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Judy Garland, una vita tra sogno e dura realtà

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Il 10 giugno 1922 in una cittadina del Minnesota nasceva la terza figlia di una coppia di artisti: Frances Ethel Gumm. Ma la bambina abbandona presto il suo nome di battesimo e con esso il candore e la spensieratezza dell’infanzia: i due attori di vaudeville sognano il successo che non sono riusciti a raggiungere per le figlie – che si esibiscono cantando per tutta la California come il “Trio Gumm” -. Notata da un talent scout della Mgm (“Metro-Goldwyn-Mayer”), la piccola di casa a soli 13 anni inizia la sua carriera cinematografica: così nasce il mito Judy Garland.

Quel che colpisce della giovanissima Judy sono la sua vivacità, il suo viso dolce ma accattivante e soprattutto la sua particolare voce da contralto. Già dal 1936 è ingaggiata come protagonista in piccoli film musicali e presto si ritrova a lavorare a fianco ad altre promesse del cinema statunitense: con Deanna Durbin (che poi diventerà la sua rivale) in “Every Sunday” e con Mickey Rooney in “L’amore trova Andy Hardy”. 

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Il grande successo arriva quando Victor Fleming la sceglie per “Il mago di Oz”: grazie a lei la dolce Dorothy con le sue scarpette rosse e la meravigliosa “Over the rainbow” entra nell’immaginario comune. Vince l’Oscar giovanile e la sua carriera decolla con ruoli “adulti”. Recita e canta in ben 40 film tra cui “Meet me in Saint Louis” (la cui colonna sonora vincerà il Grammy Hall of Fame Award), “Il pirata” con Gene Kelly e “Ti amavo senza saperlo” con Fred Astaire. Mostra la sua destrezza anche con ruoli intensi e drammatici in “È nata una stella” di George Cukor (con cui vince un Golden Globe), “Vincitori e vinti” di Stanley Kramer e “Gli esclusi” di John Cassavetes.

Forse i film della Garland sarebbero molti di più, ma si sa non è oro tutto ciò che luccica. Infatti nella vita di Judy c’è stata tanta sofferenza quanta fama. Sembra che già dai primi incarichi, la giovane attrice fosse stata costretta ad una difficile dieta dimagrante a base di brodo di pollo, caffè e sigarette per preservare l’aspetto di bella adolescente e incoraggiata ad assumere droghe per reggere i duri ritmi (da circa tre film l’anno). La dipendenza da droghe e alcol ha reso la sua vita e la sua carriera molto travagliate tra tentativi di suicidio, quattro divorzi, ricoveri per esaurimento nervoso e licenziamenti. 

Il 22 giugno 1969 Judy viene ritrovata senza vita in bagno a soli 47 anni per “un’ingestione accidentale di una dose eccessiva di sonniferi”. Appare eccessivamente invecchiata, pesa circa 30kg e il suo medico afferma che sarebbe comunque morta a breve per la sua grave cirrosi epatica. Nel 2019 Rupert Goold produrrà Judy, film biografici sugli ultimi mesi di vita della cantante e attrice, interpretata da Renée Zellweger.

La vita di Judy è dunque una medaglia che su una faccia presenta una carriera onirica degna del meraviglioso mondo di Oz e sull’altra i difficili retroscena di Hollywood per cui non si sentiva all’altezza.

D’altronde lei stessa cantava:

Un bel giorno esprimerò un desiderio ad una stella  e mi sveglierò dove le nuvole sono molto lontane dietro di me, dove i problemi si sciolgono come gocce di limone, molto più in alto dei comignoli

Mi troverai là: Somewhere, over the rainbow”.

di Sara Paneccasio

Copertina: By Decca Records, “Alex in Belgium” – thejudyroom.com, Public Domain

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Le follie di Lercio diventano uno show: il tour satirico in giro per l’Italia

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– La Lega istituisce severissimi test d’ingresso: chi li supera sarà escluso dal partito

– Vendeva droga per pagarsi l’università: trenta e lode in Economia Aziendale

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– Napoli, scarrafone scopre che la mamma trova più bello suo cugino

Lercio Alive Show è l’evoluzione di Lercio live, uno spettacolo che vanta più di 200 date in Italia, 3 sold-out a Londra e la partecipazione ad alcuni dei più importanti festival italiani e internazionali (Home, Medimex, Primo Maggio di Taranto, Sziget di Budapest). Battute fulminanti, telegiornali improbabili e scoregge vaginali terranno compagnia al pubblico per un’intera serata, al termine della quale verrà sorteggiato il nome del prossimo Ministro degli Esteri. Nessuna selezione all’entrata, a meno che non sia tu l’attuale Ministro degli Esteri.

