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Cinema

Quelle favolose colonne sonore: gli anni ‘80

Riccardo Colella

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Gli anni ’80 sono praticamente la El Dorado delle colonne sonore e selezionare i dieci brani che abbiano fatto la storia del Cinema di quegli anni, è presumibilmente la prova di coraggio più estrema che sia mai stata chiesta ad essere vivente. Ecco perché, diversamente da come fatto nelle scorse settimane, i brani inseriti per questo decennio passeranno da dieci a venti.

Negli anni ’80 il cinema raggiunge una produttività e una lucentezza difficilmente eguagliabile negli altri periodi. Una decade pazzesca che esplode in una miscellanea di ottimismo, colori e avventure. Sono gli anni del cinema d’azione tutto muscoli di Stallone e Schwarzenegger, dei James Bond di Roger Moore e Timothy Dalton, delle arti marziali di Van Damme, delle crisi adolescenziali e delle avventure giovanili.

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Terminator, Ladyhawke, Navigator e Nuovo Cinema Paradiso sono solo alcuni dei grandi successi che ancora ricordiamo. Le stesse colonne sonore di quei film, da It’s a long road di Dan Hill a Wild Thing in Major League, sono autentici e indimenticati capolavori che, spesso e volentieri, hanno goduto di una fama a sé stante rispetto al film.

C’è ancora lui: Ennio Morricone. Il mai troppo compianto Maestro romano cura alcune tra le migliori OST di sempre. Quella di Toro Scatenato e la melodia centrale di Mission, oltre ai capolavori diretti da Carlo Verdone, sono l’ennesima prova della sua grandezza. Così tanti sarebbero i successi da menzionare questa settimana, che davvero si creerebbe una lista infinita. Si pensi ai temi di Fuga per la vittoria e Blade Runner, o ai grandi capolavori dell’horror quali Ragazzi Perduti, Poltergeist o il Demoni di Lamberto Bava. Ce n’è troppo e per tutti i gusti. E in Italia gli Oliver Onions fanno scuola.

Nessun dubbio che sia la decade di Giorgio Moroder. Non che gli anni ’70 non lo fossero, basti pensare all’Oscar nel 1979 per Fuga di mezzanotte. Il mago del sintetizzatore entra a gamba tesa nella selezione, mandando di nuovo a scatafascio il mio intento di non citare lo stesso compositore più di una volta. E intanto il mio pensiero va a Scarface… Ma bando alle ciance. Ci siamo dilungati fin troppo ed è tempo di alzare il volume delle casse!

“STAND BY ME” by Ben E. King (Stand by me, 1986)

La canzone di Ben E. King è il motivo ricorrente del film e dà il nome alla pellicola tratta da un racconto di Stephen King. Stand by me si posiziona nella Top Ten USA e in cima alle classifiche del Regno Unito, diventando in breve tempo una delle canzoni più vendute e tradotte al mondo. In realtà ci troviamo di fronte a una sorta di paradosso temporale se pensiamo che le vicende dei protagonisti si svolgono nell’estate del 1959, mentre il brano del cantante americano uscirà solo nel 1961.

“I JUST CALLED TO SAY I LOVE YOU” by Stevie Wonder (La signora in rosso, 1984)

Il brano più famoso de La signora in rosso è una ballata ritmata che fa ampio uso di sintetizzatori e drum machine, e che riprende un precedente campionamento di Otis Redding per (Sittin’ on) the Dock of the Bay, tra l’altro colonna sonora di Top Gun. Scritta, prodotta e cantata da Stevie Wonder, nel 1985 vincerà un Premio Oscar e un Golden Globe.

“THE NEVERENDING STORY” by Limahl (La storia infinita, 1984)

Scende in campo il guru dei compositori anni ’80, per una delle hit simbolo di quel periodo. Assieme a Klaus Doldinger, sassofonista del gruppo jazz tedesco Passport, a volare sul Fortunadrago è chiamato Giorgio Moroder. Il brano principale è frutto della collaborazione tra il disc jockey di Ortisei e Keith Forsey, mentre le parole del testo saranno cantate dal frontman dei Kajagoogoo, il britannico Limhal.

“WHO WANTS TO LIVE FOREVER” by Queen (Highlander, 1986)

Come nel film, il tema dell’immortalità ricorre anche nella colonna sonora composta dai Queen. E con un gruppo del genere, l’intera OST non poteva che essere un capolavoro che trova il suo apice nella straziante Who Wants to Live Forever. Forse la miglior scelta possibile per enfatizzare le due facce della stessa medaglia: il dover vivere per sempre.

