo sole due stagioni. Il prodotto uscito anche su Amazon Prime non ha quindi convinto appieno il pubblico, nonostante la presenza di volti noti nell’universo dello Zio, e benché molti episodi fossero ispirati o basati su scritti del Re dell’horror.

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Misery, Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, Shining, IT, Le Notti di Salem, Il miglio verde, La metà oscura, sono solo alcune delle opere citate nelle due stagioni. Come detto, anche alcuni attori sono presi in prestito da altre pellicole come Sissy Spacek da Carrie – lo sguardo di Satana (del 1976, diretto da Brian De Palma), Tim Robbins da Le Ali della Libertà, Bill Skarsgård dall’ultimo IT o Sarah Gadon da 22/11/63. Presenti anche attori di spessore, già noti sul grande schermo, come Scott Glenn, André Holland, Terry O’Quinn, Lizzy Caplan. A ciò si aggiunga la supervisione, se pur lontano dal set, dello stesso King, e la presenza di J.J. Abrams. Qualità da spendere ce n’era e come!

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Il motivo della chiusura della serie, però, non è stato ancora reso noto. Il giudizio di critica e pubblico non è stato spietato e l’hype generatosi attorno alle due stagioni rende difficile comprendere la motivazione di tale scelta. Interessa il giusto sapere che ci saranno altri adattamenti delle opere di King, sia in una veste da serie tv che in una veste da film, perché questo Castle Rock, tutto sommato, ci stava piacendo.

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Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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Scarlett Johansson chiede la scarcerazione di Patrick Zaki e altri 3 attivisti: “non siete soli”

Redazione

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“Far sentire la propria voce in Egitto oggi è pericoloso”. Inizia così il video pubblicato su Youtube da Scarlett Johansson che scende in campo per Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna in carcere in Egitto. La star hollywoodiana, citando anche altri tre appartenenti all’Ong egiziana per la difesa dei diritti civili ‘Eipr‘, chiede “l’immediato rilascio” dei quattro il cui “unico reato è essersi sollevati per la dignità dell’Egitto”. Loro devono continuare a lavorare per la difesa dei diritti civili, dice l’attrice americana,  perché “rappresentano il coraggio”. Poi chiude con “Non siete soli”.

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Dopo l’omicidio di Giulio Regeni, lo studente italiano ritrovato morto alla fine di gennaio del 2016, che ha profondamente scosso anche la comunità internazionale, i fari sono tutti puntati sul regime egiziano, reo di far sparire i suoi oppositori. La sua morte ha provocato un acceso dibattito anche in Italia sull’opportunità di avere legami con il Governo di un Paese che anche Amnesty International ha definito “incapace di tutelare e proteggere i diritti della persona”. Sul corpo dello studente triestino furono trovati diversi segni di tortura.

Solo pochi giorni fa Huda Nasrallah, l’avvocata di Zaki, ha potuto visitare in carcere lo studente egiziano, detenuto dallo scorso febbraio. “Da nove mesi dorme per terra senza materasso. Ho chiesto una pomata e un fasciatore per la schiena al fine di alleviare i dolori provocati dalla posizione scomoda”.

“Il sollievo che deriva dal fatto che Patrick incontri i familiari e oggi anche la sua legale è però molto attenuato, quasi annullato, dai dettagli che poi arrivano da questi incontri. L’idea che Patrick da nove mesi dorma per terra la dice lunga sulle sofferenze aggiuntive che il regime carcerario egiziano produce, oltre al fatto che sta trattenendo un innocente. Ribadiamo la richiesta, ancora una volta, al Governo italiano perché si dia seriamente da fare in vista anche del 7 gennaio, il Capodanno copto. Noi desideriamo che quel giorno Patrick sia libero per festeggiare il Capodanno con la sua famiglia e che poi i successivi giorni del 2021 li passi dove desidera, magari a Bologna dove lo aspettiamo e lo aspettano in tanti”, ha dichiarato all’Ansa Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

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#TWOF1: Speciale Buckley: Tim, Jeff e la grazia delle stelle

Redazione

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Durante la settimana dedicata al primo anno di attività di The Walk of Fame non poteva mancare un approfondimento su una delle voci più belle della storia della musica: Jeff Buckley

Rivedi lo speciale scritto e ideato da Alessandro Martorelli ( Teatranti Tra Tanti) in collaborazione con il musicista Pierpaolo Battista.

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Festival e grandi concerti: se ne riparla forse nel 2023. La previsione di Claudio Trotta

Antonella Valente

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“Gli spettacoli di massa negli stadi, negli autodromi, nei parcheggi, nei parchi, francamente (..) non credo proprio che li vedremo nel 2021, non immagino nemmeno che sia così certo che li vedremo nel 2022, forse nel 2023 o 2024, ma non nel 2021”.

“Questo non è stato dichiarato ufficialmente, ne comprendo le motivazioni ma sarebbe opportuno che se ne parlasse più profondamente e rendersi conto che non abbiamo una prospettiva a lungo termine”.

Con queste parole Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts e promoter musicale tra i più autorevoli al mondo, ha focalizzato l’attenzione sul rischio, ormai sempre più concreto, di rivedere grandi concerti e festival solo tra due anni, nella migliore delle ipotesi.

L’intervista integrale

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