Connect with us

Cinema

La spada nella roccia, il classico Disney da rivedere sotto le feste

Laura Aurizzi

Published

on

Il 23 dicembre del 1964 è passato alla storia come il giorno in cui nelle sale cinematografiche italiane ha debuttato “La spada nella roccia“. Il cartone animato, considerato tra i classici Disney, è liberamente tratto all’omonimo racconto di T.H. White. Walt Disney acquistò i diritti sull’opera nel 1939. Un cartone ispirato alla mitologia e alle saghe nordiche, in grado di fondere storia, fantasia e leggenda. Ci vollero però quattro anni perché vide la luce. Il progetto, infatti, prese il via nel 1960.

Diretto da Wolfgang Reitherman, uscì negli Stati Uniti nel Natale del 1963. Fu prodotto dalla Walt Disney Productions e venne distribuito dalla Buena Vista Distribution. La colonna sonora, bellissima e indimenticabile, in grado di aggiungere ulteriore valore alla pellicola, è firmata dai fratelli Sherman con cui la Disney collaborerà anche su “Il libro della giungla”, “Mary Poppins” e “Pomi d’ottone e manici di scopa”. Fu anche l’ultimo film a uscire prima della morte di Walt Disney.

Leggi anche: Il Signore degli Anelli del 1978, l’ambizioso progetto che ispirò Peter Jackson

Nel 1964 ottenne la nomination agli Oscar per la Migliore colonna sonora. Attestato importantissimo, se consideriamo anche l’epoca e i mezzi a disposizione. Il cartone fu un successo straordinario anche al botteghino. Dal costo originario di 4 milioni di dollari si classificò al sesto posto tra i film più visti nel 1963. Venne rieditato nei cinema il 22 dicembre 1972 e il 25 marzo 1983, mentre in Italia ci fu un’unica riedizione il 14 dicembre 1974. In totale il film ha incassato 34.182.353 dollari.

Leggi anche: Natale su Disney +, quali film vedere in streaming

Trama

Il re d’Inghilterra, Uther Pendragon, muore senza lasciare eredi al trono: il regno rischia dunque di essere distrutto dalla guerra. Miracolosamente, a Londra appare una spada conficcata in un’incudine e sopra di essa vi è incisa una profezia: chiunque rimuoverà l’arma sarà il nuovo re. Siccome nessuno riesce nell’impresa, la spada viene ben presto dimenticata. Diversi anni dopo, Artù, un orfano dodicenne soprannominato Semola, accompagna il fratello adottivo Caio in una battuta di caccia.

Leggi anche: “Klaus”: Babbo Natale secondo Grant Morrison e Dan Mora

Quando una delle frecce di Caio finisce accidentalmente nel bosco, il ragazzino viene mandato alla sua ricerca. Finalmente Artù trova la freccia, che si era conficcata su un ramo: mentre si arrampica sull’albero per recuperarla, un altro ramo si spezza e il ragazzino cade sul tetto di una casetta. Semola si ritrova così al cospetto di Merlino, un anziano mago, e di Anacleto, un gufo parlante.
Mago Merlino decide di diventare precettore del giovane e lo accompagna a casa sua, il castello di Sir Ettore, il padre adottivo di Semola. Il signorotto, inizialmente contrario alla decisione dello stregone, viene poi convinto dai suoi poteri magici: così Merlino si trasferisce nel castello, nella torre più disastrata.

Quella stessa notte, Sir Pilade, amico di Sir Ettore, arriva con la notizia che l’annuale torneo di giostre si terrà a Londra e il vincitore sarà incoronato re. Ettore decide quindi di preparare suo figlio Caio per il torneo e nomina Artù scudiero. Tra gli insegnamenti di Merlino, fughe dai pericoli, scoiattoli innamorati, maghi duellanti e faccende domestiche, Semola impara a ragionare con la propria testa e a perseguire il bene, preparandosi così a un futuro inaspettato.

Leggi anche: La street art rivitalizza i nostri borghi e ci aiuta a vivere meglio. Aielli, in Abruzzo, ne è l’esempio

Diretto da Wolfgang Reitherman, uscì negli Stati Uniti nel Natale del 1963. Fu prodotto dalla Walt Disney Productions e venne distribuito dalla Buena Vista Distribution. La colonna sonora, bellissima e indimenticabile, in grado di aggiungere ulteriore valore alla pellicola, è firmata dai fratelli Sherman con cui la Disney collaborerà anche su “Il libro della giungla”, “Mary Poppins” e “Pomi d’ottone e manici di scopa”. Fu anche l’ultimo film a uscire prima della morte di Walt Disney.

