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Teatro

Riaprire subito cinema e teatri, test rapidi per favorire il ritorno del pubblico

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UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) e FIA (International Federation of Actors) chiedono che si torni a pensare alla riapertura dei cinema e dei teatri come a una priorità assoluta.

C’è un silenzio assordante e alquanto sinistro. Stanchezza e rassegnazione, unite a stati di euforia da streaming, rischiano di far calare definitivamente il sipario sulle sale. Che se ne senta l’urgenza, che si avverta la ferita.

“Noi la sentiamo. Alle proposte già avanzate nelle sedi istituzionali per una più rapida ed equa ripartenza, UNITA e FIA aggiungono ora una proposta spettacolo covid free“.

Da settembre, all’aeroporto di Fiumicino, ha preso il via la sperimentazione ‘Covid Free’ su due voli Roma-Milano, ormai estesa anche alla tratta Roma-New York. Trasmissioni televisive riempiono regolarmente gli studi con figuranti in platea. UNITA e FIA propongono di applicare lo stesso protocollo a tutto lo spettacolo. Teatro e Cinema possono riaprire, con civico senso di responsabilità sanitaria e a full capacity .

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Come funziona? Al botteghino operatori sanitari effettueranno i test rapidi con risultato immediato (tampone salivare – esito in 3 minuti). Così come sugli aerei e negli studi televisivi, si potrà entrare a teatro e al cinema solo se negativi al tampone rapido.

In caso di esito positivo al tampone, invece, scatteranno i protocolli sanitari previsti. Potranno evitare di sottoporsi al test le persone che presenteranno la certificazione di un tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti l’evento (con risultato negativo).

Unita e Fia invitano un teatro, un cinema, una Regione, un Comune, a lanciare con noi il progetto pilota. Il segnale politico sarebbe innovativo e inequivocabile. Il messaggio ai cittadini sarebbe chiaro: “Vuoi fare un tampone? Vai al cinema o a teatro!”.

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Teatro

Il Teatro Off (limits) torna ad accogliere il pubblico con la commedia “L’Amante”

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Tutto pronto per il secondo appuntamento della rassegna teatrale Eros Off (limits) – La passione va in scena del Teatro Off (limits). Si intitola L’amante lo spettacolo che andrà in scena il prossimo 23 maggio alle ore 18.30 all’interno del Castello Orsini Colonna e che segna il ritorno del pubblico in sala.

In forma ridotta, secondo le disposizioni governative, gli spettatori potranno tornare a godere, previa prenotazione obbligatoria, di uno spettacolo dal vivo, nel rispetto delle normative anti-contagio. La commedia, che rientra nella rassegna patrocinata dal Comune di Avezzano, sarà trasmessa anche in streaming sul canale 119 del digitale terrestre e sui canali social di Info Media News e del Teatro Off (limits).

«Richard: Viene il tuo amante, oggi?

Sarah: Mmnn.

Richard: A che ora?

Sarah: Alle tre.»

Inizia così L’Amante, l’atto unico scritto nel 1962 dal Premio Nobel per la letteratura Harold Pinter e realizzato dagli allievi attori dell’Officina Teatrale Maria Beatrice Lo Re e Stefano Doschi, guidati alla regia da Alessandro Martorelli e con la partecipazione straordinaria di Antonio Pellegrini. A giudicare dalle prime battute sembrerebbe trattarsi di una commedia basata sul più classico dei triangoli amorosi: Richard e Sarah sono una coppia apparentemente ordinaria. Lui è un rispettabile uomo d’affari sempre impegnato, lei una casalinga un po’ annoiata dalla monotonia della vita coniugale che per distrarsi, ha una relazione con Max.

