La principessa del popolo: Lady D tra cronaca nera e rosa


La data odierna è ricordata nelle cronache per la scomparsa di Lady Diana Spencer. Nata a Sandringham il 1 luglio 1961 era figlia del Conte Spencer .

Ancora oggi grazie alla sua storia non certo comune, viene ricordata con svariati appellativi quali la “principessa triste”, “la principessa del popolo” o semplicemente “Lady D“.

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Giovedì primo luglio avrebbe compiuto 60 anni, ma il destino quel 31 agosto 1997 le ha riservato altro. La sua vita è stata stroncata da un terribile incidente automobilistico sul quale sono state fatte svariate ipotesi. Fra queste si possono citare quella di un attentato diretto dalla corte inglese in quanto quella che sarebbe potuta divenire la futura regina d’Inghilterra, si trovava in viaggio con il suo compagno di allora, Dodi Al- Fayed, figlio del milionario che era stato proprietario dei magazzini Harrods.

La principessa divenne famosa sì per il suo matrimonio con il principe Carlo d’Inghilterra, futuro erede al trono d’Inghilterra, ma anche e soprattutto a causa del loro divorzio che fece grande scalpore.

Lady D rilasciò alla Bbc nel novembre 1995 un’intervista su questo aspetto della sua vita che viene ricordata soprattutto per la celebre frase: “Eravamo in tre in questo matrimonio, un po’ troppo affollato”.

Quando la vita di questa donna fu stroncata, i suoi due figli avuti con il principe Carlo, ovvero William e Harry, avevano solo 15 e 13 anni. Il 31 agosto 1997, milioni di spettatori rimasero incollati alla tv per capire le motivazioni della sua morte.

Il 1 luglio 2021 i principi ereditari hanno ricordato la loro defunta madre con l’inaugurazione di una statua realizzata presso Kensington Palace a Londra. Autori dell’opera sono stati Ian Rank-Broadley e dell’architetto Pip Morrison.

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La principessa verrà inoltre ricordata nel 2022 con una nuova pellicola dal titolo “Spencer” in cui ad interpretarla sarà dall’attrice Kristen Steward. Prima di questo, nel 2013 invece fu proiettata la pellicola “Diana – La storia segreta di Lady D” il cui regista fu Oliver Hirschbiegel. Qui Lady D aveva il volto dell’attrice Naomi Watts. Questo adattamento era basato sulla biografia di Kate Snel intitolata “Diana: Her Last Love”.

Da citare è anche una serie tv visibile sulla piattaforma Netflix dal titolo “The crown” interamente dedicata alla famiglia reale inglese e che nella 4 serie introduce proprio questa iconica figura interpretata da Emma Corrin.

Sono innumerevoli i documentari e le serie tv oltre questi sopra nominati, a trattare queste vicende. Sempre su Netflix c’è “Lady D : le verità nascoste”, un docu- film britannico trasmesso da channel 4 nel 2017.

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“The story of Diana” un documentario in due parti realizzato da ABC e Peolple che, tramite interviste e vecchi filmati, prende in esame la principessa sotto sia il profilo pubblico che privato concentrandosi in particolare sulla lotta interiore della donna narrata da chi le era più vicino, con un focus sul fratello Charles , IV Conte Spencer.

“The Royal house of Windsor”, risalente al 2017, è una serie documentario suddivisa in sei parti non trattante esclusivamente di Lady D.

Sono , inoltre, svariati i luoghi diventati meta di pellegrinaggio per i devoti della principessa, perfino all’interno dei magazzini Harrods. Il primo è un ritratto della coppia Diana Al – Fayed e che si trova al primo piano dei magazzini. Il secondo invece è una statua in bronzo della coppia, presentata nel 2005 e cui è stato dato il titolo “ Vittime innocenti”.

Un’intera piazza è stata anche dedicata alla principessa “Place Diana” e che si trova a Parigi . Non si può non nominare, quando si parla della principessa triste, la canzone “Candle in the wind” scritta e cantata da Elton John durante i funerali e che originariamente era stata scritta per Marilyn Monroe divenendo il singolo più venduto in Inghilterra.

di Alessia Del Re

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