Fotografa romana, si occupa prevalentemente di ritratto, moda, eventi e stage photography, ma sempre con la macchina fotografica a portata di mano per cogliere l’attimo. Dottoressa in lingue e letterature moderne. Appassionata di arti visive e musica. Alla continua ricerca di se stessa. In altre sedi, speaker radiofonica e redattrice web. Insomma, stare con le mani in mano non è il suo hobby.

Cinema

Lupin: il ladro gentiluomo su Netflix

Federico Rapini

Published

on

Lupin, la nuova serie Netflix ispirata, neanche troppo, alle gesta del personaggio nato dalla penna di Maurice Leblanc nel 1905, è già nella top 10 del colosso americano.

Chi ha letto i libri delle avventure di Arsenio Lupin, o magari è cresciuto con il manga di Lupin III, rimarrà deluso dalla storia di Assane Diop, che per i suoi colpi usa gli psudonimi di Paul Sernine o Luis Perenna e si muove in un contesto odierno e diverso dal ladro da cui prende il nome la serie.

Il Lupin di Leblanc come ispirazione

Da Lupin prende ovviamente spunto, soprattutto grazie al libro “Arsène Lupin gentleman cambrioleur” regalatogli dal padre prima dell’arresto e al successivo suicidio che cambieranno per sempre la vita di Assane il quale, ispirandosi al più famoso ladro della letteratura, diverrà un abile borseggiatore. Gli stessi pseudonimi, che altro non sono che acronimi di Arsène Lupin, sono legati ad abili travestimenti che richiamano una delle caratteristiche del personaggio di Leblanc: il camuffamento usato per i furti.

Dal ladro immaginario, ispirato a sua volta alla figura reale di Marius Jacob, Assane prende l’etica del gentiluomo. La figura del “ladro gentiluomo” torna di continuo e sembra richiamare anche la “Casa di Carta” nel momento in cui il “Professore” della fortunata serie spagnola spiega che non ruberanno al popolo ma soldi di nessuno senza voler far del male a qualcuno.

Questo tema nel personaggio interpretato da Omar Sy, famoso al grande pubblico per il film Quasi amici”, è ridondante. Le scene di violenza sono pressoché zero e i furti vengono fatti ai danni di ricchi in una sorta di “esproprio proletario”, come nel caso dei gioielli provenienti dal Congo belga che richiama il tema dello sfruttamento coloniale. Troviamo quindi il tema della rivincita. Assane, che si muove nell’odierna Parigi, è colui che vuole giustizia per il padre ma anche per il popolo, quello senegalese, dal quale discende. C’è quindi una retorica di fondo su temi quali lotta di classe e pseudo-razzismo che non sono neanche troppo impliciti.

I richiami ad altre fortunate Serie TV

Per quanto riguarda la svolta revanscista, che viene a galla minuto dopo minuto, alcune scene richiamano serie TV che hanno fatto la storia. L’entrata volontaria in carcere, ad esempio, richiama “Prison Break”, dove Michael Scofield si fa arrestare per far evadere il fratello ingiustamente carcerato.

La trama è abbastanza scontata, vista più volte in polizieschi e caper movie. Dall’idea di un colpo quasi impossibile dentro al Louvre, passando per il ricco e potente che per i suoi loschi affari incastra il povero autista immigrato, al poliziotto corrotto che poi cerca di redimersi a 25 anni di distanza, alla giornalista caduta in disgrazia che ritrova la voglia di lottare per aiutare un perfetto sconosciuto. Anche alcune battute sembrano molto banali, come quando Assane giura all’ex moglie di smettere di fare quella vita. Sembra quasi un richiamo a “Domani smetto” degli Articolo 31.

“Lupin, nell’ombra di Arsenio”, come suggerisce il sottotitolo, ha volutamente richiamare alla mente del pubblico il famoso personaggio ideato ad inizio ‘900 da Leblanc, ma la figura ideata da George Kay e François Uzan è sicuramente altro, un omaggio in chiave moderna al capolavoro letterario da cui trae ispirazione.

L’ambientazione ricorda molto alcune serie come Luther e Sherlock e non è da sottovalutare il fatto che sia stato Louis Leterrier il regista dei primi tre episodi, famoso per “Now you see me”. Con una delle prime frasi pronunciate da Assane , “mi avete visto, ma non mi avete guardato”, si ricrea quell’ambiente di magia legata al furto che aveva dato fortuna al suddetto film. In questo caso, questa capacità da borseggiatore-prestigiatore del protagonista ricorda anche Will Smith in “Focus- Niente è come sembra”.

