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Tenebre e ossa: la nuova produzione Netflix è un viaggio tra amore e magia

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Uscirà tra pochi giorni, precisamente il 23 aprile su Netlifx, la trasposizione di “Tenebre e Ossa“, primo capito della trilogia fantasy scritta da Leigh Bardugo. “Shadow and Bone”, questo il titolo originale, è tra le serie Netflix più attese del 2021, fin dal momento in cui la piattaforma ne ha annunciato l’inizio della lavorazione, lo scorso 10 gennaio 2019 (anche se la produzione è entrata nel vivo nell’ottobre dello stesso anno). Tutti i fan della saga, ma anche curiosi, appassionati del genere o semplici divoratori di prodotti analoghi, restano alla finestra in attesa di poter vedere sul piccolo schermo i loro personaggi preferiti.

L’adattamento dei romanzi è realizzato da Eric Heisserer, già sceneggiatore di pellicole di grande successo come Nightmare (2010), Final Destination 5 (2011), Arrival (2016) e Bird Box (2018).Le riprese hanno preso il via a Budapest, in Ungheria, e l’ultimo ciak è datato febbraio 2020, con alcune scene girate anche a Vancouver, in Canada. Nel trailer rilasciato da Netflix veniamo subito catapultati nel mondo di Alina Starkov, un’adolescente orfana, che vive nel regno di Ravka. Alina è cresciuta insieme a Malyen Oretsey in un orfanotrofio di Keramzin.

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All’inizio della storia i due amici marciano verso l’Unsea, una striscia di terra, misteriosa e piena di mostri chiamati Volcra, che separa Ravka dal mare. Durante la traversata il battaglione di Alina e Mal viene attaccato da un gruppo di Volcra e Alina, per salvare il suo unico amico, mostra un potere che è in possesso unicamente dei Grinsha, persone in grado di manipolare gli elementi, che usano questi poteri come armi per difendere la città. Sono in grado di chiamare il fuoco, evocare il vento, fermare i cuori. Alina può evocare la luce, più precisamente la luce del sole.

Questa è la sinossi ufficiale rilasciata da Netflix:

“In un mondo diviso in due da un’enorme barriera dell’oscurità perpetua, dove creature innaturali si nutrono di carne umana, una giovane soldatessa scopre un potere che potrebbe finalmente unire il suo Paese. Ma mentre lotta per affinare il suo potere, forze pericolose la circondano. Ladri, assassini e santi ora sono in guerra, e per sopravvivere ci vorrà più della magia“.

Tenebre e Ossa è tratta dall’omonimo libro di Leigh Bardugo, che in Italia è stato pubblicato dalla casa editrice Piemme sotto il titolo di Tenebre e Ghiaccio. The Grisha Trilogy. La prima stagione della serie Netflix attinge anche dal romanzo Six of Crows (Sei di Corvi), scritto sempre dalla Bardugo e ambientato nello stesso universo, il cosiddetto Grishaverse.

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Durante un’intervista rilasciata ad Entertainment Weekly, quest’ultima ha spiegato l’origine della sua ispirazione.

“Nella maggior parte dei fantasy, l’oscurità è metaforica; è solo un modo di parlare del male (l’oscurità cala sulla terra, un’età oscura sta arrivando). Volevo prendere qualcosa di figurativo e renderlo letterale. Quindi la domanda è diventata: “E se l’oscurità fosse un luogo?” E se i mostri in agguato non solo fossero reali ma persino più orribili di qualsiasi cosa avremmo potuto mai immaginare sotto il letto o dietro la porta dell’armadio? E se fosse necessario combatterli sul loro territorio, essendo ciechi e indifesi nell’oscurità? Queste idee alla fine sono diventate l’Unsea.”

