La street art rivitalizza i nostri borghi e ci aiuta a vivere meglio. Aielli, in Abruzzo, ne è l’esempio

Aielli, in Abruzzo, è un esempio virtuoso di come la street art possa rivitalizzare un piccolo borgo dell’entroterra.

Lanciando una velata, ma neanche tanto, provocazione, potremmo affermare che il mondo si divide in due categorie: chi ama la street art e chi la osteggia. Il non saperne riconoscere il valore, non esclusivamente appartenente alla sfera economica e quindi commerciale di un’opera, è problema atavico nella società, a qualsiasi latitudine essa appartenga. E se al lavoro di un artista vi si affianca unicamente la capacità di generare profitti da parte della suddetta, allora la criticità di fondo è più che altro di scarsa considerazione della concezione di arte. In parole povere: non viene compresa.

Non affliggiamoci, noi italiani, “tutto il mondo è Paese”, come recita il vecchio saggio. E in tutto il globo terrestre, infatti, con riferimento alla street art siamo spesso costretti a leggere di atti di bieco vandalismo, superficiale attenzione verso le opere che colorano il grigiore dei nostri centri urbani e, purtroppo, in più occasioni anche l’allontanamento delle stesse.

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Attribuire le colpe di tale superficialità e disattenzione alla miopia delle amministrazioni comunali sarebbe ingeneroso e parziale. Tale problematica è più ampia, e un’analisi estremamente dettaglia della fattispecie che stiamo affrontando richiederebbe una discussione più profonda e lo spazio a nostra disposizione è quello che è. Basti sapere che alcuni Bansky sono stati rimossi o vandalizzati. E, a scanso di equivoci, parliamo di uno tra gli artisti contemporanei più apprezzati e amati in tutto il mondo.

Tutto ciò avviene con buona pace di chi vorrebbe trasformare il volto di una città, di un paese o di un borgo, in un museo a cielo aperto. Colori e forme per coprire le macchie lasciate dall’inesorabile decorso del tempo e dall’incuria dell’essere umano, dove per ragioni di puro disinteresse, dove per ragioni di sopravvenuta impossibilità.

Collocazione non a norma“, “problemi per la sicurezza“, “non conforme al paesaggio circostante“, sono parte delle espressioni burocratiche utilizzate per togliersi dai piedi un’opera. Lasciando da parte il semplice gusto che veicola decisione arbitrarie e coercitive.

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La verità, però, è che forse non siamo pronti per vivere a stretto contatto con la street art. Non tutti almeno. Considerata una forma di espressività moderna, sviluppatasi solo negli ultimi decenni, è fuori di dubbio che abbia difficoltà ad attecchire in quegli spiriti conservatori, votati alla tradizione storica di un tempo e scarsamente interessati all’evoluzione dell’arte. Tra i più giovani, invece, spopola. Viviamo questa dicotomia nel quotidiano provandola a spiegare a chi ritiene che un certo tipo di arte si sia fermata al Rinascimento.

Aielli, in Abruzzo, è un esempio virtuoso di come la street art possa rivitalizzare un piccolo borgo dell’entroterra. Le aree interne della regione che diede i natali a D’Annunzio, Silone, Flaiano (giusto per citarne alcuni) vivono da anni un preoccupante e pericoloso spopolamento. Offrono poco, soprattutto in termini di sbocchi scolastici/universitari, professionali e, non ultimo, giovanili. I vari governi regionali che si sono succeduti negli ultimi anni non sembrano essere riusciti a evitarlo e coloro che da questi meravigliosi borghi partono per andare in cerca di lavoro e fortuna altrove sono sempre di più, dilapidando così un patrimonio umano unico.

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Aielli resiste. Prova a farlo. Con tutte le sue forze e, soprattutto, le sue idee. Molto lo si deve al sindaco Enzo Di Natale e alla sua amministrazione. Giovane, coraggiosa, determinata a ridare vigore a un paese che, come tanti, necessita di progetti e, più di tutto, lungimiranza per invertire il trend dello spopolamento. Situato a 1000 metri di altitudine e abitato da circa 1.500 abitanti, si divide in Aielli alto e Aielli stazione. L’origine della suddivisione del paese in due parti la si rintraccia nel catastrofico terremoto di Avezzano del 1915, il secondo più forte della storia d’Italia, che di fatto spaccò in due il paese.

Il paese, ora, vive un continuo e costante via vai di turisti e curiosi. E’ diventato un’eccellenza, in termini di turismo ecosostenibile in Abruzzo e, al tempo stesso, un punto di riferimento per molti amministratori, giovani e più esperti. Passione, forza di volontà e coraggio alla base della rivitalizzazione di Aielli che, in quest’ultimo anno in particolare, è diventato un vero e proprio fenomeno del web capace di attirare su di sé attenzioni da tutto il mondo. E provate a indovinare come ciò sia avvenuto? Con la street art. Ma guarda un po’!

