Road to Oscars 2021: Soul, non è mai tardi per vivere

Cosa accende la scintilla che è dentro di noi? Come si delinea la personalità di un individuo? Sono le casualità della vita a tracciare le nostre strade o fa tutto parte di un disegno prestabilito? Per secoli, psicologi, filosofi e teologi hanno invano cercato il senso della vita. In poco più di 100 minuti, è il nuovo lungometraggio co-prodotto da Pixar Animation Studios e Walt Disney Pictures, Soul, che prova a rispondere ad alcuni dei più reconditi enigmi della natura umana.

E prova a farlo, senza dubbio, nel migliore dei modi: Miglior film d’animazione, Miglior colonna sonora originale e Miglior sonoro, sono le categorie in cui Soul, co-diretto da Pete Docter e Kemp Powers, gareggerà ai 93esimi Academy Awards il prossimo 25 aprile.

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COSE DELL’ALTRO MONDO

Joe Gardner insegna part-time musica in una scuola media. Quando riceve dalla preside la notizia della sua assunzione a tempo indeterminato, Joe sembra tentennare. Non che sia scontento. Posto fisso, un’assicurazione sanitaria e l’allettante prospettiva di una serena pensione gli suggerirebbero di firmare il contratto. Esattamente tutto ciò che una persona possa desiderare. O sarebbe meglio dire: “potrebbe desiderare”. Perché Joe ha un sogno.

Lui vuole intraprendere una carriera da pianista jazz. Far volare le sue dita sul piano, isolarsi da tutto ciò che lo circonda e liberare la sua anima. E quando il Dorothea Williams Quartet gli propone un ingaggio, Joe è così entusiasta che corre per le strada, danza, esulta. È così fuori di sé che non si accorge di un tombino scoperto, proprio davanti a lui.

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È all’improvviso che tutto diventa buio, silenzioso e l’anima di Joe, assieme a quella di tanti altri, si ritrova su di un tapis roulant verso l’Oltremondo. Ma come accadeva a Warren Beatty ne Il paradiso può attendere nel 1978, Joe non ci sta. Non è possibile che la sua vita finisca a un passo dalla realizzazione del suo sogno.

Allora fugge, scappando da quel luogo solo per finire nell’Antemondo, dando il via a una serie di equivoci e avventure che lo condurranno, attraverso un percorso di crescita interiore, a riempire la propria anima con la “scintilla” della vita.

IL JAZZ, L’ANIMA E LA VITA

Soul è anima, e il jazz è l’anima di Joe. È la scintilla che lo porta a riscoprire se stesso, calatosi abilmente nei panni di “mentore” per l’anima cinica e fastidiosa della coprotagonista “22”, e a raggiungere i propri sogni. Il jazz, quindi, ad accompagnare le avventure del primo protagonista afroamericano di casa Pixar. La musica nera per eccellenza e anima (ancora lei) di musicisti come Miles Davis, Charlie Parker, Thelonious Monk e quelli ritratti nei quadri di casa Gardner.

La musica è parte integrante del film. Lo è per tutte le opere Disney-Pixar, sia chiaro. Ma se a curare un comparto sonoro chiami artisti del calibro di Trent Reznor (personalità di spicco e frontman dei Nine Inch Nails) e Atticus Ross (uno dei più grandi produttori discografici britannici), quella statuetta d’oro non sembra più un miraggio. E se nella versione originale a doppiare i protagonisti sono Jamie Foxx e Tina Fey, in Italia, il delicato compito di dare voce ai due personaggi è affidato a Neri Marcorè e Paola Cortellesi.

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Non è la prima volta che gli sviluppatori americani si confrontano con tematiche filosofiche quali l’inconscio e l’aldilà. È successo con Inside Out e con Coco, prima di Soul. Stavolta, però, l’intenzione dei produttori era quella di alzare ancora di più l’asticella, dando vita a un’opera sognante e multisensoriale, in grado di portare tutto su un piano quasi metafisico.

Se ne Alla ricerca di Nemo , Monsters Inc. e Ratatouille, la Disney-Pixar viveva realtà fisiche come gli oceani, San Francisco e Parigi, in Soul ad essere esplorato è l’inconscio umano, con tutte le sue stratificazioni. Il lungometraggio di casa Pixar si misura con la morte e col jazz. Spinge i protagonisti a riconoscere, affrontare e superare i propri limiti, le proprie paure e le proprie insicurezze. “Tranquillo, un’anima qui non può essere schiacciata. Per quello c’è la vita sulla terra“.

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