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Cinema

Il dolce elefantino Dumbo è razzista: Disney+ lo censura

Federico Rapini

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Dumbo è razzista. Proprio lui. Il dolce elefantino dalle grandi orecchie. Quel cucciolo che trova il riscatto proprio sfruttando la sua particolarità per cui era deriso da tutti.

Eppure Disney+ lo proibisce ai minori di 7 anni perché la scena dei corvi renderebbe omaggio agli show razzisti dei menestrelli in cui gli artisti bianchi con la faccia dipinta di nero ridicolizzavano gli schiavi delle piantagioni del sud.

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Andando a rivedere il cartone di “Dumbo-l’elefante volante”, nato nel 1941, sembrerebbe più una pubblicità alle allucinazioni provocate da sostanze stupefacenti tra elefanti rosa che ballano, si contorgono e svaniscono. O magari una critica alla vita degli animali nei circhi, sfruttati per il piacere di pochi. Pensare però che dei corvi, che caso vuole essere veramente di colore nero, potessero inneggiare al razzismo suona un pò strano. Sembra anzi più facile che sia possibile vedere “gli elefanti volar”, tanto per citare la loro canzone.

Ma la scure del politicamente corretto, della caccia alle streghe anche in pellicole per bambini non si ferma a Dumbo: Peter Pan, gli Aristogatti, Pippo e Paperino, Lilli e il Vagabondo e il Libro della Giungla.

Se i bimbi sperduti con il loro capo sono additati come prototipi di anti-multiculturalismo perché prenderebbero in giro gli indiani emulando le loro danze indossando cappelli esagerati (avete letto bene, cappelli esagerati), tra i ricchi gattini Disney si annida un gattaccio di strada, tale Shun Gon, che tra una suonata di piano e una battuta sul gong sarebbe “raffigurato come una caricatura razzista dei popoli dell’Asia orientale con tratti stereotipati esagerati come occhi obliqui e denti da coniglio“. Non solo. Il felino infatti canta in un inglese “poco accentato doppiato da un attore bianco e suona il piano con le bacchette. Questa rappresentazione – si legge – rafforza lo stereotipo dell’eterno straniero“. E pensare che c’era chi pensava semplicemente che fosse un fichissimo artista di strada a cui una bella rissa da pub non dispiaceva.

Si parla quindi di “Aristogatti” in versione anti asiatici. Così come “Lilli e il Vagabondo” accusato anch’esso di trasmettere idee anti oriente. A chi non sono stati antipatici i due gatti siamesi? Beh da piccoli probabilmente gli avremmo voluto tirare la coda tutti. E non vi nascondete dietro “nessuna violenza nemmeno contro gli animali”. Perché siamo ovviamente tutti d’accordo. Ma da bambini è legittimo nutrire un sentimento di avversione verso il cattivo di turno. Ma sfidiamo chiunque, tra gli 0 e 13 anni a percepire tutta l’Asia come colpevole e meritevole d’odio per il solo fatto che due gatti con occhi a mandorla hanno fatto mettere la museruola alla piccola e tenerissima Lilli, rappresentante a quanto pare di quella borghesia tanto odiata dal politically correct nostrano.

Ma andiamo avanti. “Pippo e Paperino” sarebbero razzisti e misogeni. Ma Pippo non era un idiota e Paperino uno sfigato? E pensare che soprattutto quest’ultimo perde la dignità dietro a Paperina.

E infine il re Luigi de “Il libro della giungla”, quell’orango che rappresenterebbe una caricatura, per le difficoltà linguistiche, degli afroamericani. Anche in questo caso, essendo un film dedicato ai bambini sarebbe interessante vedere quanti pargoli siano in grado di fare questi parallelismi, che sono più che altro congetture e non certezze.

A meno che di non credere ai “Griffin” quando si vede Walt Disney tornare in vita dopo l’ibernazione. In quel caso potremmo chiedergli davvero se tutto il razzismo trovato nelle sue opere abbia un fondamento. Ma forse, per ora, è meglio ricordarci una canzone di un altro cartone animato (rigorosamente non Disney eh). La sigla di “Daltanius” che canta “odia gli stupidi, aiuta i deboli, dall’invasore ci difenderà”. L’invasore portatore di idiozia. Viva la spensieratezza delle giovani menti che non vedono marcio ovunque.

