“Non acquistate libri su Amazon, è la morte delle librerie”, la sindaca di Parigi lancia l’appello

In tempo di pandemia c’è chi fa affari e chi, invece, chiude i battenti. La crisi economica, inevitabile conseguenza di quella sanitaria, si è abbattuta con violenza sull’economia mondiale, provocando la chiusura di migliaia di attività. Un settore particolarmente colpito è stato quello dell’editoria. Non si contano i titoli che non sono usciti nel 2020, così come non si contano le case editrici che hanno chiuso o messo in standby la propria attività per dedicarsi ad altro.

Chi, da ciò, ne ha tratto profitto, è stato Amazon. Non a caso Jeff Bezos ha da poco raggiunto il traguardo dei 200 miliardi di dollari di patrimonio, attestandosi come l’uomo più ricco in assoluto sul pianeta Terra e dell’intero Spazio dove, fra le altre cose, vorrebbe spedire pacchi. La vendita a distanza, l’acquisto tramite app, la possibilità di ricevere il proprio libro a casa nel giro di uno o due giorni, è stato fattore determinante durante il lockdown. Le librerie hanno parzialmente accolto la delivery book e tante si sono adeguate al modo di fare mercato. Ma non tutte hanno potuto, con evidenti criticità nel tenere in piedi la baracca.

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A lanciare l’appello, per chiedere di sostenere le librerie locali, è Anne Hidalgo, sindaca di Parigi. Senza troppi giri di parole, la prima cittadina della capitale francese, ha esortato la popolazione a non fare acquisti su Amazon ma di recarsi, invece, presso lo store di fiducia. La Francia è tra gli Stati europei più colpiti da questa seconda ondata, e non di rado ha fatto registrate 45mila casi di contagi al giorno. Le misure predisposte per scongiurare il peggio sono state – e sono – rigidissime, e le le librerie, analogamente a molte altre attività commerciali, sono in seria difficoltà.

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“Lo dico davvero, ai parigini e alle parigine: non acquistate su Amazon. Amazon significa la morte delle nostre librerie e della nostra vita di quartiere“, ha dichiarato la Hidalgo. Le librerie, in Francia, sono considerate “servizi non essenziali” e quindi hanno chiuso a seguito del lockdown. “Parigi è una città in cui il libro deve avere tutto il suo posto come bene essenziale. Acquistate dal vostro libraio: potete ordinare e recuperare il vostro libro”, ha concluso.

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