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Musica

“Spremuta di fedi nuziali”, dagli Ex Moglie un condensato di separazioni in sfumature di rosa

Fabio Iuliano

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Esce oggi “Spremuta di fedi nuziali – Pink Edition” il primo EP autoprodotto dei milanesi Ex Moglie. Un lavoro di produzione firmato da Marco Di Martino, è un lavoro nel quale il synth pop moderno si contamina con lʼelettronica, e l’ispirazione proveniente dalla psichedelia più genuina viene reinterpretata con suoni contemporanei. Il trio sposa una concezione di show completamente nuova, con un mix di arti visive, arte digitale, videoarte, industrial design, videomapping, fotografia e videomaking, di cui i tre sono autori ed esecutori tanto quanto delle canzoni che suonano.

Ex Moglie, trio composto da Davide, Erika e Francesco, è un progetto totalmente indipendente nato a Milano sei anni fa e del quale sarebbe riduttivo parlare riferendosi solo alla musica. Il loro immaginario, infatti, è un mix di arti visive. Dal punto di vista musicale, nell’EP, il synth-pop moderno, l’elettronica e la neo-psichedelia incontrano le forti personalità vocali di Davide ed Erika; nei testi, poi, si esplora un territorio in cui apparenza e sostanza si mescolano, con una scrittura fortemente basata sulle immagini, immagini che a volte servono solo a raccontare, altre volte escono dal testo per entrare nei visual, quasi a voler cancellare il confine che divide contenuto e contenitore.

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Senza cercare di dare risposte semplici a domande complesse, gli Ex Moglie descrivono lʼuomo nella sua solitudine, noncurante delle proprie radici e senza un futuro al quale aggrapparsi. Una visione pessimista nella quale l’esistenza stessa dell’uomo diventa la sola possibile soluzione agli errori, e di conseguenza la speranza viene riposta in una evoluzione della socialità.

Non possiamo non lasciare un segno siamo graffi e problemi incisi nel tempo tutti sfumature dello stesso disegno disegnati vibriamo piano per provare ogni senso

“Il progetto Ex-Moglie – raccontano i tre – sviluppa il concetto di arte a più livelli: arti in contemporanea, quasi arti marziali. Il nome, portatore sano di acidità, preannuncia un punto di rottura in tutti i sensi, a partire dal logo che raffigura una mano maschile con lʼanulare rotto ma provvisto di fede nuziale. Tendiamo a tutelare ed esaltare la figura femminile: consapevole, libera e forte sia da sola che nelle sue dimensioni di compagna e madre. Il nostro logo contenuto nella copertina dellʼEP è segno di una rottura col passato senza amnesie, racchiudendo così in se alcuni dei temi a noi più cari. Abbiamo estratto una parte del nostro mondo, da questo nasce il nome dellʼEP, ‘Spremuta di fedi nuziali pink edition’ è un condensato di separazioni, quelle che ci hanno portato ad essere uniti mentre lavoravamo a questi brani e che ci hanno fatto vedere la scissione e la perdita, come la più comune delle storie. Scrivere di noi stessi è come scrivere della condizione umana che ci vede spesso sfiduciati ma nella quale allo stesso tempo non dobbiamo – e non vogliamo – perdere le speranze”.

Gli Ex Moglie, con un ottimo seguito nell’undergoround milanese, hanno già presentato dal vivo la loro proposta musicale inedita, di recente in apertura ai The Winstons al Serraglio e in occasione del format Brilla al Circolo Ohibò. Il trio unisce alla musica live la forma-installazione, “mixed visual arts” , una performance basata sullʼinterplay tra immagini e musica che si fondono ripetutamente e incessantemente grazie alla tecnica del videomapping.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Shape Of Water: gli electro-rockers tornano con un nuovo Ep

Luigi Macera Mascitelli

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La nota casa discografica Eclipse Records fa sapere che gli electro-rocker Shape Of Water sono pronti a rilasciare un nuovo Ep. Il titolo sarà Lockdown On Mars, e verrà pubblicato il 21 febbraio 2021.

