Rockin’1000 e l’omaggio “binaurale” a Taylor Hawkins / Video

È dedicato a Taylor Hawkins, batterista dei Foo Fighters scomparso all’improvviso il 25 marzo a Bogotà all’età di appena 50 anni, il primo contributo video tratto dal concerto dei Rockin’1000 allo Stade de France, per il That’s Live 2022. Una cover di My Hero, brano dei Foo Fighters registrato con tecnica binaurale, un metodo di registrazione tridimensionale del suono che ha il fine di ottimizzare la registrazione per il suo ascolto in cuffia, riproducendo il più fedelmente possibile le percezioni acustiche di un ascoltatore situato nell’ambiente originario di ripresa dell’evento sonoro, mantenendone le caratteristiche direzionali a 360° sferici.

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All’inizio della canzone, il fondatore di Rockin’1000, Fabio Zaffagnini accompagnato dai “Guitar Guru” Stefano Re e Claudio Cavallaro. Poi l’ingresso delle oltre 200 batterie all’unisono a introdurre la parte vocale, con parole che sembrano acquisire un significato del tutto nuovo: There goes my hero, Watch him as he goes… Va via il mio eroe, guardalo mentre va…”.

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In contemporanea da Torino, è stato trasmesso un video in apertura dell’Eurovision Song Contest realizzato qualche settimana prima a piazza San Carlo, sempre da una selezione di Rockin’1000. Anche in quell’occasione i batteristi hanno voluto ricordare Taylor Hawkins, eseguendo “Learn To Fly” eseguita solo tra suonando con timpano, cassa e rullante. I Rockin’ 1000 si sono formati nel 2015 a Cesena per invitare i Foo Fighters a esibirsi nella cittadina romagnola. Per convincerli avevano suonato proprio ‘Learn To Fly’ e qualche mese dopo la band statunitense aveva risposto alla chiamata tenendo un concerto che era stato aperto con lo stesso brano.

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Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.