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Bauli in Piazza: Nannini, Ligabue e Pelù a sostegno del mondo dello spettacolo

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Bauli in Piazza Roma Milano

Bauli in Piazza, movimento dei professionisti e delle aziende che lavorano nel settore spettacolo ed eventi, sarà protagonista nonché promotore della manifestazione che questo sabato, 17 aprile, avrà luogo in Piazza del Popolo a Roma.

Sarà la seconda manifestazione nazionale dopo quella d’esordio del 10 ottobre 2020 in Piazza del Duomo a Milano. Quel giorno per la prima volta, i lavoratori insieme ai rappresentanti delle imprese del mondo dello spettacolo e degli eventi, manifestarono per chiedere alle istituzioni di essere ascoltati. 1300 operatori e 500 bauli schierati per denunciare la grave crisi che stava e sta tutt’ora attraversando tutta l’industria dello spettacolo e una specifica categoria di professionisti. Cioè coloro senza i quali non esisterebbe nessuna forma di intrattenimento, celebrazione, traguardo. Con lo slogan “Un Unico Settore, Un Unico Futuro”, lavorando in rete con la realtà internazionale We Make Events, è nato un movimento per rendere riconoscibile e codificabile un settore eterogeneo, composto da liberi professionisti, agenzie e società, tecnici audio, video e luci, direttori artistici, facchini, promoter, autori e tanti altri.

Questo sabato 3 grandi artisti del panorama italiano, con l’iniziativa BIG4BIP, faranno fronte comune per sostenere i lavoratori dello spettacolo. Con il patrocinio di Warner Chappell Music Italiana e la collaborazione di FanShopping, l’idea di BIG4BIP nasce per sostenere appunto Bauli In Piazza. Gianna Nannini, Luciano Ligabue e Piero Pelù, 3 dei più importanti artisti della scena rock italiana, hanno scelto per l’occasione alcune parole significative tratte da loro grandi successi.

“Oltre questa nebbia, oltre il temporale c’è una notte lunga e limpida, finirà” tratta da “Sei nell’anima” di Gianna Nannini-Pacifico. 

“Siam quelli là, quelli tra palco e realtà” estrapolata da “Tra palco e realtà” di Luciano Ligabue.

“Spingi forte spingi forte salta fuori da quel buio” da “Gigante” di Piero Pelù– Luca Chiaravalli.

Le frasi individuate dagli artisti sono le protagoniste di 3 modelli di t-shirt, felpe e shopper con lo scopo di raccogliere fondi destinati a sostenere le attività di Bauli in Piazza. Infatti l’utile delle vendite, tolti i costi di produzione, sarà interamente devoluto all’APS BIP.

In calce alla citazione del loro brano, tutti e 3 gli artisti hanno deciso di apporre la propria firma, quale ulteriore loro testimonianza di vicinanza e solidarietà. Sono frasi che lanciano dei messaggi importanti, scelte attentamente per rappresentare il mondo dei lavoratori dello spettacolo. Ma anche per sottolineare la terribile condizione che stanno affrontando, con l’obiettivo di motivare coloro che le indosseranno ad andare avanti e superare questo momento critico.

“Warner Chappell ed io personalmente siamo molto felici che alcuni degli Autori e degli Artisti che rappresentiamo, Gianna Nannini, Luciano Ligabue e Piero Pelù,  abbiano aderito con entusiasmo a quest’iniziativa volta a supportare una delle colonne portanti del Sistema Musica, soprattutto nella sua declinazione più importante: quella dei concerti e degli eventi dal vivo – racconta Roberto Razzini, Managing Director di Warner Chappell Music Italiana.