“GHOSTBUSTERS” by Ray Parker Jr. (Ghstbusters, 1984)

Un Premio BAFTA per una delle canzoni più iconiche degli anni ’80. La hit cantata da Ray Parker Jr., arrivò in cima alla Billboard Hot 100 rispondendo a uno dei più importanti quesiti dei nostri tempi: “…e chi chiamerai?”.

“(DON’T YOU) FORGET ABOUT ME” by Simple Minds (Breakfast Club, 1985)

Il brano è a buon ragione ritenuto il più importante successo dei Simple Minds. Scritto appositamente per il film da Keith Forsey (vedi La Storia Infinita) e Steve Schiff, sarà sempre legato a uno dei più importanti manifesti a favore dell’abbattimento degli stereotipi.

“(I’VE HAD) THE TIME OF MY LIFE” by Bill Medley & Jennifer Warnes (Dirty Dancing – Balli proibiti, 1987)

Trenta e più anni sono passati da quando Patrick Swayze e Jennifer Beals si esibivano nella presa più famosa di sempre. Un Premio Oscar, un Golden Globe e un Grammy Award per la miglior canzone nel 1988, senza mai riuscire a “mettere Baby in un angolo”. Non male.

“BACK TO THE FUTURE” by The Outatime Orchestra (Ritorno al futuro, 1985)

Partiamo subito col dire che tutta la colonna sonora del film è di altissimo livello e tra le più caratteristiche di sempre. Tra i successi che hanno contribuito a fare di Ritorno al futuro un autentico film cult, c’è sicuramente il tema orchestrale composto ed eseguito da Alan Silvestri.

“UP WHERE WE BELONG” by Joe Cocker & Jennifer Warnes (Ufficiale e gentiluomo, 1982)

Il cinema anni ’80 porta con sé storie d’amore romantiche e tumultuose al tempo stesso. Chi se non Joe Cocker può interpretare al meglio (insieme a Jennifer Warnes) simili tematiche, vincendo anche Oscar e Golden Globe per la miglior canzone? OST perfetta per film perfetto.

“TRAINING HARD” by Bill Conti (Karate Kid, 1984)

Quando in una colonna sonora si sente un Flauto di Pan, sono due i film che ci vengono in mente. Kill Bill vol. 1 è da escludere in quanto non fa parte di questa decade. Non rimane, quindi, che indossare il kimono e seguire gli insegnamenti del Maestro Miyagi. Il Bill Conti di Rocky lo sa bene e crea una delle più belle colonne sonore di quegli anni, nonostante You’re the best di Joe Esposito abbia il suo perché. Eccome se ce l’ha.

“TAKE MY BREATH AWAY” by Berlin (Top Gun, 1986)

Non ci sono fantasmi, Delorean o immortali che tengano: Top Gun è il film più anni ’80 che esista. E la colonna sonora, anche. C’è di nuovo Giorgio Moroder ai comandi e ci sono di nuovo un Premio Oscar e un Golden Globe in bacheca. La versione dei Berlin di Take my Breath Away è uno dei brani più famosi di tutti i tempi, e raggiunge il primo posto nelle classifiche di tutto il mondo. Però permettetemi di ricordarvi anche l’assolo di chitarra nel tema centrale del film.

“FLASHDANCE… WHAT A FEELING” by Irene Cara (Flashdance, 1983)

L’unica colonna sonora in grado di contendere a Top Gun la palma d’oro come la più iconica della decade, è quella di Flashdance. Per una obiettivo del genere, occorre che a dirigere i giochi ci sia un grande compositore. Ecco quindi che troviamo… Giorgio Moroder. Copione già scritto. Per usare un parallelismo calcistico: assist del compositore italiano, finalizza la voce di Irene Cara. Risultato? Record di vendite polverizzati, classifiche monopolizzate per settimane, Premio Oscar e Golden Globe.

“THE GOONIES ‘R’ GOOD ENOUGH” by Cindy Lauper (I Goonies, 1985)

È il tema principale del film di Richard Donner ed è cantato da Cindy Lauper. Il brano diventa col tempo uno dei pezzi più rappresentativi dell’artista americana e non fatica ad entrare nei cuori di chi sognava di prendere la mappa e correre alla ricerca del tesoro di Willy l’Orbo. Una chicca che non c’entra troppo col film: se siete amanti del wrestling dell’epoca, date un’occhiata al videoclip ufficiale.

