Stephen King, dal Maine a Scampia: la Marotta&Cafiero stamperà “Guns”

Con oltre 350 milioni di copie vendute dagli esordi, una serie sconfinata di trasposizioni delle proprie opere sul grande schermo, e un’infinità di fan sparsi in giro per il mondo, Stephen King è tra gli scrittori e autori più amati e celebrati degli ultimi cinquant’anni. Il suo universo fatto di mostri, paure che prendono vita, spettri, soprannaturale e fantascienza non smette di affascinare e la sua prossima opera porterà con sé anche un po’ d’Italia. Sarà la Marotta&Cafiero, casa editrice campana, a stampare “Guns”.

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“Pubblichiamo Stephen King! Oggi è una giornata storica! Il giorno in cui un editore napoletano pubblica un autore planetario. Sul podio dell’editoria mondiale, uno scrittore da 350 milioni di copie. Un grande giorno per la Campania. Oggi proviamo a diventare un editore nazionale. Grazie a Roberto Santachiara. Benvenuto King, Stephen King!”, è il messaggio che la Marotta&Cafiero ha scritto sul proprio profilo Facebook.

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Marotta & Cafiero ha origine dalla famosa casa editrice napoletana “Alberto Marotta Editore“, che negli anni ’60 balzò agli onori della cronaca editoriale con pubblicazioni di altissimo livello. Negli anni ’80 le redini editoriali passano da Alberto Marotta a suo figlio, Tommaso Marotta, che guiderà l’impresa familiare sotto il nome di “Tommaso Marotta Editore” fino al 2000, anno in cui entra in società Anna Cafiero, il cui cognome dà la dicitura all’attuale Marotta & Cafiero editori.

Nel 2010, dopo 50 anni sotto la guida della famiglia Marotta, l’impresa viene rilevata da Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo, dell’associazione Vo.di.Sca. (Voci di Scampia) che trasportano la storica sede di Posillipo nel quartiere di periferia di Scampia, trasformandola in una casa editrice indipendente che si occupa di narrativa sociale e d’impegno con particolare riferimento alla città di Napoli. La Marotta & Cafiero non vuol essere solo una società capitalista che usa come fonte di guadagno la letteratura, il prodotto libro, ma un’impresa culturale-politica, che si occupa dei problemi del suo tempo, che utilizza la carta stampata come strumento di cambiamento delle coscienze e della società. 

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“Guns” è un breve saggio pubblicato dallo “Zio”, qualche anno fa. Venne messo in distribuzione online per 99 centesimi. Ora, finalmente, uscirà anche in versione cartacea, il prossimo 4 maggio. Il saggio è stato ispirato dalla strage del Connecticut avvenuta nel 2012, all’interno della Sandy Hook Elementary school il 14 dicembre. Vi furono 28 vittime, di cui 20 bambini, freddate dal killer Ryan Lanza che prima di recarsi alla scuola uccise anche il padre in casa. Poi sparò anche alla madre insegnante e a diversi suoi alunni, tutti tra i 6 e i 7 anni.

King non ha mai nascosto il proprio disappunto per la facilità con la quale negli Stati Uniti si possono acquistare armi da fuoco. Un mercato in mano alle grande lobby e ai giganti dell’industria bellica. La possibilità di possederne una, però, è annoverata anche come diritto costituzionalmente garantito dal secondo emendamento che recita “Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto“.

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Sullo stesso, però, da anni si dibatte, spaccando di fatto l’opinione pubblica e anche quella internazionale. Innumerevoli le stragi che si sono succedute dal dopo guerra in avanti. Oltre a quella nel Connecticut come non ricordare il massacro della Columbine High School in Colorado nel 1999. In quella circostanza due studenti, Eric Harris e Dylan Klebold, dopo aver acquistato delle armi online, scaricarono la loro rabbia e frustrazione all’interno dell’istituto uccidendo 12 studenti e un’insegnante e ferendo altre 25 persone. Al termine della strage, si suicidarono. Gli eventi ispirarono anche il film “Elephant” di Gus Van Sant (con il quale vinse anche la Palma d’oro e il premio per la Miglior regia al Festival di Cannes) e “Bowling a Columbine“, docufilm di Michael Moore.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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