Quelle favolose colonne sonore: gli anni ‘90

Raccogliere il testimone lasciato dagli anni ’80 sarebbe stata impresa complicata per chiunque. Gli anni ’90 ci provano e, con impegno, coraggio e dedizione, riescono a portare a casa un risultato di tutto rispetto. La decade di questa settimana rappresenta un importante punto di rottura rispetto a quella passata, sia in termini di colonne sonore che di tematiche dei film.

Sono gli anni dei grandi amori, delle tematiche sociali e delle accurate ricostruzioni storiche. E molti registi cercano un cinema impegnato ma di facile fruizione per il pubblico. A far la voce grossa torna la Disney, che firma il periodo con alcune delle colonne sonore più famose del proprio repertorio, da Il Re Leone a La bella e la bestia, fino ad Aladdin.

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Entra quindi in gioco Kevin Costner che con Balla coi lupi, e Robin Hood ci regala alcune delle musiche più importanti dell’epoca. Ma spazio anche ai grandi successi di Leonardo Di Caprio, Tom Hanks, Winona Ryder e Johnny Depp.

La parte del leone, però, spetta a un giovane regista italoamericano appassionato di B-movie nostrani e che già negli anni ’80 aveva iniziato a farsi notare come sceneggiatore. Parliamo di un Quentin Tarantino che, in veste di regista, attore e appunto sceneggiatore, rivoluzionerà gli anni ’90 con i suoi grandi capolavori. Le iene e Pulp Fiction iniziano a delimitare gli spazi che spettano al cineasta di Knoxville.

Anche l’Italia può dire la sua: Il postino e La vita è bella portano a casa l’Oscar per la miglior colonna sonora e addirittura Il Ciclone di Pieraccioni diventa un autentico baluardo delle colonne sonore di quel decennio.

Le musiche di quegli anni accompagnano autentici capolavori che rimarranno nella storia del cinema: Forrest Gump, Lezioni di piano, Dracula e Braveheart fanno incetta di premi e riconoscimenti.

Non è poi raro che famose band dell’epoca accettino di buon grado di collaborare alla realizzazione sonora dei film. Si pensi agli Aerosmith in Armageddon o ai Radiohead in Romeo + Juliet.

Menzione d’onore per l’intera OST di Full Monty. Premio Oscar alla miglior colonna sonora nel 1998 per il film di Peter Cattaneo.

“I WILL ALWAYS LOVE YOU” by Whitney Houston (Guardia del corpo, 1992)

Originariamente scritto e cantato da Dolly Parton nel 1974, il brano contenuto nella colonna sonora del film viene reinterpretato da Whitney Houston diciotto anni dopo. Il successo è planetario: l’album è tuttora la OST più venduta di sempre e, con 16 milioni di copie nel mondo, il singolo più venduto nella storia da un’artista femminile. Un tributo giusto e doveroso a una delle più grandi voci che il mondo della musica abbia mai conosciuto.

“LUST FOR LIFE” by Iggy Pop (Trainspotting, 1996)

Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxi televisore del cazzo…”. Era l’incipit di quello che è diventerà un autentico film cult degli anni ’90. Una colonna sonora strepitosa che annovera, tra gli altri, mostri sacri come Lou Reed, Brian Eno e Underworld e che vede, proprio nel capolavoro di Iggy Pop, la ciliegina sulla torta.

“STREETS OF PHILADELPHIA” BY Bruce Springsteen (Philadelphia, 1993)

Premio Oscar, Golden Globe, Grammy Award e ASCAP Award per la miglior canzone a Bruce Springsteen. The Boss scrive e interpreta quella che a tutt’oggi è il brano più famoso dell’intera colonna sonora del pluripremiato film con Tom Hanks. Il video è da brividi e dove c’è Bruce, la qualità è dietro l’angolo.

