La Crociata dei Re: la III spedizione in Terra Santa

Il 16 marzo del 1190 convenzionalmente si dà inizio alla III crociata. La spedizione che vide coinvolti personaggi come Riccardo Cuor di Leone, re d’Inghilterra, e Filippo Augusto, re di Francia, i quali presero il comando della spedizione dopo la morte dell’Imperatore Federico Barbarossa annegato nel fiume Selef, in Cilicia.

Gli antefatti

Prima dell’epoca delle crociate, la Terrasanta era nota ai cristiani di occidente quasi esclusivamente come luogo di pellegrinaggio. Fino alla metà dell’XI secolo, chi vi si recava poteva viaggiare passando per terre governate da cristiani, tranne nell’ultimo tratto. A est fino all’Eufrate, a sud fino ad Antiochia in Siria, l’influenza degli imperatori greci di Bisanzio era riconosciuta. Ma intorno al 1050 il loro impero iniziava a trovarsi in difficoltà. A Costantinopoli le fazioni all’interno della corte minavano l’autorità imperiale, mentre le province asiatiche cominciavano a subire le incursioni dei turchi selgiuchidi. L’avanzamento di queste popolazioni nomadi arrivò fino al Bosforo tanto che l’imperatore Alessio Comneno si rivolse al Papa Urbano II perchè lo aiutasse a reclutare ausiliari mercenari dall’occidente in sua difesa.

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“Intraprendete questo viaggio per la remissione dei vostri peccati, sicuri della sempiterna gloria del regno dei cieli”. Questo fu l’appello del Papa ai cristiani d’occidente. Il messaggio fu portato in lungo e largo da predicatori come Pietro l’Eremita e ottenne una risposta oltre le previsioni. A migliaia cominciarono a radunarsi e a cucirsi la croce rossa sulle vesti quale testimonianza del loro voto.

I primi contingenti arrivarono a Costantinopoli nel 1096 guidati da nobili comandanti come Goffredo di Buglione, il fratello Baldovino, il conte Raimondo di Tolosa e Roberto il Guiscardo. Convinti inizialmente dall’imperatore greco Alessio a rendergli omaggio riconoscendo la sua autorità, in poco tempo i comandanti videro la possibilità di ampliare i propri possedimenti. 

La marcia verso Gerusalemme, la conquista della Città Santa si concluse il 15 luglio del 1099 con l’arrivo dei crociati nella chiesa del Santo Sepolcro e con la scelta di Goffredo di Buglione quale capo del nuovo regno di Gerusalemme.

Da evento singolo le crociate si cristallizzarono in un’autentica attività cristiana, con natura e obiettivi specifici. 

Ma il regno era debole a causa dei problemi interni e diplomatici. La città di Edessa nel 1144 cadde sotto gli attacchi dei musulmani siriani guidati da Zenghi e Nur-ad-Din nella controcrociata. La risposta dei cristiani non si fece attendere. Fu convocata una II crociata per riconquistare la città che però non ottenne il suo scopo. Saladino circondò gli stati crociati che si erano formati negli anni e nel 1187 entrò a Gerusalemme per liberare la moschea al-Aqsa, dove Allah condusse Maometto. 

La III crociata

Le conseguenze del fallimento della crociata del 1147-1150 furono il pretesto per indire una nuova spedizione. La difesa di Gerusalemme era diventato il simbolo di un impegno cristiano unitario. L’esercito più imponente che fosse mai partito per la Palestina era guidato dall’imperatore Federico Barbarossa, con i re d’Inghilterra e di Francia che diedero fondo a tutte le risorse dei loro regni in espansione per formare i propri eserciti. 

Riccardo Cuor di Leone e Filippo di Francia erano però in lite già da prima di raggiungere l’oriente. Dopo la conquista di Acri, il re francese tornò nel suo regno, mentre l’inglese rimase più a lungo, fino a sconfiggere Saladino sul campo ad Arsuf e a guidare i suoi uomini in vista della Città Santa. Concluse la sua crociata con la pace nel 1192, garantendo a Enrico di Champagne, titolare del regno di Gerusalemme, il libero accesso a questa città oltre a una semplice striscia di territorio costiero attorno ad Acri.

La III crociata dimostrò che un grande dispiegamento di uomini non era sufficiente, nè idoneo, a ristabilire l’ordine in quelle terre. Sovrani come Filippo e Riccardo erano troppo importanti per i loro regni per starvi a lungo lontani. 

L’unico vero successo militare di questa crociata fu la conquista di Cipro da parte del “cuor di leone” che riuscì a strapparla ai greci nominandovi re Guido di Lusignano.

Conseguenze delle crociate

Alla III crociata ne seguirono altre 4, con la partecipazione alla IV anche di Federico II, lo Stupor Mundi, che nel 1226 portò ad una riacquisizione di Gerusalemme (poi riperduta nel 1244) per vie diplomatiche. Dunque un implicito distacco dall’idea di crociata come pellegrinaggio armato. Le ultime 3 si risolsero invece in spedizioni contro l’Egitto.

Le crociate segnarono un netto incremento degli scambi economici e culturali fra il mondo cristiano d’Occidente e quello d’Oriente bizantino e mussulmano. Furono il più rappresentativo e simbolico fenomeno dell’espansione europea, il cui motivo era dato dal proposito di riguadagnare alla Cristianità i luoghi sacri della vita di Gesù.

Furono uno dei momenti che contribuì all’identificazione dell’idea d’Europa con il concetto di christianitas. Sotto l’egida papale gli europei si unirono contro un nemico comune, contro l’infedele.

La III crociata nella cultura di massa

La III crociata, o “Crociata dei Re”, fu narrata dal gallese Giraldus Cambrensis, e vide come protagonista il re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone a cui sono dedicati numerosi film, come quello del 1954 “Riccardo Cuor di Leone” diretto da David Butler dove nei panni del sovrano si cimentò George Sanders mentre Rex Harrison recitò la parte di Saladino.

Anthony Hopkins invece nel 1968 interpretò il re da giovane ne “Il leone d’inverno”, tratto dall’omonima opera teatrale di James Goldman. In questo caso il futuro sovrano è una ragazzo ribelle in conflitto con il padre. Il film ottenne 3 premi Oscar e 2 Golden Globe.

Re Riccardo compare inoltre numerose volte nei libri e nei film legati alla figura di Robin Hood. In “Robin Hood – Principe dei ladri” del 1991, in cui è impersonato da Sean Connery al fianco di Kevin Costner, Morgan Freeman e Alan Rickman. Oppure in “Robin e Marian” del 1976 fu Richard Harris ad interpretarlo (mentre Sean Connery recitò nel ruolo di Robin Hood).

Come dimenticare infine il ruolo di magnanimo e acclamato Re nel cartone Disney “Robin Hood”,. Qui il sovrano, rappresentato da un leone antropomorfo, torna dalla III crociata ristabilendo l’ordine nella vessata Nottingham.

Sean Connery e Alan Rickman in “Robin Hood- Principe dei ladri”

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Federico Rapini
Nato a Roma grazie alle notti magiche di Italia 90, si laurea in Lettere con indirizzo storico all’Università di Roma “Tor Vergata”. Cresciuto tra la passione per la Roma ed i libri di Harry Potter punta ad una nuova laurea in Filologia. Ancora deve capire se essere un Grifondoro o il nuovo Totti

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