Richard però è a conoscenza di questo rapporto extraconiugale di Sarah, ma ciononostante la coppia sembra andare d’accordo… Come mai Richard accetta così di buon grado l’adulterio della moglie? Qual è il segreto che si cela dietro questo ménage in cui la coppia sembra trovare il suo equilibrio? Ma come in ogni storia di Pinter, ciò che sembra in superficie è completamente opposto in profondità. Ed infatti il colpo di scena è dietro l’angolo…

Costo biglietto: 10 €

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA AL NUMERO: 366/6555303

Su Produzioni Dal Basso la raccolta fondi per sostenere il Teatro indipendente in questa fase di ripartenza: https://www.produzionidalbasso.com/project/tutti-sul-palco-con-teatro-off-limits/

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Teatro

Otello e Desdemona, l’eterna violenza

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Otello” ovvero “La tragedia di Otello, il moro di Venezia” è il dramma che William Shakespeare scrisse intorno al 1603. La trama è nota: Otello è un moro, al servizio della repubblica veneta, al quale è stato affidato il compito di comandare l’esercito veneziano contro i turchi nell’isola di Cipro. Otello parte da Venezia in compagnia del luogotenente Cassio. Lo segue Desdemona, sua moglie, scortata da Iago e dalla sua consorte, Emilia.

Desdemona è sposata con Otello in gran segreto. All’arrivo, scoprono che la flotta turca è stata distrutta dalla tempesta. L’infido alfiere Iago tenta di far destituire Cassio, riuscendoci con un espediente, grazie all’aiuto di Roderigo. Con l’ignara complicità della moglie Emilia, Iago fa arrivare un prezioso fazzoletto di Desdemona tra le mani di Cassio, convincendo Otello del tradimento di Desdemona.

Le false difese di Cassio da parte di Iago, e le sue studiate reticenze, sono la parte centrale dell’opera di persuasione che sfocia nella furia cieca del Moro. Otello uccide Desdemona nel letto nuziale soffocandola, travolto dalla gelosia. Emilia rivela che il tradimento di Desdemona era soltanto un’invenzione di suo marito, il quale la uccide. Otello, preso dal rimorso, a sua volta si toglie la vita. Iago, infine, viene portato via e torturato. Cassio, invece, prende il posto di Otello, al servizio della repubblica veneta. 

Rabbia condita da pensieri sanguinari per un amore possessivo e morboso. Otello, sentendosi oltraggiato, da innamorato devoto passa ad essere padrone vendicativo. Al di là della distinzione dei concetti di simile e dissimile, in Otello ci sono dunque, purtroppo, tutti gli ingredienti di una trama tipica degli odierni episodi di cronaca nera: abbiamo una storia perturbante che procede come un racconto di suspense e sfocia nella tragedia della gelosia e del sesso. Quando subentrerà la gelosia (il mostro dagli occhi verdi), si affermerà la cultura del sospetto e del dubbio, Otello smetterà di amare Desdemona e scoppierà il caos. 

Scuotono nel rileggerle oggi con tetra quanto chiara attualità, le ultime parole di Desdemona, soffocata e uccisa dalla violenta gelosia del suo amato; alla domanda “Chi ha commesso questo delitto?” Desdemona risponde flebile prima di spirare: “Nobody, I myself. Nessuno, io stessa”. E si congeda richiamando il suo infinito amore per Otello, il suo assassino: “Addio. Ricordami al mio adorato signore. Addio!” 

Desdemona, agonizzante, scagiona il suo carnefice. Accetta il destino avverso iscritto nella propria maligna stella e difende fino alla fine l’amore che l’ha privata della vita: “io l’amo, amo anche la sua asprezza, il suo cipiglio, i suoi rabbuffi”. Otello, “assassino d’onore”, è graziato dal suo infinito amore. Un omicidio letterario che racconta, con raffinata analisi psicologica, l’orrore mediatico che sempre più spesso invade le nostre cronache quotidiane. Uno sguardo tagliente sulle inspiegabili reazioni delle vittime che sorpassa le fredde analisi giudiziarie delle motivazioni dei carnefici.

Nel momento più infame della terribile follia di Otello, che si accinge a uccidere l’innocente moglie Desdemona, il genio di Shakespeare la vede e ce la mostra ancora viva, e già morta: bianca come la neve, immacolata, e già liscia come alabastro, parente del marmo e della statua mortuaria. 

Tutto ciò non può e non deve essere ridotto alla tragedia della gelosia. 

Né della calunnia, della perfidia, peraltro molto evidenti nel diabolico Iago. No, non basta. Calunnia, maldicenza, invidia, desiderio del male, così come gelosia, sono realtà distribuite in tutta l’opera di Shakespeare,  nelle commedie drammatiche, come Molto rumore per nulla, o romanzesche, come La tempesta, o nella inarrivabile tragedia Amleto.