Nato a Roma grazie alle notti magiche di Italia 90, si laurea in Lettere con indirizzo storico all’Università di Roma “Tor Vergata”. Cresciuto tra la passione per la Roma ed i libri di Harry Potter punta ad una nuova laurea in Filologia. Ancora deve capire se essere un Grifondoro o il nuovo Totti

Cinema

Marvel, “Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli”: online il primo trailer ufficiale del film

Luigi Macera Mascitelli

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All’inizio sembrava fosse solo una voce di corridoio dettata anche dal silenzio della Marvel stessa. Eppure eccoci qua, finalmente, con la rivelazione. Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli ha finalmente un trailer ed un poster ufficiale e si mostra per la prima volta al pubblico. Nelle immagini si può vedere l’attore canadese Simu Liu nei panni del protagonista.

Della pellicola si sa ancora molto poco, ma abbiamo già una data di uscita fissata per il 3 settembre di quest’anno. La trama ci è ancora del tutto sconosciuta, perciò le uniche informazioni disponibili sul personaggio Marvel provengono dai fumetti. Comunque sia, questo non è il solo film del 2021 riguardante il Marvel Cinematic Universe. Ricordiamo infatti che il 9 luglio uscirà Black Widow, e a novembre Gli Eterni, ma di quest’ultimo non si sa ancora nulla.

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Seguiranno aggiornamenti. Per ora vi lasciamo con il poster ufficiale del film.

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Cinema

Franceschini fa sul serio: cinema, teatri e musei riaperti dal 26 aprile

Federico Rapini

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Franceschini riapre musei cinema e teatri

Dopo una serie interminabile di annunci e smentite, ritardi e rilanci, chiusure totali e aperture parziali, forse ci siamo: il 26 aprile è la data che il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha individuato per la riapertura di musei, cinema e teatri. Un tira e molla protrattosi per mesi, gravato dall’infinita oscillazione tra zone rosse e arancioni che, però, male hanno celato la vera assenza di una progettazione a lungo termine.

Le polemiche, nel corso di questi mesi, ulteriormente incandescenti nel corso delle ultime settimane, non hanno risparmiato il ministro, reo di tanti proclami e scarse attenzioni verso un mondo, quella della cultura, che in Italia è parte essenziale e imprescindibile per il Pil nazionale e che, non fosse altro per la storia meravigliosa del nostro Paese, è vanto agli occhi della comunità internazionale.

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Spartiacque della decisione è, come ormai noto, il Comitato Tecnico Scientifico, al quale spetta l’ultima parola sulle riaperture e che ora, finalmente, seppur con notevoli pressioni, sembra avallare la possibilità tanto auspicata dagli addetti ai lavori. “Io ho discusso con il Cts soprattutto per avere un allargamento della partecipazione per gli eventi all’aperto”, ha spiegato Franceschini. “Sarà possibile lavorare a un’estate con una maggiore elasticità al chiuso e una maggiore disponibilità per gli eventi all’aperto. Io vorrei ci fosse, anche mettendo qualche misura di sicurezza in più, un allargamento del numero di spettatori all’aperto. Abbiamo bisogno tutti di un’estate con piazze e strade che compatibilmente con la sicurezza siano pieni di spettacolo, musica, danza e prosa”.

“Dal 26 aprile, con qualche giorno di anticipo rispetto all’ipotesi dei primi di maggio, potranno riaprire teatri, cinema, musei e eventi all’aperto con misure di limitazione della capienza che conoscete e che abbiamo lungamente discusso con le categorie e gli esercenti”. Poi precisa: “Da Cts ok a nostre proposte”. E ringrazia “tutti quelli che domani (oggi ndr) saranno in piazza. Sono con voi”.

