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Musica

Grandi festival e show esclusivi, chi rinuncia e chi ci prova

Rinunciare o provarci. Annullare o rimandare. Sono questi i due incerti poli attorno al quale ci si muove ora

Luigi Macera Mascitelli

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L’anno che si è appena chiuso ha dapprima rallentato e poi bloccato del tutto il mondo dell’arte e dell’intrattenimento. Quello della musica dal vivo, in particolare, è stato tra i più colpiti. Nessuno è stato risparmiato. Dal concerto più intimo all’interno di un live club o all’esterno del giardino di esso fino al festival e alle kermesse più prestigiose, tutti hanno dovuto rivedere i propri piani e annullare le edizioni programmate.

Una situazione di generale incertezza che l’inizio di questo 2021 non ha certamente risolto. Tra DPCM e silenzi politici vari ci troviamo ad oggi, febbraio 2021, esattamente a un anno dallo scoppio in Italia della pandemia, a non avere contezza di cosa ne sarà della musica dal vivo.

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Come anche dichiarato da Claudio Trotta in esclusiva qui su The Walk Of Fame, molto difficilmente vedremo la presenza di grandi festival e arene strapiene. Forse se ne riparla nel 2022, se non addirittura nel 2023.

L’unica eccezione è rappresentata dalla Nuova Zelanda, ufficialmente dichiarata “Covid – Free”. Il che, per i fortunati neozelandesi, si traduce in una ripresa totale di festival ed eventi dal vivo senza distanziamento sociale. Strettissimi lockdown, responsabilità generale e tracciamento hanno permesso al paese di liberarsi dal virus. Già a gennaio, in piena estate australe, si è tenuto un grande evento a Waitangi (Northland) con circa 20 000 persone. E adesso ci si prepara per il CubaDupa di Wellington, il più grande festival del paese da oltre 100 000 partecipanti. L’evento si terrà tra il 27 e il 28 marzo 2021 ed ospiterà più di 1700 artisti.

Ma a parte questo piccolo faro, il resto del mondo vive ancora nell’incertezza. Che ne sarà della musica dal vivo? Molte sono le realtà che hanno rimandato o cancellato i propri show. Altre invece cercano di arrangiarsi con mezzi di fortuna, come gli eventi in streaming.

In Italia il DPCM del 15 gennaio ha di fatto annullato ogni speranza di rivedere nell’immediato dei concerti. Ticketone ci fa sapere che le date di gennaio e febbraio de Le Vibrazioni sono state cancellate e spostate a fine 2021. Stesso discorso per i Pinguini Tattici Nucleari che rimandano il tour a settembre, forse.

Ancora, il celebre James Blunt, che avrebbe dovuto esibirsi il 2 ottobre 2020, forse toccherà il suolo italiano il 3 ottobre 2021. Per i metallari è ancora peggio, dato che non potranno vedere nell’immediato “Sua Maestà” Ozzy Osbourne, almeno fino al 2 febbraio 2022. E i fan dei Guns N’Roses dovranno rinunciare del tutto: la data del 12 giungo 2020 è stata completamente annullata, senza rinvii.

Peggiore è sicuramente la situazione festival, forse la frangia maggiormente colpita dalle misure anti covid. Il celebre Coachella negli Stati Uniti non vedrà la luce. Così come il Glastonbury Festival nel Regno Unito, spostato a giugno 2021 mantenendo validi i biglietti dell’edizione attuale.

Un caso a sé è invece rappresentato dal celebre Eurovision Song Contest. Gli organizzatori fanno sapere che il festival si terrà ugualmente, seppur con modalità differenti. il supervisore esecutivo Martin Österdahl spiega che è in atto una completa riorganizzazione dell’evento al fine di evitare contagi. La Repubblica ha riportato le sue dichiarazioni:

In una situazione in continua evoluzione, ci stiamo prendendo il nostro tempo per assicurarci di poter ospitare l’Eurovision Song Contest nel modo migliore e più sicuro possibile

Infine è doverosa una considerazione sul mondo del metal che, per quanto se ne possa dire, è l’autore di alcuni dei festival più grandi ed importanti al mondo. Il più celebre dei quali è sicuramente il Wacken Open Air in Germania. Tre giorni di metal che vanno Sold Out in una frazione di secondo. Annullato nel 2020, l’evento si terrà, incrociando le dita, a luglio. Lo stesso dicasi per il Rock am Ring, già annullato lo scorso anno. Si potranno sostenere dei festival di tale portata senza l’avvento di fan da tutto il mondo?