In questo caso è diverso: Otello non è vittima di Jago, è suo complice. L’antagonismo Otello-Jago, su cui la presenza di Desdemona incide con la mite tragicità di una vittima sacrificale, si rivela drammatica coesistenza di due stati di esaltazione, due maschere di una stessa realtà minata da follia primordiale e fragilità.

Iago invidia Otello, tutti e due odiano, sopitamente, la donna. Iago crede di distruggere Otello, ma questi è uno strumento della rovina finale di Desdemona. Iago odia l’armonia, Otello inconsciamente non vede l’ora di spezzarla. Desdemona è troppo donna per essere vera. Quindi va uccisa, in nome di un amore manipolato e perverso. Otello è la tragedia dell’uomo che non riesce a sconfiggere sé stesso, pratica lo sport più antico dell’umanità, eppure così attuale: la violenza del maschio sulla donna. Una violenza esercitata per il puro piacere di reprimere la presenza femminile in se stesso e nel mondo.

E il Bardo così ce lo racconta…

Foto: Internet Archive Book Images

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Teatro

Teatro Valdoca presenta “ENIGMA. Requiem per Pinocchio” con una prima nazionale

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Teatro Valdoca presenta la sua opera della maturità, nata da una ricerca artistica di due anni intorno alla figura di Pinocchio: una partitura di canto, suono dal vivo e movimento diretta da Cesare Ronconi sui versi originali di Mariangela Gualtieri (anche in scena).

Al centro di un panorama onirico, due giovani e potenti performer, capaci di segnare lo spazio e lo sguardo come poche altre: Silvia Calderoni, Pinocchio, e Chiara Bersani, la Fatina, alla quale la Gualtieri presta la voce dal vivo, e Matteo Ramponi sostiene la sua azione scenica. Il canto dal vivo è di Silvia Curreli ed Elena Griggio; il paesaggio sonoro, fra materico e metafisico, è creato da Enrico Malatesta, Attila Faravelli e Ilaria Lemmo.

ENIGMA. Requiem per Pinocchio riapre venerdì 14 e sabato 15 maggio alle ore 19.00 le porte del Teatro Bonci di Cesena, con una prima nazionale, «nell’emozione grandissima del ritorno al teatro vivo», come scrive Teatro Valdoca.

Come si diventa umani? Come si resta fedeli all’infanzia? Un corpo di legno giace in proscenio. I suoi pezzi sono smembrati e arsi. «Pinocchio, dinoccolato, scatenato e a tratti malinconico, si sporge tutto verso di noi: sulla soglia fra vivi e morti, viene ad immunizzarci dalla paura della morte, in un tempo allarmato di conta quotidiana dei caduti» scrive la drammaturga.

I personaggi ben noti della fiaba sono già scomparsi, inghiottiti dal racconto ormai lontano. Non appaiono. Pinocchio, in carne e ossa, è tenero e scapestrato, maschio e femmina, solo: «ancora tira calci, ha nel corpo quella frenesia di fuga, quella fame di mondo, e poi la tenerezza dell’orfano, l’insolenza del ragazzo, la leggerezza di un’infanzia che perdura, il senso di disperata impotenza di chi ora pare senza futuro».

«La Fatina dà voce ad un femminile pacifico e savio, magico e profondamente legato a piante e animali. È un femminile che vorrebbe inaugurare un nuovo tempo, un tempo in cui si possa avere una cura per tutto, farsi carico di tutto perché ora tutto è stato violato, divorato».

Teatro Valdoca è una delle storiche compagnie italiane di teatro d’arte e d’autore. Nato nei primi anni Ottanta a Cesena, ad opera di Cesare Ronconi, regista, ideatore di luci e scene, e Mariangela Gualtieri, poeta e drammaturga. La forte dinamicità ed espressività dei corpi degli interpreti, la messa in scena di opere originali in versi, la Scuola Nomade per giovani attori e attrici, insieme all’essenzialità dell’apparato scenico, costituiscono la poetica della Compagnia.

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