Umani, esce oggi il primo album delle Lingue

Esce oggi, venerdì 8 maggio, il nuovo disco delle Lingue (Federico Vittorini, Marco Fontana, Andrea Orlandi, Valerio Scarsella e Luca Biasini) intitolato “Umani” per l’etichetta Pioggia Rossa Dischi. L’album, una raccolta di 10 brani tra l’Indie-Pop il cantautorato e la psichedelia, è stato anticipato da tre estratti “Umani”, “Regali” e “Scale”, brani che hanno registrato migliaia di stream e risposte positive da parte della stampa.

Il disco è stato scritto nel corso di due anni, tra le camere da letto e le sale prove, e racconta di mare, di vino, di eccessi, di divani, di mani e di vento.

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Dopo aver terminato le pre-produzioni il gruppo si è ritirato per 25 giorni  (tra settembre e dicembre ‘18) nell’ex convento delle Clarisse a Caramanico Terme per partecipare al progetto multidisciplinare “Controconvento”. Un progetto che ha permesso ai ragazzi di vestire alla perfezione ogni brano, attraverso la produzione artistica di Marco “Diniz” Di Nardo e il lavoro in regia di Andre “Giamba” Di Giambattista.

L’album è stato anticipato da tre singoli:

“Umani”, una canzone-preghiera alla propria anima per ricordarsi di alzare sempre la testa, anche quando ti sembra di affogare;

“Regali”, che racchiude lo sfogo nei confronti del consumismo che ci rende schiavi da una parte e l’esigenza di esorcizzare una paura gigante dall’altra

“Scale”, canzone che profuma di primavera, di cosce, di prati ma anche di paranoia e riflessione su ciò che ci circonda.


Lingue su “Umani”

“Umani” nasce dalla voglia di liberarsi dalle paure e dai desideri nascosti, nasce dalla voglia di conoscersi meglio, di approfondirsi e dalla continua ricerca di una sincerità utopica nella vita “reale”. “Umani” è un disco che ci ha spogliato completamente dalle maschere che ogni giorno ognuno di noi indossa per sembrare “giusto” nei confronti di questa società sempre pronta a giudicare e a farti sentire piccolo. È un disco sincero, vero, scritto con l’anima e le vene.


Track by track

Umani

Umani è una preghiera verso la propria anima, è il bisogno esistenziale di provare a reagire alle situazioni e di alzare la testa quando la sensazione è quella di affogare e vedere tutto nero.

È la molla per uscire di casa, per iniziare a correre di nuovo.

Morire e poi tornare

Morire e poi tornare è un viaggio dentro gli occhi di una persona che ha imparato a scontrarsi con la vita troppo presto e che allo stesso tempo è riuscita a riempirsi di ogni sfumatura della bellezza che la circonda.

Venere

Venere è una storia a lieto fine, sono i nodi che col passare del tempo si sciolgono e diventano onde, perché è giusto così.

È riscoprire i colori, è il bisogno di assaggiare nuove sensazioni che non vuoi più far andare via.

Scale

Scale è la paranoia per le cose che non vanno in questa società, il fastidio nei confronti della superficialità che ci circonda, ma è anche la voglia di primavera, di prati, di cosce e di gonne che si alzano.

Regali

Regali è una critica contro il consumismo, contro le mode che ci rendono schiavi e ci fanno vivere nella nebbia della continua ricerca di un qualcosa che non esiste.

È anche una canzone che col ritornello va ad esorcizzare una paura enorme.

Lovepop

Lovepop è l’eccesso, la carne, il sesso, le serate infinite con i tuoi fratelli.

È fare mattina e stare bene, avere nella testa e nel petto le vibrazioni di quelle notti che ti ricorderai per sempre.

Gary Neville

Gary Neville è uno dei giocatori più caparbi e silenziosi della storia del calcio.

In questo caso è una metafora, e parla di una persona importante.

Gary sono le domeniche pomeriggio sul divano, il campionato, qualche birra, il tuo migliore amico, la vita.

Non te ne rendi conto

Ntnrc è un adolescente con una voglia matta di crescere, sono i primi amori, i primi passi verso le scale infinite (o quasi) che abbiamo davanti.

È la consapevolezza che siamo molto più puri prima di iniziare a nuotare in mezzo a questa aria viziata che abbiamo intorno.

Mezzanotte per sempre

È una lettera d’amore che non verrà mai letta.

Anche senza le mie mani

Anche senza le mie mani è il mare, sono gli occhi che si perdono nell’infinita bellezza del mare, le mani che scrivono da sole, la certezza che nulla è infinito, lo sfogo di chi vive d’amore e vuole riempirsi l’anima di meraviglia e nostalgia.

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Antonella Valente
Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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