Quentin Tarantino a Che tempo che fa: se non avessi fatto il regista sarei finito in galera

Ospite al Festival del Cinema di Roma, Quentin Tarantino è stato anche ospite di Fabio Fazio a Che Tempo che fa. Un’intervista a tutto tondo con il regista americano straripante come al solito.

Sono onnivoro di film, mi piacciono molti generi, dagli spaghetti western al poliziesco, ecco perché nei mie film ci sono molte influenze”, ha spiegato Tarantino, che ha parlato anche del figlio di due anni, Leo, con cui ha visto Cattivissimo Me. “I primi venticinque minuti che abbiamo visto il film era assolutamente preso, poi è andato a prendere i giocattoli ma comunque era incollato allo schermo”.

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“Il primo film che vedrà del padre? Onestamente non saprei, probabilmente quello che gli interesserà di più potrebbe essere Kill Bill, anche perché è quello che io gli consiglierei”. “Bambi è un film traumatizzante, non ero pronto agli incendi e alle morti, non si può fare così a un bambino, era pazzesco”.

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Il prossimo 21 gennaio Le Iene, debutto cinematografico di Tarantino, compirà trent’anni dalla uscita. E Tarantino ricorda di come, precedentemente alla professione di regista, lavorava in un negozio di videocassette, quando aveva venti anni. “Non è proprio vero che gli attori si portavano gli abiti da casa, diciamo che erano vestiti che già avevano”.

Ma è vero che Tarantino ha preso a pugni Bob Dylan? “E’ vero, però non è che fosse un grande boxeur. Andavo in una palestra che era di proprietà di Dylan e il mio istruttore mi chiese di allenarmi con lui, ma se lui non teneva la guardia io entravo, ma nessuno era violento nei confronti dell’altro. Io dovevo fare in modo che lui imparasse ma, ecco, apriva la guardia e io entravo dritto”.

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E se non avesse fatto il regista, cosa avrebbe fatto? “Probabilmente sarei finito in prigione. Ho sempre pensato che sarei stato coinvolto in qualche tipo di reato. Magari non per omicidio. Ma volevo fare film, volevo essere un regista. Anche quando ho deciso di fare l’attore, i miei eroi erano i registi non più gli attori”.

Inevitabile il ricordo di Ennio Morricone. “Quando mi sono sposato mi ha fatto il più bel regalo di nozze che io abbia mai ricevuto. Un libro di opere d’arte di Michelangelo, è il pezzo centrale del mio salotto. E’ tra i regali più belli mai ricevuti. Quando ci siamo conosciuti abbiamo trascorso del tempo insieme, e non è vero che fosse una persona fredda, aveva un calore umano incredibile. Con me era molto dolce. Era un gigante, immenso“.

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C’è spazio anche per parlare di attualità e di politica. Ed esce fuori la foto dello Sciamano che assalta Capitol Hill. “Sicuro riuscirebbe a ridicolizzarlo, a dissacrarlo”, afferma Fazio ridendo prima di far vedere un estratto da Django Unchained, la scena del Ku Ku Klax a cavallo.

E quindi si arriva al discorso del decimo e chissà, ultimo film. Davvero si fermerà? “Le cose potrebbero cambiare, non lo so. Dopo trent’anni di carriera è giusto pensarci”. Fazio chiede di un possibile film su Star Trek. “Si, mi interessava ma ad ora non c’è niente di concreto. Non sarà la mia ultima pellicola”.

Si è parlato anche di “C’era una volta a Hollywood“, primo libro del regista, edito in Italia dalla Nave di Teseo. C’è un futuro da romanziere per Tarantino? “Non lo so, spero. La cosa che farò sarà sicuramente una commedia, anzi no, un film sul cinema. Un libro critico, farò il critico si. Devo bilanciarmi tra la fiction e la non fiction. Serie tv? Avevo delle idee, ma dovremo aspettare ancora un po’. Prima il libro sul cinema, poi la commedia”.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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