Il mondo fantastico di Ravka è plasmato sul modello dell’impero russo dei primi anni del 1800. Alla domanda sul perché avesse scelto un’ambientazione così particolare, l’autrice ha proseguito spiegando: “Penso che ci sia un enorme potere nelle immagini che associamo alla cultura e alla storia russa, questi estremi di bellezza e brutalità che si prestano anche alla fantasia. Onestamente, per quanto mi piacciano le spade e le bandiere – e credetemi, mi piacciono davvero tanto! – volevo portare i lettori in un posto che fosse un po’ diverso. La Russia al tempo degli zar mi ha dato un punto di partenza diverso “.

Nel cast troviamo volti noti e altri meno conosciuti:

Ben Barnes (Le cronache di Narnia, The Punisher) interpreta il Generale Kirigan alias l’Oscuro, comandante d’élite magica, Jessie Mei Li è l’orfana soldato Alina Starkov, Freddy Carter è Kaz Brekker, Archie Renaux porta in scena Malyen Oretsev, Amita Suman veste i panni di Inej, e Kit Young quelli di Jesper Fahey. A loro si uniscono anche Sujaya Dasgupta (Press, Guilt) nella parte di Zoya Nazyalensky, Danielle Galligan (Game of Thrones, Krypton) nelle vesti di Nina Zenik, Daisy Head (Harlots, Guilt) porta in scena Genya Safin e Simon Sears (Winter Brothers) è Ivan.

Per la prima stagione la piattaforma ha ordinato otto episodi che dovranno intrecciare le storie, i personaggi e le ambientazioni dei due libri della saga Tenebre e ossa e Sei di corvi. Questo ha indispettito non poco alcuni fan, che a seguito dell’annuncio da parte di Netflix dell’inizio della produzione della serie, su Twitter hanno esternato le loro perplessità.

Il trailer prospetta ambientazioni e caratteristiche a dir poco non convenzionali. Una storia unica che ci fa entrare in un mondo da scoprire con creature magiche, mostri e poteri misteriosi. Il tutto circondato da intrighi, misteri e colpi di scena.

Tenebre e ossa è una produzione Netflix e sarà disponibile solo sulla piattaforma digitale a partire dal 23 aprile, giorno in cui saranno caricati tutti gli 8 episodi della prima stagione.

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di Federica Prato

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Danser encore, la rivoluzione colorata che riempie le piazze d’Europa

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Trampoli, cartelloni, bolle di sapone, sax, grancassa, didjeridoo, chitarre e tammorra. Gli artisti tornano a riempire le strade con la canzone “Danser encore”, scritta da Haddour Hadadi e Les Saltimbanks di satira e denuncia sulle ripercussioni delle restrizioni anti-Covid sulla musica e sull’arte in generale.

Una canzone che sta spopolando in tutta Europa. Suonata e ballata in un flash mob spontaneo ma comunque nel rispetto delle regole imposte dall’autorità sanitaria.

Una rivoluzione colorata dunque, per chiedere un’attenzione su ambiti della società molto spesso trascurati. La situazione, come viene contestualizzato sul sito Magazziniresistenti.it, ha toccato nell’ultimo anno tutti gli ambiti economici. Il settore dello spettacolo, in particolare, fa ancora fatica a ritrovare i suoi luoghi naturali anche perché non c’è stato un movimento unitario che ha portato avanti le istanze degli artisti, molti dei quali sono rimasti per mesi in silenzio.

Cinema, teatri, ma anche piazze e spazi all’aperto, sono stati chiusi e resi indisponibili da una serie di provvedimenti sicuramente importanti, ma che mancano fin qui, colpevolmente, di una visione dei problemi del settore e di una strategia.

Da più di un anno la musica, il cinema, il teatro e tutte le altre forme d’arte trovano una possibilità di esprimersi unicamente via cavo o via satellite. Al gelo salariale per i lavoratori dello spettacolo si aggiunge l’ibernazione spirituale alla quale sono condannati i fruitori, costretti a surrogati di cultura in streaming.

Di qui la canzone proposta in italiano e adattata dal francese “Danser Encore” che si propone come un significativo invito alla mobilitazione dei corpi e delle coscienze.