Per queste date Lercio si avvarrà della presenza di uno special guest musicale: Giaggio, batterista, percussionista e producer che ha portato il suo progetto di performance elettronica tra Europa, America e Canada, toccando città come New York, Los Angeles, Toronto, San Francisco, Barcellona, Berlino, Parigi, Bruxelles, Liverpool e molte altre. Giaggio si occuperà la colonna musicale dello spettacolo di Lercio per queste date:

12/06 MILANO – RIDE

25/06 BOLOGNA – BOLOGNINA LIVE

09/07 SUVERETO (LI)  – TEATRINO DIVINO

13/08 BERGAMO – POLARESCO

15/10 FIRENZE – TEATRO PUCCINI

Leggi anche: ““Les amours imaginaires”: il triangolo amoroso di Xavier Dolan

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Luca Ward è la voce della Sardegna nello spot “Sicuri di sognare”

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Uno spot di pregio, prodotto in Sardegna e con la leggendaria voce di Luca Ward, che la Regione lancia sui media nazionali e internazionali e mette a disposizione di tutti gli imprenditori turistici, in un progetto integrato di grande rilancio del turismo sardo fin dall’estate 2021.

«Abbiamo dato vita ad una idea che non fosse fine a se stessa, una cartolina già nota, bensì un progetto studiato e pensato in riferimento al target, agli obiettivi e ai risultati da raggiungere» ha detto il Presidente Christian Solinas, che ha presentato l’iniziativa in una conferenza stampa nel parco di Villa Devoto, insieme all’assessore al Turismo Giannio Chessa, al Presidente di Confesercenti Sardegna Roberto Bolognese e all’attore Luca Ward, che ha dato voce alla Sardegna nello spot.

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«Attraverso lo spot parliamo e ci interfacciamo con chi ama e sceglie la Sardegna come meta delle sue vacanze: si evidenziano quindi i desideri, i bisogni, le scelte della domanda turistica. Un target che corrisponde esattamente ai molteplici segmenti di arrivo delle linee aeroportuali nazionali ed internazionali. Abbiamo impostato una campagna che raccoglie in modo sistemico tutti i principali attori del territorio, degli ambiti produttivi, del settore turistico e dei diversi comparti ricettizi. Una campagna di sistema che porta in primo piano tutta la Regione, in modo coeso ed integrato – ha aggiunto il Presidente – Un ampio coinvolgimento che permetterà di amplificare la promozione e rappresentare l’Isola con una immagine coordinata»

Gli attori del sistema potranno infatti aderire liberamente alla campagna promozionale utilizzando il video istituzionale e il claim in ogni azione di promozione che i singoli soggetti decideranno di intraprendere. Lo spot abbraccia idealmente l’Isola raccontando un’identità poliedrica fatta di monumenti secolari, paesaggi mozzafiato e tradizioni uniche. Il concept del video ruota intorno al messaggio “sicuri di sognare”, cuore di una narrazione dell’Isola come meta da sogno, e luogo in cui liberarsi dalle tensioni e dalle costrizioni dell’era pandemica, dove ritrovare una dimensione sicura, di autenticità e di bellezza.