“REALITY” by Richard Sanderson (Il tempo delle mele, 1980)

Questo è un altro pezzo da 90 di quel periodo. Impossibile non aver sentito almeno una volta il tema principale del film che ha fatto innamorare milioni di giovanissimi. La voce è quella di Richard Sanderson e la canzone è Reality. Il film, è Il tempo delle mele. Otto milioni è il numero delle copie del disco vendute tra Europa ed Asia.

“CALL ME” by Blondie (American Gigolò, 1980)

Sicuramente il brano di maggior successo dei Blondie. Inizialmente proposta a Stevie Nicks, Call Me prenderà nel 1980 la voce della fantastica Debbie Harry raggiungendo la vetta delle classifiche in quindici paesi ed entrando nella 500 Greatest Songs of All Time di Rolling Stones. Un successo senza precedenti per il gruppo americano. Ah, la canzone è stata co-scritta e prodotta da Giorgio Moroder.

“IN THIS COUNTRY” by Robin Zander (Over the Top, 1987)

Siamo nel 1987, cioè in piena epopea Stallone: Rocky, Rambo, Cobra e chi più ne ha, più ne metta. La colonna sonora di Over The Top è di altissimo livello e composta da diversi artisti. Da Kenny Loggings a Frank Stallone, fino a Sammy Hagar, ex cantante dei Van Halen. Ovviamente c’è anche Giorgio Moroder. Nella scena madre del film, però, la voce è quella di Robin Zander che canta In this Country. Da pelle d’oca.

“MOONIGHT SHADOW” by Mike Oldfield (Vacanze di Natale, 1983)

Negli anni ’80 il cinema italiano non è di certo stato a guardare. Se pensate che “co’ tre quarti d’ora stavamo a Ovindolo…”, il pensiero va al brano più celebre di Mike Oldfield che, assieme alla voce di Maggie Reilly, accompagna l’apertura del primo cinepanettone della storia.

“THE EYE OF TIGER” by Survivor (Rocky III, 1982)

Qui tocchiamo un tasto assai dolente perché quando si parla di Rocky non si scherza mai. La tentazione di inserire Hearts on Fire, pensando a Stallone che si prepara per affrontare Ivan Drago in Rocky IV è stata fortissima. Poi ho pensato che un tributo a Bill Conti era dovuto ed ecco qui il brano che in quegli anni si piazzò per distacco in cima alle classifiche di tutto il mondo.

“FOOTLOOSE” by Kenny Loggins (Footloose, 1984)

Dietro la barbona tanto in voga in quegli anni, si cela il viso angelico di Kenny Loggins: uno che, zitto zitto, il suo zampino nelle più importanti colonne sonore lo metteva sempre. Da Rocky IV a Over The Top, fino a Top Gun, si guadagna un posto nella nostra speciale selezione col film che consacrerà definitivamente Kevin Bacon.

“ONCE UPON A TIME IN AMERICA” by Ennio Morricone (C’era una volta in America, 1984)

Ultimo ma non ultimo, colui che è impossibile non nominare quando si parla di colonne sonore. Se alla direzione di un film mettiamo Sergio Leone, è lapalissiano che a curarne il corredo musicale sarà Ennio Morricone. Niente western stavolta, ma quello che è considerato universalmente il capolavoro del cineasta romano, coadiuvato da una colonna sonora passata alla storia. 30 e lode con bacio accademico.

Giornalista pubblicista, cinefilo e lettore accanito con una timida passione per la scrittura, colleziona una gran quantità di strumenti diversi e li suona tutti male. Sognava di essere Bruce Springsteen ma si risveglia come Jack Black. Quando non risponde al telefono, lo trovate sul tatami.

Cinema

Cinema e teatri potrebbero riaprire il 27 marzo, data al vaglio del Cts

Fabio Iuliano

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Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, il 27 marzo sarebbe la data indicata dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini per la riapertura di cinema e teatri. La proposta presentata al Comitato tecnico scientifico ha ottenuto l’appoggio della titolare degli Affari Regionali Mariastella Gelmini. Perché proprio quel giorno?

Perché il 27 marzo è la festa del teatro, per il governo potrebbe diventare una data simbolica specie se la morsa dei contagi consentirà un allentamento. I protocolli saranno molto stringenti e si prevede l’obbligo in sala delle mascherine FFP2 per tutta la durata dello spettacolo.

