“The Next Three Days”: il concetto di trasformazione di Paul Haggis

Cosa siamo disposti a diventare, in chi siamo disposti a trasformarci per salvare qualcuno che amiamo? Questa è la domanda che gira intorno a “The Next Three Days”, pellicola del 2010 diretta da Paul Haggis, sceneggiatore di Million Dollar Baby(Clint Eastwood, 2004).

Il film di Haggis, remake della pellicola francese del 2008 “Pour Elle” di Fred Cavayé, racconta la storia di una comune famiglia americana. Una coppia innamorata, un bambino piccolo, un bel lavoro e un futuro roseo e sicuro davanti a sé. Tutto distrutto all’improvviso da una triste e sfortunata serie di eventi e circostanze.

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La mattina di una qualsiasi giornata cominciata come tante, viene improvvisamente stravolta quando la polizia irrompe nella casa della serena famiglia. Lara (Elizabeth Banks) viene ammanettata e portata via sotto gli occhi del marito John (Russel Crowe) e del figlio di tre anni Luke (Ty Simpkins) perché accusata di omicidio.

Da qui John, stimato professore, inizia il proprio calvario, all’interno del quale cerca di provare in tutti i modi l’innocenza della moglie, verso la quale non ha mai nutrito il minimo dubbio, mentre cresce da solo e al meglio possibile il figlio. Ma le accuse verso la donna sembrano schiaccianti.

Dopo tre anni di reclusione e di sconforto, Lara tenta il suicidio. A questo punto John si rende conto che non può più aspettare e, dopo aver chiesto consigli ad un ex detenuto che riuscì con successo ad evadere da diverse prigioni, elabora un dettagliato piano per farla fuggire.

Da questo momento si può vedere il protagonista addentrarsi in un mondo sporco e crudele, abitato da assassini, spacciatori e delinquenti. Figure di cui ha, però bisogno per procurarsi tutto ciò che serve per la fuga e per iniziare una nuova vita con la moglie e per riunire la famiglia.

In “The Next Three Days” si assiste ad una vera e propria metamorfosi di un personaggio, e a cosa è disposto a fare ed a diventare per salvare la persona amata e per difendere la propria famiglia, la quale ha visto andare in pezzi da un secondo all’altro.

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Più che una pellicola sulla giustizia, tematica che ha comunque un notevole spazio, l’opera di Haggins va ad analizzare il cambiamento, quasi come una sorta di istinto primordiale che colpisce il personaggio e, in generale, l’essere umano quando si vede toccare quello che ama.

I film buoni sono sempre test della tua moralità. Non commetti un crimine o ti trasformi in un criminale senza pagare un prezzo. Quel prezzo può essere perdere tua moglie, perdere tuo figlio, oppure perdere chi sei. Qui non sai bene quello che lui perderà, ma sai che perderà qualcosa, ha spiegato il regista in un’intervista all’uscita del film.

Senza dubbio carico di azione, “The Next Three Days” non può essere, però, etichettato come un banale action movie, ma come una vera e propria discesa negli inferi nella mente di un uomo che si vede portare via tutto ma che, nonostante abbia ancora molto da perdere, sceglie di giocarsi quanto rimastogli fino all’ultimo istante.

IL TRAILER DEL FILM

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Malaika Sanguanini
Ok, amo il cinema. Fin da quando, da bambina, restavo a bocca aperta davanti al Gladiatore o al Frankenstein di Mary Shelley mentre gli altri si entusiasmavano per i cartoni animati. Dopo una laurea in Scienze dell’educazione e anni di lavoro nel settore, ho lasciato tutto dopo la seconda laurea in Scienze della comunicazione per fare ciò che amo di più: scrivere di cinema. Tarantino, l’enfant prodige Xavier Dolan e l’aura onirica di David Lynch sono punti di riferimento. Amo la scrittura perché, Bukowski docet, “scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle”.

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