X Factor 2021: come abbattere le etichette ed esaltare la retorica

È tornato X Factor, e con esso nessuna novità. Nessuno ci sperava e in pochissimi le ricercavano, ma se il momento più alto della prima serata di questa edizione 2021 è stato quando Mika ha dichiarato “la trap è merda e sono contento che stia sparendo“, qualcosa vorrà pure dire. Il format televisivo in onda su Sky e TV8 si è ormai appiattito su canoni stilistici che non riesce a rinnovare, impantanato sulla stessa formula e incapace di stimolare nuove attenzioni al di fuori di quelle provenienti dal pubblico consolidato negli anni. Ecco quindi che Mika, Manuel Agnelli, Emma Marrone ed Hell Raton devono farsi carico del programma sempre più orfano di idee e personalità, prevedibile all’inverosimile e noioso in più circostanze. È tutto fin troppo intuitivo. Cambiano i protagonisti ma non cambia il copione.

In effetti, un paio di novità ci sono. Ludovico Tersigni, ventiseienne attore romano, ha preso il posto di Alessandro Cattellan che, dopo dieci anni alla conduzione di X Factor, ha detto basta. Giudicare l’avvicendamento dopo una sola puntata sarebbe ingiusto e azzardato. La sensazione, però, è che la produzione dovrà lavorare non poco per ritagliargli uno spazio congruo alle sue qualità. Gli si perdoni l’evidente impaccio iniziale, quindi. In tutto questo la puntata si è aperta con un simpatico siparietto, anche se totalmente inutile ai fini del programma, che ha visto i quattro giudici rispondere a domande di cultura generale. Spietate, a trabocchetto e perfide. Provateci voi a rispondere a quesiti del tipo “cosa mangia Pippo per diventare Super Pippo?” oppure a elencare i nomi dei sette nani. Per lo meno, i fantastici quattro, erano in DAD.

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Essendo questo il periodo in cui i riflettori sono puntati sulle battaglie per il riconoscimento di alcuni, fondamentali, diritti civili, perché non approfittare del topic gentilmente concesso dall’opinione pubblica e dall’ondata mediatica a esso connessa per portare dalla propria parte una buona dose di queste attenzioni? Perché non incastrare a forza, e senza alcuna apparente ragione, determinati temi al fine di cavalcare l’hype del momento? Forse siamo maliziosi a pensarlo, ma introdurre le audizioni con la pseudo novità di aver abbattuto le etichette (con le quali, fin dalla notte dei tempi, si catalogano i generi musicali proposti, specialmente in ambito discografico) nell’intento di favorire una maggiore contaminazione artistica e libertà di espressione senza confini ci è sembrato un espediente – goffamente mascherato e male riuscito – di richiamare le sopra citate battaglie per i diritti civili. Un tentativo maldestro e ruffiano di stare sul pezzo, insomma. Soprassediamo sull’esternazione di Emma, “vogliamo che tutti siano tutto“. “Quest’anno non ci sono categorie perché ci siamo resi conto che dare etichette alla musica non ha più senso”, ha detto Tersigni. Ma davvero state dicendo?

E poi c’è la musica. Una folta ed eterogenea schiera di partecipanti accalcati dietro le quinte degli studios si è data battaglia a colpi di sorrisi, sguardi dolci, abbracci paterni (o materni) e coccole al fulmicotone. Un clima da coro parrocchiale della domenica a messa. Un’ondata di amore così melenso e assurdo da farti domandare dove siano finite le scazzottate tra Sex Pistols e Queen. Perché questo clima da Settimo Cielo? Dov’è finita la cara e vecchia competizione che spingeva gli aspiranti artisti a usare tutte le strategie possibili per avere la meglio sui propri competitor? Roba che Madame che sbrocca a cena per gli autografi, a confronto, è Ozzy Osbourne. Che noia e che barba. Che barba e che noia.

La prima storia strappalacrime arriva dopo tre concorrenti. Le prime lacrime giurate dopo cinque secondi dall’inizio dell’esibizione di tale Karim in arte Karma, talentuoso cantante e pianista dal passato difficile che ha fatto commuovere i sensibilissimi giudici. Ce lo aspettavamo. Ma forse siamo noi a essere troppo austeri. Di casi umani, poi, X Factor ne è sempre stato pieno. Il primo di questa edizione è il notevole Fettuccine, autore del brano “Sunny”. Un pezzo di indescrivibile bruttezza e rara incomprensibilità che, nel pieno dell’elogio alla perculaggine, ottiene quattro si e va avanti. Arriva Jathson, artista non binario che si presenta come “siano acqua, siamo fluidi” e si becca quattro si per non ben precisate motivazioni. Il resto della puntata è proseguito tra personalità circensi e talenti in erba che, si spera, possano trovare la loro strada a X Factor.

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Foto: X Factor Italia

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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