“La canzone – viene spiegato ancora sul sito Magazziniresistenti.it – è stata ripresa dai vari gruppi attivi oggi per la riapertura dei teatri e dei luoghi di cultura in Francia. La musica è declinata in diversi arrangiamenti, le persone si ritrovano a cantare e a danzare insieme. Pur rispettando le misure di distanziamento, questi gruppi cercano di attirare l’attenzione di tutti sul fatto che la cultura è un bene essenziale”.

A questo link la versione originale della canzone.

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The Underground Railroad: per non dimenticare. Su Amazon Prime Video

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La ferrovia sotterranea“, questo il titolo italiano della nuova serie targata Amazon Prime Video, è tra i prodotti in uscita sulla celebre piattaforma streaming più interessanti degli ultimi tempi. Diretto da Barry Jenkins, premio Oscar per Moonlight, qui anche in veste di sceneggiatore, The Underground Railroad è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Colson Whitehead.

La storia è incentrata su Cora e Ceasar, due schiavi del sud-est degli Stati Uniti del XIX secolo che cercano di liberarsi dalle loro piantagioni in Georgia seguendo la Underground Railroad, descritta nel romanzo come un sistema di trasporto ferroviario anche se, in realtà, era formato anche da case sicure e percorsi segreti.

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Durante la conferenza stampa di presentazione della serie il regista si è soffermato a lungo sull’aspetto storico della produzione:

“Quello che mi è piaciuto di più è stato avere l’occasione di ricontestualizzare la storia dei nostri antenati attraverso l’esperienza di Cora (Thuso Mbedu). Nel corso degli episodi, la protagonista tenta di porre fine alla schiavitù in America. Al tempo stesso cerca di riconciliarsi con sua madre, e trovo che sia un modo interessante di presentare questa storia vera, ma anche di enorme portata. È stato molto complesso non avendo riferimenti biografici sulla sua vita, ricostruire il percorso di sua madre. È stata anche un’opportunità per mettermi alla prova”, ha spiegato Jenkins.

Un grande aiuto nella buona riuscita della serie è stato sicuramente dato dal cast, che ha sempre lavorato in simbiosi con il regista, portando ognuno un pezzo di sé nella produzione, dove troviamo nomi come Thuso Mbedu (nominata agli Emmy per il suo ruolo nella telenovela Is Thunzi), Chase W. Dillon, Aaron Pierre e Joel Edgerton (Il Grande Gatsby).

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In The underground railroad la protagonista Cora, interpretata da Thuso, viene inseguita dal cacciatore di schiavi Ridgeway, interpretato da Joel Edgerton, che durante la conferenza ha spiegato come sia stato coinvolto nel progetto:

“Ho sentito parlare del progetto, ho incontrato Barry in diverse occasioni. Avevo sentito che a molte persone è piaciuto moltissimo lavorare con lui su diversi progetti e quando ho scoperto di questo l’ho contattato subito facendogli sapere di essere interessatissimo all’idea. Gli ho chiesto se ne potessimo discutere insieme. Leggendo il libro la cosa che mi ha un po’ intimorito è che Ridgeway è tipo un gigante e io non lo sono, non sono piccolino ma neanche enorme. In ogni caso, mi sono fatto avanti e l’ho contattato. Quando ero più giovane avevo tantissima energia e slancio per i nuovi progetti, provavo a bussare a tantissime porte, e questo mi ha ricordato l’entusiasmo che ci mettevo. Perciò sono contento di aver cercato io Barry e di essermi proposto per il ruolo. A progetto ultimato devo dire di essere davvero grato di averlo fatto perché l’idea mi è piaciuta tantissimo”.

Altro pilastro portante della serie è Caesar, interpretato da Aaron Pierre (Kripton), che significherà molto per Cora: l’idea di una possibilità concreta della liberta, colui che la aiuterà a conquistare ciò che ha sempre voluto.