La riflessione che viene da fare, alla luce di tutto, è una. Quando finirà l’incertezza? La politica dirà -o farà- qualcosa in merito per dare una concreta mano all’industria musicale? I continui rinvii di certo non sono la formula vincente per far fronte all’enorme danno che le esibizioni dal vivo stanno subendo. Così come i singoli artisti, soprattutto coloro che vivono di live. Che ne sarà del loro destino?

Rinunciare o provarci. Annullare o rimandare. Sono questi i due incerti poli attorno al quale ci si muove ora. Ma per quanto si potrà ancora andare avanti? Chi sopravvivrà?

25 anni, laureato in “Filosofia e Teoria dei Processi Comunicativi” presso l’Università degli Studi dell’Aquila. Metallaro da quando ha memoria. La chitarra elettrica e il Death metal sono i suoi migliori amici. Appassionato di fitness, sport, videogames, musica e lettura (fantasy e opere filosofiche soprattutto). Speranzoso di trovare, un giorno, il suo posto nel mondo. Nel frattempo “Run! Live to fly! Fly to live! Do or die!”

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Ermal Meta presenta Tribù Urbana: “canto gli ultimi e gli emarginati”

“E’ un album a cui ho lavorato in libertà, quando la libertà non c’era”

Federico Falcone

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A distanza di tre anni dall’ultimo studio album, Ermal Meta torna con un nuovo disco. L’occasione per presentare alla stampa Tribù Urbana, questo il titolo, è delle più ghiotte. Ci avviciniamo con grande rapidità alla 71esima edizione del Festival di Sanremo, kermesse che l’artista albanese naturalizzato italiano ha vinto nel 2018 con il brano “Non mi avete fatto niente”. In quell’occasione aveva al fianco Fabrizio Moro mentre ora, invece, viaggia sulle proprie gambe.

Tribù Urbana è un ulteriore passo avanti nella propria carriera. Un album intenso ed energico, intimo e profondo. Suggestioni e atmosfere non mancano. Così come non manca la voglia di lanciare messaggi dall’alto valore sociale al fine di dare voce a chi, più semplicemente, voce non ne ha. Storie di ultimi, di emarginati, di ombre. Le sonorità presenti negli undici brani che compongono la tracklist sono un perfetto mix tra i sound internazionali del momento e richiami alla tradizione pop e cantautoriale italiana. Un disco che, fin dal primo ascolto, colpisce per i suoi ritmi e per il suo dinamismo.

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“Ho una voglia immensa di portarlo dal vivo”, spiega Meta. “In genere scrivo canzoni stando sul palco, immagino di scrivere una canzone in diretta e quindi provo poi a comporre. Stavolta, però, mi sono messo in platea, facendo finta di essere parte del pubblico. Gran parte delle persone che vanno ai concerti ci vanno anche per cantare, quindi ho virtualmente indossato loro panni e ho scritto delle canzoni che a tratti possono essere cantate a squarciagola da chi si trova sotto al palco”. “Il sound è un mix di cose diverse, da una parte il classico sound del cantautorato italiano come nel brano “Un milione di cose da dirti” e in altri casi sono andato in direzioni diverse, ma non sono rimasto all’interno di un genere. La musica è tutta bella e mi piace esplorarla. Sperimentando nuove sonorità, escono sempre cose diverse”, rivela ai giornalisti.

Ermal Meta è in gara al 71° Festival di Sanremo con il brano “Un milione di cose da dirti” (testo di Ermal Meta, musica di Ermal Meta e Roberto Cardelli), una canzone d’amore, una semplicissima canzone d’amore, dal sound essenziale, pochi accordi per raccontare qualcosa di personale ma capace di risuonare anche a livello universale. Il brano fa anche da apripista al nuovo album. “Ho scelto di portare sul palco dell’Ariston questa canzone perché non ho mai portato una ballad a Sanremo”.