Lupin: un finale aperto

Le 5 puntate scorrono comunque piacevolmente senza grandi colpi di scena ma con una buona dose di flashback sul passato di Assane e del suo essere un ladro gentiluomo autodidatta ispirato alla figura di Arsène Lupin. Questa figura è ciò che più di tutto lo lega al padre. Quel padre che gli è stato tolto ingiustamente e di cui vuole riabilitare la persona.

La serie si chiude con un episodio, anche esso lievemente forzato, che lascia la trama aperta e irrisolta in attesa della seconda stagione. Certo è che a livello commerciale il richiamo al ladro gentiluomo più famoso del mondo è stata una trovata geniale.

Continue Reading

Cinema

Calibro 9, il poliziesco con Marco Bocci, Alessio Boni e Michele Placido

Redazione

Published

on

Dopo essere stato presentato fuori concorso alla 38esima edizione del TFF – Torino Film Festival, approda sulle principali piattaforme TVOD Calibro 9, la nuova pellicola di Toni D’Angelo, regista del film noir Falchi. Marco BocciKsenia RappoportMichele PlacidoAlessio Boni e Barbara Bouchet sono i protagonisti di questa storia, che si propone di tracciare un ponte ideale tra il capolavoro di Fernando Di Leo, Milano Calibro 9 sulla malavita organizzata di fine anni ’70, e il contesto criminale della ’ndrangheta di oggi.

Leggi anche: Bastardi a mano armata: il nuovo film di Albanesi su Amazon Prime Video

Calibro 9 è prodotto da Minerva Pictures con Rai Cinema, in co-produzione con la belga Gapbusters e sarà disponibile a partire dal 4 febbraio su Sky Primafila Premiere, Apple TV, The Film Club, Rakuten TV, Chili, IoRestoInSala e Google Play.

Leggi anche: Cinema chiusi per covid, il The Space Cinema dona snack e dolciumi ai bisognosi

Leggi anche: Da Tombstone all’O.K. Corral, la leggenda di Wyatt Earp

Sinossi

Milano, oggi. Fernando, il figlio di Ugo Piazza, è un brillante penalista cresciuto da sua madre Nelly con l’intento di farne un uomo diverso da suo padre. Ma se in città scompaiono 100 milioni di euro con una truffa telematica, e se il principale indiziato è proprio un cliente dell’avvocato Fernando Piazza, quel cognome non può non avere un peso e portare ad un naturale collegamento.

Soprattutto se la società truffata è solo una copertura e, chi c’è dietro, è una delle più potenti organizzazioni criminali del pianeta: la ‘ndrangheta. Milano, Calabria, Francoforte, Mosca e Anversa sono solo alcune caselle dello scacchiere su cui Fernando è costretto a giocare la partita per la propria vita. Una partita da giocare a tutto campo, impegnativa come il nemico che si trova a fronteggiare.

Continue Reading

Cinema

Bastardi a mano armata: il nuovo film di Albanesi su Amazon Prime Video

Redazione

Published

on

Sarà disponibile dall’11 febbraio sulle principali piattaforme TVOD Bastardi a mano armata, thriller adrenalinico diretto da Gabriele Albanesi (Il Bosco Fuori) e scritto dallo stesso Albanesi insieme a Luca Poldelmengo (Cemento armato, Calibro 9) e Gianluca Curti (Calibro 9).

Al centro della storia, che vede un criminale appena uscito dal carcere recarsi in uno chalet di montagna e prendere in ostaggio i proprietari per recuperare una ricca refurtiva, Marco BocciFortunato Cerlino e Peppino Mazzotta. Completano il cast Maria Fernanda Cândido (Il traditore) e la giovane stella emergente Amanda Campana (Summertime di Netflix).

Leggi anche: Brian May: “salverò il rock” e progetta un sistema di ventilazione per i concerti

Bastardi a mano armata è prodotto da Minerva Pictures con Rai Cinema, in collaborazione con Amazon Prime Video e in coproduzione con la brasiliana Boccato Productions, e sarà disponibile a partire dall’11 febbraio su Sky Primafila PremiereApple TVThe Film ClubRakuten TVChiliIoRestoInSala e Google Play.

Leggi anche: Tre anni senza Dolores O’Riordan, cantante irlandese dal timbro unico

Sinossi

Michele vive in uno chalet tra le montagne con la moglie Damiana e la figliastra Fiore, un’adolescente con cui ha una relazione piuttosto complicata. Una notte, Sergio irrompe nella loro abitazione prendendoli in ostaggio. Si trova lì per una missione particolare: deve recuperare per conto di Caligola il prezioso bottino di un furto di tempo prima.

Continue Reading

In evidenza