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Musica

Le Lingue si mettono a nudo: “Alla base della nostra musica c’è la libertà”

Antonella Valente

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The Walk Of Fame Magazine scende in campo al fianco degli artisti italiani in questo momento particolare che vede anche la musica chiusa in casa a causa dell’emergenza sanitaria. Il 1 maggio a partire dalle ore 11, dodici artisti si esibiranno sulla pagina facebook del giornale per una lunga diretta fino a sera.

Tra le band coinvolte ci sarà anche il gruppo abruzzese Lingue (Federico Vittorini, Marco Fontana, Andrea Orlandi, Valerio Scarsella e Luca Biasini), che grazie al frontman Federico presenterà al pubblico i propri inediti.

“Nasciamo tra fine 2016 e inizio 2017, spinti da una voglia matta di comunicare attraverso i testi e gli strumenti, che sono un prolungamento del nostro corpo – racconta la band – Veniamo da cinque mondi completamente differenti, cerchiamo di unirli ogni volta che entriamo in sala prova per creare qualcosa di nuovo, qualcosa che possa anche sconvolgerci.
Crediamo fermamente nel continuo sviluppo delle idee, che riteniamo fondamentali in ogni nostra creazione. Alla base di tutto c’è un forte senso di libertà e di ricerca di purezza verso le nostre anime, con la nostra musica vogliamo essere sinceri, sempre, fin quando scriveremo”.

“Cerchiamo sempre di unire musica e testi così da formare un’unica forma. Riteniamo che per ogni canzone debba viaggiare sulle proprie gambe, e arrivare agli ascoltatori per essere vestita in modo diverso da tutti coloro che ci entrano in contatto. Non si può influenzare un concetto, un concetto va vestito e poi lasciato libero”.

Fare musica è un’esigenza, ci sentiamo vivi davvero solo sui palchi, non crediamo ai “live di plastica”. Speriamo che tutto ciò possa finire presto per tornare nel nostro habitat naturale, il palco.
Vogliamo il sudore, le mani, i sorrisi, gli sguardi, le stecche, le birre infinite. Da questo disco che uscirà l’8 maggio (Umani) mostreremo un pezzo di noi che verrà messo completamente a nudo.
Vorremmo entrasse nelle nostre vite davvero, almeno per un po’.

Grazie ancora a The Walk Of Fame per il supporto, per il lavoro quotidiano che riuscite a fare con gli artisti. L’arte è ciò che di più importante abbiamo tra le mani. Preserviamola, sempre”.

Leggi anche: Fuori “Scale”, il terzo estratto delle Lingue che anticipa il nuovo album

ph. Valerio Giuliani

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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Shape Of Water: gli electro-rockers tornano con un nuovo Ep

Luigi Macera Mascitelli

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La nota casa discografica Eclipse Records fa sapere che gli electro-rocker Shape Of Water sono pronti a rilasciare un nuovo Ep. Il titolo sarà Lockdown On Mars, e verrà pubblicato il 21 febbraio 2021.

La band nasce nel 2004 a San Benedetto del Tronto ad opera dei connazionali Rox Capriotti e Luca De Falco. Inizialmente sotto il nome The Lotus, il duo decide poi di spostarsi in Inghilterra a Manchester. Qui i nostri daranno il via alla loro carriera musicale per poi sciogliersi e riformarsi nel 2018 come Shape Of Water.

Il qui presente Ep, che esce dopo l’album Great Illusion del 2020, contiene alcune tracce reinventate estratte dal full-length. In particolare troverete al suo interno una nuova versione di acclamati brani come Mars-X e The World Is Calling Me. Il disco è stato prodotto da Paul Reeve (Muse, Supergrass, Beta Band) e mixato da Rox Capriotti.

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Musica

Queen: Brian May ha composto il miglior assolo della storia

La notizia giunge dalla rivista inglese Total Guitar che qualche giorno fa ha indetto un sondaggio tra i lettori

Luigi Macera Mascitelli

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Il popolo ha parlato. È Brian May, ex chitarrista dei Queen, l’uomo che ha composto il miglior assolo di chitarra di tutti i tempi.

La notizia giunge dalla rivista inglese Total Guitar che qualche giorno fa ha indetto un sondaggio tra i lettori. Lo scopo era decretare chi, tra cinquanta assoli proposti, avesse scritto quello più bello e significativo. Il responso è stato chiaro ed inequivocabile: Bohemian Rhapsody, estratta dal celebre A Night at the Opera del 1975, contiene il miglior assolo della storia del rock ad opera di Brian May!

Leggi anche: “A Night at the Opera: il capolavoro dei Queen compie 45 anni

Il brano è storicamente riconosciuto come una perla di rara bellezza che assicurò ai Queen un successo a livello mondiale. Basti pensare che nel 2017 il brano è diventato il quarto più venduto nel Regno Unito. Mentre nel 2018, grazie al film omonimo con Rami Malek nei panni di Freddie Mercury, Bohemian Rhapsody è in assoluto il singolo del XX secolo più ascoltato di sempre in streaming, con oltre 1,6 miliardi di riproduzioni.

Un altro grande traguardo per una band che continua imperterrita ad attirare l’attenzione -meritatissima- e l’amore dei fan, dal più anziano al più giovane. Lo stesso Brian May, tramite il suo profilo Instagram, ha detto la sua, ringraziando tutti per il costante supporto e l’affetto ricevuti.

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Musica

Spotify presenta la playlist dedicata al jazz italiano

Redazione

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Spotify presenta Jazz Italia Playlist Takeover: la playlist dedicata alla scena jazz del nostro paese.

Ogni mese, a partire da oggi, la playlist sarà curata da un grande nome del jazz italiano che selezionerà per Spotify 50 pezzi tra i più rappresentativi nella storia italiana del genere. Nel corso dell’anno gli utenti potranno quindi ascoltare le tracce preferite da artisti del calibro di Fabrizio Bosso, Danilo Rea, Maria Pia De Vito, Roberto Gatto, e molti altri eccezionali musicisti.

Il primo takeover, già disponibile sulla piattaforma, è stato affidato a Paolo Fresu, uno dei più noti trombettisti italiani nel mondo, che ha spiegato a Spotify quali sono i criteri fondamentali da tenere in considerazione per comporre una playlist che rappresenti la storia del jazz italiano:

Non è semplice, perché il jazz italiano è oggi una realtà ricca ed eterogenea e perché rappresenta una storia importante che parte dal dopoguerra fino ad oggi. Non si possono non scegliere i brani dei nostri padri putativi come non si possono non scegliere i brani che hanno caratterizzato alcuni movimenti stilistici che hanno portato fino al presente. Certo: per quanto mi riguarda sarebbe stato bello inserire alcuni dei tanti nomi del jazz di oggi, soprattutto dei bravissimi e talentuosi giovani leoni e giovani leonesse… Scegliere cinquanta brani è come rispondere alla domanda dei tre dischi da portare sull’isola deserta… Ci saranno altri artisti che prepareranno altre playlist e ci saranno altre isole da abitare”.

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