La strategia promozionale per la Destinazione Sardegna 2021, inoltre, inaugura per la prima volta un modello integrato e coordinato con gli attori del sistema. Lo spot viene trasmesso sulle reti televisive RAI e canale RaiPlay a partire dal 10 giugno, e successivamente su Mediaset. Verrà inoltre veicolato a partire dal 15 giugno nel circuito delle Grandi Stazioni delle 14 principali città italiane e nella rete di porti e aeroporti. Il video sarà tradotto in lingua inglese, francese e tedesca, per favorire la diffusione e la geo-localizzazione del target a livello nazionale ed internazionale. È prevista una strategia di promozione sui diversi canali digitali che permetterà di aumentare la riconoscibilità del brand Sardegna attraverso una strategia multichannel che vede come protagonista il video spot istituzionale. L’obiettivo dell’attività digital è quello di dare rilevanza alla campagna istituzionale messa in atto dalla Regione Autonoma della Sardegna, caratterizzandola per ogni canale di diffusione e per tipologia di formati.

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Omicidio a Easttown: la miniserie con il premio Oscar Kate Winslet arriva su Sky

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Omicidio a Easttown è una miniserie statunitense creata da Brad Igelsby (American Woman), che ne è anche sceneggiatore e produttore, ed è diretta da Craig Zobel, già regista di prodotti di grande qualità come The Leftlovers e The Hunt. La serie, tramessa negli Stati Uniti dalla HBO, è uno dei prodotti più promettenti della nuova stagione telefilmica in corso, per molti motivi diversi, partendo dalla storia, fino ad arrivare allo sviluppo.

La trama ci porta ad Easttown, una piccola cittadina della Pennsylvania, dove viene ritrovato il corpo senza vita di una ragazza, Erin (Cailee Spaeny), madre single brutalmente assassinata, che crea scompiglio e agitazione in una comunità in cui tutti si conoscono e dubitano l’uno dell’altro. Qui entra in campo Mare, interpretata dalla pluripremiata Kate Winslet.

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Mare Sheenan è una poliziotta quarantenne che non si pettina e non si trucca, una donna che cerca di fare i conti con una vita privata in rovina. Il suo lavoro la assorbe totalmente e, nonostante viva insieme alla madre e ai figli, quella è l’unica cosa che riesce a smuoverla dal torpore che la attanaglia. Quando viene chiamata a lavorare sul caso della ragazza madre assassinata, viene assalita da un bisogno vitale di scoprire la verità. Il caso sembra collegato alla sparizione di altre due adolescenti della zona, e questo porterà la detective ad entrare in un vortice che la costringerà a scavare nel torbido della città.

La miniserie prende da subito le distanze dal tradizionale racconto d’indagine, scegliendo di narrare un caso di omicidio che non rimane l’elemento centrale della trama. Infatti, la protagonista assoluta è Mare, con il suo passato drammatico da affrontare. Un evento traumatico, il suicidio del figlio, avvenuto anni prima, e che l’ha portata a rinchiudersi tanto da separarsi dal marito e a tornare a vivere con la madre. Fortunatamente, ha anche chi la sostiene e aiuta nei momenti difficili, la sua amica Lori (Julianne Nicholson), che conosce da quando erano ragazze e che l’ha supportata nel periodo più cupo della sua vita.

Nel cast, dove si nota una forte predominanza femminile, oltre alle già citate Kate Winslet (Titanic) e Julianne Nicholson (The Outsider), troviamo Jean Smart (Legion) nei panni di Helen, madre della nostra protagonista; Evan Peters (American Horror Story) che impersona l’impacciato detective, collega di Mare, Colin Zabel e Guy Pearce (When We Rise), interprete di uno scrittore che cerca di corteggiare, senza grossi risultati, la detective.

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Omicidio a Easttown è un viaggio alla scoperta delle luci e delle ombre di una donna, dove non esistono buoni o cattivi, ma ognuno ha in propri pregi e difetti e cerca di fare del suo meglio. È una serie che prova a mostrare ogni sentimento, senza giudicare, perché rimane il racconto di una vicenda sconvolgente, in un luogo dimenticato, dove i personaggi sono talmente complessi che hanno bisogno di tutta la scena per essere apprezzati al meglio. 

Omicidio a Eastown è disponibile su Sky Atlantic, e On Demand su Now tv, a partire dal 9 giugno. I sette episodi che compongono la miniserie saranno rilasciati con cadenza settimanale.

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