“Il live, in tutte le sue diverse manifestazioni, credo che rappresenti lo zenit, il momento nel quale la musica esprime i suoi valori e le sue caratteristiche primarie: emozione, aggregazione, condivisione – continua Razzini – Il periodo che stiamo vivendo sta mettendo a dura prova l’intero Sistema Musica, ma ancor di più questo comparto. BIP rappresenta un insieme di professionalità che devono essere ben evidenti al pubblico in modo da far emergere le loro fondamentali caratteristiche. L’auspicio è che si possa tornare tutti insieme e senza dimenticare nessuno, a produrre e realizzare concerti ed eventi live, nei club come negli stadi”.

 “Nella mia esperienza non ho mai visto un’iniziativa prendere forma in modo così rapido ed efficace. Come BIP, siamo particolarmente felici di questo contributo – dichiara Maurizio Cappellini del direttivo Bauli In Piazza e prosegue – È un piccolo cerchio che si chiude: tre importanti musicisti mettono la propria arte a sostegno dei lavoratori dello spettacolo perché è anche grazie a coloro che si muovono dietro le quinte che gli spettacoli vengono realizzati. Apprezziamo sempre chi ci mette la faccia, a vario titolo, in questo caso anche le parole: è un sostegno concreto alle attività di un’associazione senza scopo di lucro, che lotta con tutte le forze per uscire dal dramma che stiamo vivendo”.

Ieri Claudio Trotta, portavoce del protocollo #Ricominciamo, ha espresso parole chiare su questa situazione “Crediamo che il lavoro, il fare sia l’unica azione possibile” . Lo ha fatto per rispondere alle parole del Ministro Franceschini riguardo l’obiettivo di riaprire il prima possibile in sicurezza i luoghi di cultura e spettacolo. La manifestazione dei Bauli in Piazza chiuderà, dunque, una settimana in cui, per l’ennesima volta, le luci della ribalta hanno provato ad illuminare la situazione del mondo dello spettacolo.

 Per sostenere la manifestazione è attiva la raccolta fondi al seguente link: https://sostieni.link/28158

Nato a Roma grazie alle notti magiche di Italia 90, si laurea in Lettere con indirizzo storico all’Università di Roma “Tor Vergata”. Cresciuto tra la passione per la Roma ed i libri di Harry Potter punta ad una nuova laurea in Filologia. Ancora deve capire se essere un Grifondoro o il nuovo Totti

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Danser encore, la rivoluzione colorata che riempie le piazze d’Europa

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Trampoli, cartelloni, bolle di sapone, sax, grancassa, didjeridoo, chitarre e tammorra. Gli artisti tornano a riempire le strade con la canzone “Danser encore”, scritta da Haddour Hadadi e Les Saltimbanks di satira e denuncia sulle ripercussioni delle restrizioni anti-Covid sulla musica e sull’arte in generale.

Una canzone che sta spopolando in tutta Europa. Suonata e ballata in un flash mob spontaneo ma comunque nel rispetto delle regole imposte dall’autorità sanitaria.

Una rivoluzione colorata dunque, per chiedere un’attenzione su ambiti della società molto spesso trascurati. La situazione, come viene contestualizzato sul sito Magazziniresistenti.it, ha toccato nell’ultimo anno tutti gli ambiti economici. Il settore dello spettacolo, in particolare, fa ancora fatica a ritrovare i suoi luoghi naturali anche perché non c’è stato un movimento unitario che ha portato avanti le istanze degli artisti, molti dei quali sono rimasti per mesi in silenzio.

Cinema, teatri, ma anche piazze e spazi all’aperto, sono stati chiusi e resi indisponibili da una serie di provvedimenti sicuramente importanti, ma che mancano fin qui, colpevolmente, di una visione dei problemi del settore e di una strategia.

Da più di un anno la musica, il cinema, il teatro e tutte le altre forme d’arte trovano una possibilità di esprimersi unicamente via cavo o via satellite. Al gelo salariale per i lavoratori dello spettacolo si aggiunge l’ibernazione spirituale alla quale sono condannati i fruitori, costretti a surrogati di cultura in streaming.

Di qui la canzone proposta in italiano e adattata dal francese “Danser Encore” che si propone come un significativo invito alla mobilitazione dei corpi e delle coscienze.

