Un artista chiamato Banksy, esposizione a Ferrara sino a fine settembre

Resterà aperta al pubblico fino al 27 settembre, a palazzo Diamanti di Ferrara, l’esposizione non autorizzata con oltre 100 opere e oggetti originali dell’artista britannico Banksy, in un percorso espositivo che dà conto della sua intera produzione: considera vitali per diffondere i suoi messaggi fino alle opere provenienti da Dismaland con la scultura di Mickey Snake con Topolino inghiottito da un pitone.

L’artista che nessuno ha mai visto e di cui nessuno conosce il volto, rappresenta la miglior evoluzione della Pop Art originaria, l’unico che ha connesso le radici del pop, la cultura hip hop, il graffitismo anni Ottanta e i nuovi approcci del tempo digitale. Un personaggio coinvolto anche in azioni umanitarie anche nel campo dell’immigrazione.

Come accennato prima, l’artista non è in alcun modo coinvolto in questa mostra. Il materiale per questa esposizione proviene interamente da collezioni private.

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Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.