Oggi, 17 aprile, a Piazza del Popolo a Roma manifesteranno i Bauli in Piazza (dalla quale faremo un collegamento in diretta sulla nostra pagina Facebook) insieme ad oltre 100 organizzazioni. Prenderanno parte alla manifestazione romana che verrà aperta da un flash-mob a cura degli stessi Bauli e che poi si svolgerà coinvolgendo la presenza e le testimonianze di tutte le sigle aderenti. La protesta dei lavoratori del mondo dello spettacolo, che il 14 aprile hanno occupato il Globe Theatre a Villa Borghese, continua nonostante le parole di Franceschini. Fermi da oltre un anno e senza ancora risposte certe sul futuro, il movimento ha ottenuto anche il supporto di personaggi come Gianna Nannini, Luciano Ligabue e Piero Pelù.

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Cinema

Road to Oscars 2021: Tutto ciò che dovete sapere sulla cerimonia del 25 aprile

Riccardo Colella

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Ci avviciniamo sempre più alla cerimonia d’assegnazione dei 93esimi Academy Awards. A poco più di una settimana dall’evento, infatti, fervono i preparativi per la notte cinematografica più attesa dell’anno. The Walk of Fame ha ideato per voi una “marcia d’avvicinamento” al 25 aprile, chiamata Road to Oscars 2021, con degli speciali su alcuni dei film e degli attori in gara, allo scopo di guidarvi nel migliore dei modi verso la Notte degli Oscar 2021.

Per rimanere sempre aggiornati sugli ultimi sviluppi e conoscere i tasselli che andranno a comporre la serata di premiazione, inoltre, ecco un utile vademecum che vi consentirà di avere una panoramica più ampia sull’evento.

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COME E DOVE SI TERRÀ L’EDIZIONE 2021 DELLA NOTTE DEGLI OSCAR?

La cerimonia di premiazione si terrà in una veste del tutto nuova, rispetto a quanto avvenuto finora. A causa dei rigidi protocolli anti Covid-19, infatti, la serata si svolgerà, per la prima volta, in una doppia location: il Dolby Theatre di Hollywood e la Union Station di Los Angeles. L’evento si terrà in presenza esclusivamente per candidati e presentatori.

NOMINATION E PRONOSTICI?

A fare la parte del leone, con ben 10 candidature, troviamo Mank di David Fincher. Subito dietro, segue a ruota e con 6 nomination, il quintetto composto da Nomadland, Il processo ai Chicago 7, Minari, Sound of Metal e The Father. Occhio anche all’Italia che, col Pinocchio di Matteo Garrone e il brano Io sì (Seen) cantato da Laura Pausini per La vita davanti a sé (che per l’occasione si esibirà nel corso della cerimonia), porterà un bel pezzo di tricolore nel cuore del cinema hollywoodiano. Attenzione anche a Chadwick Boseman, con la sua candidatura postuma nella categoria miglior attore protagonista. Al presente link, trovate l’elenco delle nomination.

CHI CONDURRÀ LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE?

Per il terzo anno consecutivo, gli Academy Awards potranno contare su una pluralità di presentatori. A condurre la cerimonia di premiazione, infatti, gli organizzatori hanno selezionato un primo nutrito (e non definitivo) gruppo di star che annovera celebrità come Angela Bassett, Brad Pitt, Halle Barry Bong Joon Ho, Don Cheadle, Laura Dern, Harrison Ford, Bryan Cranston, Renée Zellweger, Regina King, Zendaya, Reese Whiterspoon, Rita Moreno e, ultimo ma non ultimo, Joaquin Phoenix.

DOVE VEDERE LA NOTTE DEGLI OSCAR 2021?

Tutto ciò premesso, rimane da sciogliere l’ultimo nodo legato all’evento: “Dove sarà possibile vedere la cerimonia di premiazione?”. La diretta della Notte degli Oscar 2021 sarà, anche quest’anno trasmessa da Sky in esclusiva per l’Italia. L’appuntamento è per la notte tra il 25 e il 26 aprile, a partire dalle 00:15, in diretta sul canale tematico Sky Cinema Oscar, per l’occasione visibile da oggi fino al 30 del mese e che, in questo lasso di tempo, ospiterà una maratona di oltre 100 film premiati nelle precedenti edizioni. Ad accompagnare i telespettatori, a partire dai momenti salienti del red carpet, il rodato duo composto da Franco Castelnuovo e Antonio Canova, insieme alla giornalista di Sky TG 24 Denise Negri.

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