“MY HEART WILL GO ON” by Céline Dion (Titanic, 1997)

Per citare una famosa pubblicità in voga nei primi anni ’80 possiamo dire che: “Per realizzare un film titanico, occorre una musica titanica”. Mai detto fu più azzeccato se pensiamo alla potenza vocale di Céline Dion che accompagna le travagliate avventure di Leonardo Di Caprio e Kate Winslet in Titanic. Amore e tragedia, con annesso Oscar per la miglior canzone, per una delle colonne sonore più famose di sempre e autentico tormentone di quel periodo.

“PROMENTORY” by Trevor Jones (L’ultimo dei Mohicani, 1992)

Poche chiacchiere, è la colonna sonora più epica di sempre. Trevor Jones firma (prendendo come base una già edita melodia scozzese) il tema centrale del film di Michael Mann con Daniel Day-Lewis, e crea un vero e proprio capolavoro, al pari se non superiore al film stesso.

“OH, PRETTY WOMAN” by Roy Orbison (Pretty Woman, 1990)

Questa è sicuramente una delle colonne sonore più famose della storia del cinema e il brano di Roy Orbison, che ha ispirato il titolo del film, è immediatamente riconoscibile già dalle prime note. Una traccia che ha sicuramente contribuito a rendere famosissimo il film con Richard Gere e Julia Roberts.

“HOTEL CALIFORNIA” by Gipsy King (Il grande Lebowski, 1998)

La scena di John Turturro nei film dei fratelli Coen vale da sola il prezzo del biglietto. Se poi ci mettiamo uno dei maggiori successi rock di sempre, riadattato per l’occasione dai Gipsy King, il gioco è fatto. L’intera colonna sonora è da brividi ma quella sequenza è davvero entrata nel paradiso del cinema.  

“UNCHAINED MELODY” by Righteous Brothers (Ghost, 1990)

Per la serie valle di lacrime, scendono in campo Patrick Swayze e Demi Moore. Mettiamoci su anche l’argilla e i Righteous Brothers (quelli che compaiono anche in Top Gun) con uno dei loro pezzi più celebri, e abbiamo trovato uno dei più grandi successi al botteghino degli anni ’90.

“GIRL, YOU’LL BE A WOMAN SOON” by Urge Overkill (Pulp Fiction, 1994)

Quando c’è Quentin Tarantino al timone, è certo che la colonna sonora sarà un aspetto curato a livello maniacale. Il film del 1994 non fa eccezione e, dopo Le iene, arriva il suo film più famoso. L’intera colonna sonora è una miscellanea di generi e artisti: rock, blues, Chuck Berry, Kool & The Gang e Al Green. Il pezzo di Urge Overkill, però, dà veramente un tocco di classe a tutto l’armamentario.

“BURN” by The Cure (Il Corvo, 1994)

La tragica morte di Brandon Lee, le atmosfere dark e una colonna sonora di altissimo livello danno vita a un autentico manifesto generazionale degli anni ’90. I The Cure, sono semplicemente la storia del rock britannico e spetta a loro l’onere di aprire l’album. E sono sempre loro, con la loro musica, ad ispirare l’autore del fumetto da cui è tratto il film, nel momento più buio della sua vita.

BONUS OST: “WHIT OR WITHOUT YOU” by U2 (Follia Esplosiva, 1994)

Ok non sarà il miglior film del mondo. Ma ci sono Jeff Bridges, Tommy Lee Jones e Forest Whitaker che si sfidano tra flashback irlandesi, Guinness e separatisti dell’IRA. E il tutto è accompagnato dalle note degli U2. Basta e avanza.

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Riccardo Colella
Ha visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, francamente se ne infischia e la sera non va a letto presto. Pensa in fretta quindi parla in fretta, dal Daily Planet a The Walk of Fame, per un’offerta che non poteva rifiutare e la vita è una questione di riflessi. Ogni tanto dà la cera e toglie la cera ma nessuno può chiamarlo fifone. È un bravo ragazzo, beve Martini agitato, non mescolato e la vanità è decisamente il suo peccato preferito.

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