La condizione di schiavitù degli afroamericani è forse uno dei tratti più controversi della società americana del XIX secolo, un simbolo di frattura sociale che ancora oggi influenza la comunità statunitense. Il mondo del cinema ha più volte affrontato questo tema negli anni e da qualche tempo anche il mondo seriale si è interessato all’argomento, iniziando a creare prodotti che spaziano in vari generi, dall’horror di Lovecraft Country e Them, a storie più contemporanee come Detroit e Monster.

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Complice anche l’impegno di movimenti come il Black Lives Matter, il tema razziale sta diventando tra i più gettonati e delicati a Hollywood, dove viene affrontato ed esplorato con una libertà mai avuta in precedenza. I dieci episodi che compongono The Underground Railroad saranno disponibili su Amazon Prime a partire da venerdì 14 maggio.

Una serie che si preannuncia come impegnativa, sia per l’impatto emotivo che sarà capace di generare, sia dal punto di vista tecnico dove ogni elemento, dalla colonna sonora alla fotografia, concorre a creare questa dirompente vicenda che ha come obiettivo quello di non lasciare che il passato venga dimenticato.

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“Love, Death and Robots”: quando l’animazione incontra la serialità

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Il 19 aprile Netflix ha rilasciato il trailer della seconda stagione di Love, Death and Robots serie antologica di animazione per adulti creata da Tim Miller e prodotta da Joshua Donen, David Fincher (Mank) e Jennifer Miller.

La serie nella prima stagione, andata in onda a giungo 2019 e composta da 18 episodi, si è rivelata un piccolo gioiello, sia dal punto di vista tecnico che da quello della qualità del racconto. Proprio come Black Mirror, anche questo prodotto si compone di episodi autoconclusivi, la cui trama cambia non solo in ogni episodio ma anche per ognuna delle tre mini puntate che lo compongono.

La seconda stagione sarà composta da otto episodi e da quello che trapela attraverso il trailer tratterà di nuovo di molteplici temi, attraversando generi come il fantasy, l’horror e l’erotismo, il tutto rivisitato in chiave pop.

Elettrodomestici automatizzati che impazziscono; ragazzi che ammirano le balene aliene mentre saltano sul ghiaccio; un astronauta ferito, intrappolato con un robot sanguinario; un viaggio in treno nel bel mezzo di una sinistra pianura; due bambini che sperano di incontrare babbo natale; un agente immortale che deve tenere sotto controllo il sovrapopolamento; un misterioso fuggiasco nascosto in un deserto alieno e un gigante spiaggiato a cui il mondo presto si abitua.

Queste sono le storie che ci vengono presentate attraverso frammenti di immagini, con grafiche e colori che ci ricordano quanto Netflix stia puntando più sulla qualità dei prodotti rispetto alla quantità, perché, anche se con un numero notevolmente inferiori di puntate, questa nuova uscita mira a riconquistare i premi e riconoscimenti (4 Emmy Awards) che gli sono stati meritatamente attribuiti con il primo volume.

Grande attesa anche per la scoperta di chi comparirà nel cast di questa nuova antologia. Un altro punto forte della serie è proprio quello di affiancare alle animazioni attori in carne e ossa, che nella prima stagione ci ha regalato apparizioni di attori del calibro di Topher Grace, Samira Wiley, Mary Elizabeth Winstead, Helen Sandler e Gary Cole, per citarne alcuni.

Questa la sinossi ufficiale rilasciata dalla piattaforma: «Love, Death and Robots è una collezione di racconti brevi animati che spazia tra fantascienza, fantasy, horror e commedia. Caratterizzati da narrazioni audaci, gli episodi sono ideati per essere facili da guardare ma difficili da dimenticare».

Gli otto episodi di Love, Death and Robots volume due saranno disponibili su Netflix a partire da venerdì 14 maggio. La serie è già stata rinnovata dalla piattaforma per una terza stagione, attesa nel palinsesto per il 2022, anche se al momento non è ancora stata resa nota una data ufficiale di uscita.

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