“La canzone – viene spiegato ancora sul sito Magazziniresistenti.it – è stata ripresa dai vari gruppi attivi oggi per la riapertura dei teatri e dei luoghi di cultura in Francia. La musica è declinata in diversi arrangiamenti, le persone si ritrovano a cantare e a danzare insieme. Pur rispettando le misure di distanziamento, questi gruppi cercano di attirare l’attenzione di tutti sul fatto che la cultura è un bene essenziale”.

A questo link la versione originale della canzone.

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The Underground Railroad: per non dimenticare. Su Amazon Prime Video

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La ferrovia sotterranea“, questo il titolo italiano della nuova serie targata Amazon Prime Video, è tra i prodotti in uscita sulla celebre piattaforma streaming più interessanti degli ultimi tempi. Diretto da Barry Jenkins, premio Oscar per Moonlight, qui anche in veste di sceneggiatore, The Underground Railroad è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Colson Whitehead.

La storia è incentrata su Cora e Ceasar, due schiavi del sud-est degli Stati Uniti del XIX secolo che cercano di liberarsi dalle loro piantagioni in Georgia seguendo la Underground Railroad, descritta nel romanzo come un sistema di trasporto ferroviario anche se, in realtà, era formato anche da case sicure e percorsi segreti.

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Durante la conferenza stampa di presentazione della serie il regista si è soffermato a lungo sull’aspetto storico della produzione:

“Quello che mi è piaciuto di più è stato avere l’occasione di ricontestualizzare la storia dei nostri antenati attraverso l’esperienza di Cora (Thuso Mbedu). Nel corso degli episodi, la protagonista tenta di porre fine alla schiavitù in America. Al tempo stesso cerca di riconciliarsi con sua madre, e trovo che sia un modo interessante di presentare questa storia vera, ma anche di enorme portata. È stato molto complesso non avendo riferimenti biografici sulla sua vita, ricostruire il percorso di sua madre. È stata anche un’opportunità per mettermi alla prova”, ha spiegato Jenkins.

Un grande aiuto nella buona riuscita della serie è stato sicuramente dato dal cast, che ha sempre lavorato in simbiosi con il regista, portando ognuno un pezzo di sé nella produzione, dove troviamo nomi come Thuso Mbedu (nominata agli Emmy per il suo ruolo nella telenovela Is Thunzi), Chase W. Dillon, Aaron Pierre e Joel Edgerton (Il Grande Gatsby).

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In The underground railroad la protagonista Cora, interpretata da Thuso, viene inseguita dal cacciatore di schiavi Ridgeway, interpretato da Joel Edgerton, che durante la conferenza ha spiegato come sia stato coinvolto nel progetto:

“Ho sentito parlare del progetto, ho incontrato Barry in diverse occasioni. Avevo sentito che a molte persone è piaciuto moltissimo lavorare con lui su diversi progetti e quando ho scoperto di questo l’ho contattato subito facendogli sapere di essere interessatissimo all’idea. Gli ho chiesto se ne potessimo discutere insieme. Leggendo il libro la cosa che mi ha un po’ intimorito è che Ridgeway è tipo un gigante e io non lo sono, non sono piccolino ma neanche enorme. In ogni caso, mi sono fatto avanti e l’ho contattato. Quando ero più giovane avevo tantissima energia e slancio per i nuovi progetti, provavo a bussare a tantissime porte, e questo mi ha ricordato l’entusiasmo che ci mettevo. Perciò sono contento di aver cercato io Barry e di essermi proposto per il ruolo. A progetto ultimato devo dire di essere davvero grato di averlo fatto perché l’idea mi è piaciuta tantissimo”.

Altro pilastro portante della serie è Caesar, interpretato da Aaron Pierre (Kripton), che significherà molto per Cora: l’idea di una possibilità concreta della liberta, colui che la aiuterà a conquistare ciò che ha sempre voluto.