Il primo murales che abbiamo installato ad Aielli risale al 2016. Ci siamo basati sugli standard della street art in Italia”, spiega il sindaco Di Natale. “C’era un muro di cemento armato che abbiamo voluto utilizzate (l’opera che su esso sorge è di Andrea Parente). Solo successivamente, e con il rendermi conto di una crescente attrazione verso ciò che stavamo realizzando, ho pensato a un percorso tematico all’interno del centro storico. Un vero e proprio snodo attraverso il quale perdersi ad Aielli, un ponte tra passato, presente e futuro, tenuto su dalla street art“.

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“Quindi c’è stata una forte evoluzione del progetto iniziale, nato principalmente per abbellire le zone periferiche. Da un lato, come primo obiettivo, prefiguravamo un percorso dalla piazza del paese alla Torre Astronomica, dove c’è anche l’osservatorio per ricreare interesse e curiosità attorno a esso. In seguito abbiamo scelto il nome, Borgo Universo. Tutt’a un tratto abbiamo avuto un bellissimo problema: individuare le pareti e gli scorci più belli per dare al paese un colpo d’occhio importante. Così l’interesse verso il paese è cresciuto sempre di più. Turisti ogni giorno, fotografi, coppie, comitive, tour organizzati sia dai giovani del paese (che hanno quindi l’opportunità di lavorare non andando via dal paese) sia da tour operator di fuori regione“, prosegue il primo cittadino.

Non una intuizione, ma una serie di intuizioni che hanno proiettato Aielli verso il futuro. Perché di questo si tratta, di aver gettato le basi per i prossimi anni, quelli che, sulla scia del successo e dei riscontri positivi fino ad ora ottenuti, faranno di Aielli uno dei borghi più visitati dell’intero Abruzzo.

L’attrattività che il paese ha sviluppati in questi anni è l’anticamera di ciò che potrà raccogliere continuando a investire su politiche giovanili, ecosostenibili e lontane dall’ordinarietà che affligge molti, se non la maggior parte, dei piccoli comuni italiani. Parola d’ordine: distinguersi. Aielli ci è riuscita. I murales presenti in paese sono 27.

E poi c’è la potenza del web. Attraverso esso Aielli è esploso all’attenzione dei media nazionali. Non solamente, quindi, grazie a opere come la Costituzione italiana interamente riprodotta vicino a un parco giochi per bambini (tra i 7.903 comuni italiani, Aielli è l’unico ad aver avuto questa idea) e a due passi dalla Torre Astronomica, oppure l’intero Fontamara di Ignazio Silone vicino la meridiana che guarda verso tutto il circondario, compresa la zona dove una volta sorgeva il lago Fucino. “Un artista famoso porta numeroso ritorno anche perché, attualmente, vale molto di più il murales di un top artist che di un pittore contemporaneo. Qualcuno storcerà il naso, ma attualmente questa è una verità. Il web, in questo, è loro amico e sanno benissimo come sfruttarlo nel migliore dei modi”, continua Di Natale.

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Il paese non è mai stato così vivo. Ristoranti e albergatori pieni, soprattutto d’estate. Tutti i giorni. I bar lavorano a ritmo continuo. Nascono nuove realtà culturali, nuove attenzioni da parte di imprenditori, nuove manifestazioni. “Quanto incassato nei mesi addietro ha consentito alle attività in loco di superare il lockdown con un danno minore rispetto alle previsioni. C’è stata una crescita economica importante in paese. Considerate che anche il mercato immobiliare, uno dei più in crisi da diversi anni e in tutta Italia, è in ripresa. Richieste di seconde case o affitto sono crescenti”.

Crescita che è stata anche come cittadinanza. “Si è creata un’identità tra Paese, stelle, osservatorio astronomico e arte che ha iniziato ad appassionare la collettività e l’arte. Ogni giovane del paese partecipa a Borgo Universo e si interessa a riscoprire il significato dell’arte e dei murales che vengono dipinti. Si è creata una sensibilità che prima non c’era. La crescita culturale ha favorito anche l’orgoglio di essere una realtà del genere. Ogni giorno ricevo nuove idee, proposte e progetti. Insomma, andiamo avanti a gonfie vele”.

La street art non è la soluzione, ma è l’alternativa. Non è l’unica via, ma è una delle tante che vale la pena percorrere. Coraggio, determinazione, passione e audacia hanno ridato vigore ad Aielli.

Foto copertina: Andrea Lucente

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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