La band nasce nel 2004 a San Benedetto del Tronto ad opera dei connazionali Rox Capriotti e Luca De Falco. Inizialmente sotto il nome The Lotus, il duo decide poi di spostarsi in Inghilterra a Manchester. Qui i nostri daranno il via alla loro carriera musicale per poi sciogliersi e riformarsi nel 2018 come Shape Of Water.

Il qui presente Ep, che esce dopo l’album Great Illusion del 2020, contiene alcune tracce reinventate estratte dal full-length. In particolare troverete al suo interno una nuova versione di acclamati brani come Mars-X e The World Is Calling Me. Il disco è stato prodotto da Paul Reeve (Muse, Supergrass, Beta Band) e mixato da Rox Capriotti.

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Queen: Brian May ha composto il miglior assolo della storia

La notizia giunge dalla rivista inglese Total Guitar che qualche giorno fa ha indetto un sondaggio tra i lettori

Luigi Macera Mascitelli

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Il popolo ha parlato. È Brian May, ex chitarrista dei Queen, l’uomo che ha composto il miglior assolo di chitarra di tutti i tempi.

La notizia giunge dalla rivista inglese Total Guitar che qualche giorno fa ha indetto un sondaggio tra i lettori. Lo scopo era decretare chi, tra cinquanta assoli proposti, avesse scritto quello più bello e significativo. Il responso è stato chiaro ed inequivocabile: Bohemian Rhapsody, estratta dal celebre A Night at the Opera del 1975, contiene il miglior assolo della storia del rock ad opera di Brian May!

Leggi anche: “A Night at the Opera: il capolavoro dei Queen compie 45 anni

Il brano è storicamente riconosciuto come una perla di rara bellezza che assicurò ai Queen un successo a livello mondiale. Basti pensare che nel 2017 il brano è diventato il quarto più venduto nel Regno Unito. Mentre nel 2018, grazie al film omonimo con Rami Malek nei panni di Freddie Mercury, Bohemian Rhapsody è in assoluto il singolo del XX secolo più ascoltato di sempre in streaming, con oltre 1,6 miliardi di riproduzioni.

Un altro grande traguardo per una band che continua imperterrita ad attirare l’attenzione -meritatissima- e l’amore dei fan, dal più anziano al più giovane. Lo stesso Brian May, tramite il suo profilo Instagram, ha detto la sua, ringraziando tutti per il costante supporto e l’affetto ricevuti.

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Spotify presenta la playlist dedicata al jazz italiano

Redazione

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Spotify presenta Jazz Italia Playlist Takeover: la playlist dedicata alla scena jazz del nostro paese.

Ogni mese, a partire da oggi, la playlist sarà curata da un grande nome del jazz italiano che selezionerà per Spotify 50 pezzi tra i più rappresentativi nella storia italiana del genere. Nel corso dell’anno gli utenti potranno quindi ascoltare le tracce preferite da artisti del calibro di Fabrizio Bosso, Danilo Rea, Maria Pia De Vito, Roberto Gatto, e molti altri eccezionali musicisti.

Il primo takeover, già disponibile sulla piattaforma, è stato affidato a Paolo Fresu, uno dei più noti trombettisti italiani nel mondo, che ha spiegato a Spotify quali sono i criteri fondamentali da tenere in considerazione per comporre una playlist che rappresenti la storia del jazz italiano:

Non è semplice, perché il jazz italiano è oggi una realtà ricca ed eterogenea e perché rappresenta una storia importante che parte dal dopoguerra fino ad oggi. Non si possono non scegliere i brani dei nostri padri putativi come non si possono non scegliere i brani che hanno caratterizzato alcuni movimenti stilistici che hanno portato fino al presente. Certo: per quanto mi riguarda sarebbe stato bello inserire alcuni dei tanti nomi del jazz di oggi, soprattutto dei bravissimi e talentuosi giovani leoni e giovani leonesse… Scegliere cinquanta brani è come rispondere alla domanda dei tre dischi da portare sull’isola deserta… Ci saranno altri artisti che prepareranno altre playlist e ci saranno altre isole da abitare”.

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