“Sarò scozzese per sempre”: la Scozia piange Sir Sean Connery, il suo figlio più amato

La Scozia è in lutto. Mi si è spezzato il cuore dopo aver saputo della morte di Sir Sean Connery. Il nostro Paese piange uno dei suoi figli più amati. Sean è nato in una famiglia operaia di Edimburgo e grazie al talento e al duro lavoro è diventato un’icona del cinema internazionale e uno degli attori più affermati al mondo”. Lo ha scritto su Twitter Nicola Sturgeon, primo ministro scozzese.

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Sir Sean Connery, figlio della Scozia, vissuto per essa, per il suo orgoglio, per quella bandiera a sfondo blu che esibisce con orgoglio la Crux Decussata, simbolo, effige, ricordo del martirio dell’Apostolo Sant’Andrea, il santo patrono del Paese. Una terra che forgia uomini duri, caparbi, tenaci, che, per tradizione e cultura, non conoscono il concetto di abbassare la testa. D’altronde, uno dei proverbi tipici delle Highlands è “sii felice mentre sei in vita perché sarai morto per molto tempo“.

Era il 2000, quando Sean Connery entrò in kilt nel palazzo Holyroodhouse di Edimburgo. Di fronte a sé trovò la Regina Elisabetta II. Le si inginocchiò davanti, con eleganza e fierezza, mettendo in scena un rito secolare. Lei gli toccò la spalla con una spada, nominandolo Sir. Lo sguardo, affascinante e magnetico, si riempì di ulteriore orgoglio. Dai sobborghi di Edimburgo, dalla working class imperante, dall’ascendenza contadina del padre, all’essere incoronato Sir. Un percorso costellato di fatica e successi.

“È un grande onore per la Scozia. E per me è il giorno di massimo orgoglio di tutta la mia vita”, affermò.

Non mancarono, ovviamente, le polemiche. Per un inglese, concedere la massima onorificenza a uno scozzese, è uno smacco. Un affronto che anche Tony Blair, all’epoca primo ministro, trovò di dubbio gusto. Connery, con il sorriso beffardo stampato in volto, tipico di chi sa di averla combinata grossa, gliel’aveva fatta sotto al naso.

“Quando me l’hanno proposto ho chiesto una settimana per riflettere. Poiché non mi hanno imposto di modificare nessuna delle mie opinioni, né artistiche né politiche, alla fine ho accettato il titolo. E nessuno, finora, me lo ha tolto, anche se continuo a dire quello che penso”, disse rispondendo a un’intervista.

Era un giovane marinaio quando si tatuò sul braccio la scritta “Scozia per sempre“. Un sentimento patriottico che lo ha accompagnato per tutta la vita, ovunque andasse, benché non voleva che apparisse nei film in cui recitava. Nota la sua posizione a favore dell’indipendenza scozzese, che sostenne pubblicamente nel 2014, in occasione del referendum. Convinto sostenitore dello Scottish National Party, si spinse oltre, con dichiarazioni che infiammarono il popolo erede di William Wallace.

“È una occasione unica. Con la vittoria del sì ci sarà una rinnovata attenzione sulla nostra cultura e politica, offrendoci nuove opportunità, senza precedenti, per promuovere il nostro patrimonio culturale e la nostra eccellenza creativa. Siamo una nazione piccola ma meritiamo di essere liberi. Sostengo la lotta indipendentista perché credo nell’eguaglianza”.

Sean Connery, però, andò a vivere a Nassau, nelle Bahamas, terra che in passato ha ospitato miti e leggende piratesche, ricca di fascino esotico e lontana dai cieli grigi e uggiosi della sua Scozia. A chi glielo faceva notare, invitandolo a tornare a Edimburgo, era solito rispondere che non era andato via realmente. Solo per “qualche tempo”.

“Non tornerò a vivere in Scozia finché non sarà indipendente. Finché anche il suo nuovo Parlamento – sono andato all’inaugurazione, ed ero felice di esserci – viene deciso da Downing Street. Ci sono con la fondazione che si occupa di aiuto ai disabili, di scuole per i bambini bisognosi, con il progetto di una scuola di cinema. Ma non posso vivere nel paese, il mio paese, in cui i media sono i più feroci nei miei confronti, perché tutti i media sono nelle mani di stranieri, di Rudolph Murdoch soprattutto”, spiegò qualche tempo fa.

Sean Connery, il più grande James Bond di tutti i tempi, è morto ieri all’età di 90 anni. A Nassau, Bahamas. Ma chiamatelo Connery, Sir Sean Connery. Largo alla parata delle cornamusa, a quello Scotland The Brave che ora sovrasta i cieli, le strade e le Highlands. La Scozia ha perduto uno dei suoi figli più amati.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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