La condizione di schiavitù degli afroamericani è forse uno dei tratti più controversi della società americana del XIX secolo, un simbolo di frattura sociale che ancora oggi influenza la comunità statunitense. Il mondo del cinema ha più volte affrontato questo tema negli anni e da qualche tempo anche il mondo seriale si è interessato all’argomento, iniziando a creare prodotti che spaziano in vari generi, dall’horror di Lovecraft Country e Them, a storie più contemporanee come Detroit e Monster.

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Complice anche l’impegno di movimenti come il Black Lives Matter, il tema razziale sta diventando tra i più gettonati e delicati a Hollywood, dove viene affrontato ed esplorato con una libertà mai avuta in precedenza. I dieci episodi che compongono The Underground Railroad saranno disponibili su Amazon Prime a partire da venerdì 14 maggio.

Una serie che si preannuncia come impegnativa, sia per l’impatto emotivo che sarà capace di generare, sia dal punto di vista tecnico dove ogni elemento, dalla colonna sonora alla fotografia, concorre a creare questa dirompente vicenda che ha come obiettivo quello di non lasciare che il passato venga dimenticato.

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“Love, Death and Robots”: quando l’animazione incontra la serialità

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Il 19 aprile Netflix ha rilasciato il trailer della seconda stagione di Love, Death and Robots serie antologica di animazione per adulti creata da Tim Miller e prodotta da Joshua Donen, David Fincher (Mank) e Jennifer Miller.

La serie nella prima stagione, andata in onda a giungo 2019 e composta da 18 episodi, si è rivelata un piccolo gioiello, sia dal punto di vista tecnico che da quello della qualità del racconto. Proprio come Black Mirror, anche questo prodotto si compone di episodi autoconclusivi, la cui trama cambia non solo in ogni episodio ma anche per ognuna delle tre mini puntate che lo compongono.

La seconda stagione sarà composta da otto episodi e da quello che trapela attraverso il trailer tratterà di nuovo di molteplici temi, attraversando generi come il fantasy, l’horror e l’erotismo, il tutto rivisitato in chiave pop.

Elettrodomestici automatizzati che impazziscono; ragazzi che ammirano le balene aliene mentre saltano sul ghiaccio; un astronauta ferito, intrappolato con un robot sanguinario; un viaggio in treno nel bel mezzo di una sinistra pianura; due bambini che sperano di incontrare babbo natale; un agente immortale che deve tenere sotto controllo il sovrapopolamento; un misterioso fuggiasco nascosto in un deserto alieno e un gigante spiaggiato a cui il mondo presto si abitua.

Queste sono le storie che ci vengono presentate attraverso frammenti di immagini, con grafiche e colori che ci ricordano quanto Netflix stia puntando più sulla qualità dei prodotti rispetto alla quantità, perché, anche se con un numero notevolmente inferiori di puntate, questa nuova uscita mira a riconquistare i premi e riconoscimenti (4 Emmy Awards) che gli sono stati meritatamente attribuiti con il primo volume.

Grande attesa anche per la scoperta di chi comparirà nel cast di questa nuova antologia. Un altro punto forte della serie è proprio quello di affiancare alle animazioni attori in carne e ossa, che nella prima stagione ci ha regalato apparizioni di attori del calibro di Topher Grace, Samira Wiley, Mary Elizabeth Winstead, Helen Sandler e Gary Cole, per citarne alcuni.

Questa la sinossi ufficiale rilasciata dalla piattaforma: «Love, Death and Robots è una collezione di racconti brevi animati che spazia tra fantascienza, fantasy, horror e commedia. Caratterizzati da narrazioni audaci, gli episodi sono ideati per essere facili da guardare ma difficili da dimenticare».

Gli otto episodi di Love, Death and Robots volume due saranno disponibili su Netflix a partire da venerdì 14 maggio. La serie è già stata rinnovata dalla piattaforma per una terza stagione, attesa nel palinsesto per il 2022, anche se al momento non è ancora stata resa nota una data ufficiale di uscita.

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