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“Sinceramente non mi aspetto di fare una scorpacciata di premi, ci vado con uno spirito diverso”, risponde a chi gli chiede con quale spirito torna a Sanremo dopo la vittoria di tre anni fa. “Tornare al festival dopo averlo vinto potrebbe potrebbe far pensare che vado lì perché voglio vincere. Ciò non mi interessa, vado sul palco dell’Ariston perché ora è l’unico dove possiamo salire. Possiamo salirci per far sentire una parte di un lavoro più completo, cioè quella del disco che, in questo caso, ha comunque un’anima rockeggiante. D’altronde ho attraversato tutte le fasi musicali durante la mia vita, da quella punk a quella rock a quella metal”.

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Sul palco dell’Ariston, in occasione della serata dedicata alle canzoni d’autore, porterà “Caruso” di Lucio Dalla. “Perché ho scelto questo brano? Perché tutti mi hanno detto tutti di non farla. E allora la farò. Cerco sempre di andare oltre i miei limiti. Magari sbaglierò, però mi ci voglio misurare. Ma non con Lucio Dalla, con cui nessuno si può misurare, ma con la canzone”.

Questa la tracklist di “Tribù Urbana”: 

“Uno”, “Stelle cadenti”, “Un milione di cose da dirti”, “Il destino universale”, “Nina e Sara”, “No Satisfaction”, “Non bastano le mani”, “Un altro sole”, “Gli invisibili”, “Vita da fenomeni”, “Un po’ di pace”.

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The Walk of Fame Week omaggia Ferlinghetti

Fabio Iuliano

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La puntata di questa settimana The Walk of Fame Week, sette giorni di cultura, spettacoli e intrattenimento, il nostro approfondimento su Rt RadioTerapia è dedicata a Lawrence Ferlinghetti, poeta ed editore della Beat Generation, scomparso a 101 anni. Parleremo anche dei 25 anni di Don’t Look Back in Anger con Riccardo Colella, di Kurt Cobain con Mirco Pignatelli (Myrko Krueger Young su Facebook) e della prima lettera di protesta della storia dell’umanità con Licia De Vito. Omaggio anche alla poesia di Carducci con Federico Rapini.

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“Verticale”: un percorso musicale nel tempo e del tempo del maestro Roberto Lobbe Procaccini

Luigi Macera Mascitelli

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Il 22 febbraio 2021 Roberto Lobbe Procaccini ha debuttato per FM Records con il suo primo album, Verticale. Un percorso musicale nel tempo e del tempo, registrato lungo tutta la penisola, tra Roma, Catania, Lucca e Perugia, in un anno che ha cambiato il tempo stesso e la nostra percezione di esso.

Definito “algoritmo emotivo di intelligenza musicale” da Max Gazzè, “un ambiente sonoro confortevole con il desiderio di sorprendere” da Peppe Vessicchio e “un lavoro che ti fa entrare in un mondo di fantasia in punta di piedi” da Massimiliano Bruno. Verticale è un percorso in 7 brani per scandire le tappe di un viaggio in profondità alla ricerca di se stessi, cercando risposte al rapporto che ognuno di noi ha col tempo, vissuto e da vivere.

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L’esigenza di guardarmi allo specchio e di definirmi è stato l’impulso principale che mi ha spinto a scrivere“, afferma Roberto. “Il bisogno di fermarsi, guardarsi indietro per poter capire meglio in che direzione guardare in avanti. Avevo il bisogno di raccontarmi, e l’ho fatto con lo strumento più potente che avessi a disposizione, ossia la musica. Mai come in questo percorso è stata per me così viva, intensa e alla fine terapeutica. Avevo bisogno di confrontarmi e uscire dalle abituali zone di conforto”

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Ad accompagnare Verticale è il videoclip di Closer To Your Heart, diretto da Andrea Centrella e prodotto da Fingerframe. Il video racconta il percorso parallelo di un uomo e di una giovane donna uniti a distanza dal filo rosso del tempo. Mentre quello dell’uomo volge al termine, quello della donna offre una nuova opportunità per riscattare la propria identità.

Roberto Lobbe Procaccini cerca di far convivere differenti anime all’interno della propria musica, contaminando la sua scrittura con elementi apparentemente distanti. La melodia minimale all’interno di un suono poderoso, la tessitura orchestrale legata ad elementi post-rock e la solitudine pianistica attraversata da un’elettronica cupa

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