Pearl Jam, ecco il secondo singolo di Gigaton: ascolta Superblood Wolfmoon

Rispettate le attese: dalle 6 di questa mattina (ora italiana) è disponibile su tutte le piattaforme digitali Superblood Wolfmoon, la seconda traccia del nuovo album dei Pearl Jam, Gigaton (in uscita il 27 marzo). Un brano rock piuttosto diretto, essenziale.

Un brano, al primo ascolto, più in linea con la “tradizione” dei brani che aprono gli album della band di Seattle. Si parte con un riff di batteria. Ancora una volta la voce del cantante Eddie Vedder arriva all’ascoltatore arricchita da una serie di effetti in digitale. La strofa si propone come un crescendo. E poi, alla fine, arriva un buon assolo di Mike McCready.

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La curiosità intorno a questo brano è stata incentivata grazie a una piccola caccia al tesoro con la realtà aumentata: per ascoltarne un primo estratto bisognava puntare lo smartphone verso la luna. Superblood Wolfmoon segue l’uscita del primo singolo Dance of the Clairvoyants.

“Superblood Wolfmoon”

Superblood wolfmoon
Took her away too soon
Superblood wolfmoon
Took her away too soon

I can hear you
Singin’ in the distance
I can see you when I close my eyes
Once, you were somewhere
And now you’re everywhere
I’m feelin’ selfish and I want what’s right
I ask for forgiveness
I’m mad at myself
Feelin’ angry, now get off the scale

Right now I feel
A lack of innocence searchin’ for reveal
Hypnotonic resonance, I feel
Not much of anything
And the cause is life or death

Throughout the hopelessness
Focus on your focuslessness
I’ve been hopin’ and I hoped I’d last
I don’t know anything
I question everything
This life I love is goin’ way too fast
Both my eyes are swollen
My face is broken
And I’m hopin’ that I hurt your
Hopin’ that I hurt your
Hopin’ that I hurt your fist

She was a stunner and I am stunned
And my first thought and second thought was “could be the one”
I was a prisoner, of keys and of cuffs
Yeah, I was feelin’ fortunate to be locked up
But the world kept on spinnin’
Always felt like it was endin’
And love notwithstandin’
We are each of us fucked

I’m in danger
Singin’ in the distance
I can see you when I close my eyes
Once, you were somewhere
And now you’re everywhere
I’m feelin’ selfish and I want what’s right
I ask for forgiveness
I’m mad at myself
Feelin’ angry, now get off the scale

Superblood wolfmoon
Took her away too soon
Superblood wolfmoon
Took her away too soon
Superblood wolfmoon
Took her away too soon

I can hear you
Singin’ in the distance
I can see you when I close my eyes
Once, you were somewhere
And now you’re everywhere
I’m feelin’ selfish and I want what’s right
Focus on your focuslessness
Deliver hopelessness
I’ve been hopin’ and I hoped I’d last
I don’t know anything
I question everything
This life I love is goin’ way too fast

Divulgato anche il video ufficiale del nuovo brano. I Pearl Jam hanno collaborato con il creatore di animazioni “fai da te” Keith Ross, rinomato per il suo account Instagram @TinyConcert, diventato popolare grazie all’upload dei suoi video musicali animati, disegnati con una penna a sfera e contenenti tutta l’energia punk delle canzoni che riproduce.

Popolare per le sue animazioni, in cui racconta sempre solo brevi cut delle canzoni, il video di “Superblood Wolfmoon”, rappresenta la prima volta in cui Keith Ross disegna e interpreta un brano nella sua intera durata.

Qui si può vedere il teaser della clip, pubblicato su @TinyConcerts, dove all’immagine di una luna piena mozzafiato seguono le animazioni grafiche che ricreano e danno forma a una performance della band. Grazie all’abilità e al talento di Keith Ross ogni componente del gruppo è facilmente riconoscibile e la traccia, attraverso una sonorità accattivante, ricrea perfettamente il fascino e l’appeal suscitato nell’uomo dalla visione di una superblood wolfmoon, ossia di una luna in totale eclissi, quando quindi la superficie del satellite si colora di rosso.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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