Rammstein, caos Lindemann: la Bild conferma positività al Covid-19 ma la band smentisce. Cosa c’è di vero?

Nella giornata di ieri la notizia della positività di Till Lindemann al Covid-19 si era rincorsa con estrema rapidità, lasciando di stucco i fan di tutto il mondo. A darne notizia è stato il Bild, quotidiano tedesco tra i più autorevoli e seguiti in Germania. Difatti non ci sono state smentite. Non subito, almeno. Il cantante dei Rammstein avrebbe contratto il virus in Russia, dove era impegnato nel tour con Peter Tägtgren.

Lindemann avrebbe accusato i primi sintomi e malori proprio nelle ultime date, salvo poi essersi sentito male una volta tornato a casa. Da qui il ricovero in un ospedale di Berlino (sotto consiglio dai medici) dove, dopo tutte le valutazioni del caso e diverse Tac, si sarebbe palesata l’infezione da Covid-19. La successiva febbre alta e le difficoltà respiratorie avrebbero confermato i sospetti dei sanitari che, vista la gravità (o presunta tale) delle condizioni di salute del cantante, ne avrebbero predisposto il ricovero d’urgenza in terapia intensiva.

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Sempre nella giornata di ieri, però, a distanza da poche ore da questa notizia (riportata dai media di tutto il mondo), è arrivata la smentita ufficiale da parte della band. Questo il messaggio apparso sul profilo Facebook del gruppo tedesco:

“Ieri sera Till Lindemann è stato ricoverato in ospedale su consiglio del medico della band. Ha trascorso la notte in terapia intensiva ma si sente meglio. Fino a quando non è risultato negativo per il coronavirus”.

Una smentita secca e inequivocabile che, però, non chiarisce del tutto cosa sta accadendo. I dubbi restano. Sulla carta, e regolamento alla mano, non si può – non si potrebbe – predisporre un ricovero solo ed esclusivamente su impulso di parte, magari di un medico privato. Lo stesso seguirebbe ad attenti e scrupolosi accertamenti da parte degli operatori presidio sanitario dove il malato viene portato. La terapia intensiva, peraltro, è un reparto a uso esclusivo, riservato solo a coloro che, purtroppo, presentano uno stato di salute critico e, in molti casi, sono a rischio vita.

Risulta poco credibile, quindi, che venga scritto “è stato ricoverato in ospedale su consiglio del medico della band“. Probabile che si sia trattato di una fuga di notizie. Certo è che Lindemann è ricoverato a Berlino e che ha presentato – presenta tutt’ora? – i sintomi da Covid-19. Giusta la presa di posizione della band e della famiglia nel chiedere con forza il rispetto della privacy. Quella viene prima di tutto. Ma quando vengono messe in giro voci con questa insistenza, forse si dovrebbe fare più attenzione.

Quello che attualmente sappiamo, anche a seguito delle recenti comunicazioni, è che il frontman tedesco non è più in terapia intensiva (c’è stato realmente?) e che risulterebbe essere negativo al tampone per il Covid-19. Come detto, i dubbi restano e le varie versioni sono piuttosto discordanti. Ciò che importa è che Lindemann sia in via di guarigione. Lui come le centinaia di migliaia di persone che lottano contro questo terribile virus.

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Licia De Vito
Archeologa, nata e cresciuta in Abruzzo, vive a Roma dal 2009. Dopo la laurea magistrale conseguita presso l’Universita “La Sapienza” di Roma ha proseguito gli studi frequentando la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dello stesso ateneo. Appassionata di storia e viaggi, avrebbe voluto essere Lara Croft, è diventata un “Ummarell”.

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