“The Pale Blue Eye”: Harry Melling sarà Edgar Allan Poe

“The Pale Blue Eye” inizia a prendere forma e il cast sembrerebbe ormai completo. Il nuovo film di Netflix sarà diretto dallo statunitense Scott Cooper (Crazy Heart, Hostiles – Ostili), il quale ha lavorato a questo progetto per oltre dieci anni.

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“The Pale Blue Eye” è ispirato all’omonimo romanzo giallo dello scrittore americano Louis Bayard, pubblicato per la prima volta nel 2003. Il libro, ambientato nel 1830, vede come protagonista della storia un detective di New York che nel film sarà interpretato dal mago del trasformismo Christian Bale (The prestige, Il cavaliere oscuro). A quest’ultimo viene affidato l’incarico di risolvere un mistero inerente ad alcuni omicidi. Verrà a lui affiancato un giovane ragazzo particolarmente attento ai dettagli che, in seguito diventerà lo scrittore di fama mondiale che tutti conosciamo, Edgar Allan Poe.

Il maestro del brivido sarà interpretato dall’attore britannico Harry Melling, conosciuto principalmente per il ruolo di Dudley nella saga di Harry Potter. Melling lo abbiamo anche visto di recente al fianco dell’attrice Anya Taylor-Joy (Split, The Witch) nella miniserie “La regina degli scacchi” (2020), in cui ha interpretato il rivale della protagonista, successivamente diventato suo amico.

Per quanto riguarda la data di uscita di “The Pale Blue Eye” non si sa ancora nulla. Il film entrerà in produzione entro la fine dell’anno.

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Foto: By vagueonthehow from Tadcaster, York, England – Stanislav Ianevski & Harry Melling Uploaded by MaybeMaybeMaybe, CC

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Malaika Sanguanini
Ok, amo il cinema. Fin da quando, da bambina, restavo a bocca aperta davanti al Gladiatore o al Frankenstein di Mary Shelley mentre gli altri si entusiasmavano per i cartoni animati. Dopo una laurea in Scienze dell’educazione e anni di lavoro nel settore, ho lasciato tutto dopo la seconda laurea in Scienze della comunicazione per fare ciò che amo di più: scrivere di cinema. Tarantino, l’enfant prodige Xavier Dolan e l’aura onirica di David Lynch sono punti di riferimento. Amo la scrittura perché, Bukowski docet, “scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle”.

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