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SCREENDAILY: Questa pagina monitora l’andamento delle riaperture di teatri e cinema nel mondo

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Cinema

Quelle favolose colonne sonore: gli anni ‘00

Riccardo Colella

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Dopo gli anni ’90, la prima decade del 2000 propone autentiche perle cinematografiche e le colonne sonore che le accompagnano sono capolavori di altissimo livello. È oltre ogni immaginazione il decennio di Hans Zimmer. Il compositore tedesco firma alcune tra le più note soundtrack di sempre. Pearl Harbor, Black Hawk Down, L’ultimo samurai, Batman Begins e Il Codice Da Vinci basterebbero a garantire gloria eterna al fuoriclasse dell’Assia.

Occhio alle avventure dei pestiferi maghetti di Hogwarts così come a Russel Crowe che, tra canti marinareschi e opere di Luigi Boccherini, solca il Pacifico in Master & Commander. È anche un decennio dedicato all’arte e all’amore con le avvolgenti soundtrack de La ragazza con l’orecchino di perla e Chocolat.

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Esplode quindi il successo di American Beauty, la cui colonna sonora riceverà una nomination agli Oscar del 2000, e in Italia, sarà ancora la classe di Ennio Morricone ad accompagnare Monica Bellucci in Malena.

Nessuna bonus track per questi primi 10 anni del 2000. Se ci fosse stata, non sarebbe stata che A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum nel pluripremiato film di Marco Tullio Giordana, I Cento Passi.

“YOU KNOW MY NAME” by Chris Cornell (Casino Royale, 2006)

È il primo film che vede Daniel Craig nei panni dell’agente segreto più famoso del mondo e la colonna sonora curata da David Arnold, trova nel pezzo cantato da Chris Cornell la sua punta di diamante. Un brano che si discosta notevolmente dalle sonorità tipiche di James Bond ma che diverrà un cult del compianto cantante statunitense.

“HE’S A PIRATE” by Klaus Badelt & Hans Zimmer (La maledizione della prima luna, 2003)

Il film che aveva l’arduo compito di rilanciare il genere piratesco a Hollywood e nel mondo, non poteva che avere una colonna sonora degna di tal missione. Al comando della Perla Nera troviamo Hans Zimmer (anche se non accreditato) e il suo fidato nostromo, Klaus Badelt. Il successo è assicurato e il brano diverrà il più famoso dell’intera saga.

“SOCIETY” by Eddie Vedder (Into The Wild, 2007)

Eddie Vedder dismette la camicia a quadri tipica del grunge dei Pearl Jam e, imbracciato il fido ukulele, ci regala una delle più toccanti colonne sonore di sempre. Society è un pezzo di rara bellezza e la versione che vi propongo (con special guest) rimane negli annali.

“LA NOYEE” by Yann Tiersen (Il favoloso mondo di Amélie, 2001)

Alla Francia piace, da sempre, giocare in casa. Uno Yann Tiersen in stato di grazia firma la colonna sonora di uno dei maggiori successi cinematografici d’oltralpe degli ultimi vent’anni, aggiudicandosi il disco di platino nel 2005. Applausi per lui.

“THE BATTLE” by Hans Zimmer (Il gladiatore, 2000)

È il film del decennio. Un successo planetario che lancia Russell Crowe nell’Olimpo di Hollywood e dà inizio al fruttuoso sodalizio tra l’attore neozelandese e Ridley Scott. È ancora Hans Zimmer a curare una colonna sonora strepitosa, degna di un colossal dal cast stellare. Menzione speciale per Now We Are Free, interpretata da Lisa Gerrard, ma la traccia di oggi, è quella che è rimasta nel cuore.

 “THE HANDS THAT BUILT AMERICA” by U2 (Gangs of New York, 2002)

Sul finire del 1800, New York è teatro di violenti scontri tra gang rivali. Nativi americani e immigrati irlandesi si contendono la supremazia della città mentre le generazioni future si interrogano su di chi siano le “mani che hanno costruito l’America”. La risposta è nelle note cantate da Bono e gli U2.

“MAY IT BE” by Enya (Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello, 2001)

È il primo capitolo della trilogia più maestosa di sempre. Le avventure di Frodo e company meritano una colonna sonora altrettanto epica e la produzione chiama Howard Shore per realizzarla. I titoli di coda, però, hanno la voce antica di Enya.

“THE LONELY SHEPHERD” by Gheorghe Zamfir (Kill Bill: vol. 1, 2003)

Kill Bill è considerata dai massimi esperti del settore, l’opera summa di Quentin Tarantino e la scena contenuta nel capitolo L’Uomo di Okinawa è da pelle d’oca. Il regista italoamericano non ha mai fatto mistero della sua passione per la musica, e la colonna sonora del film è qualcosa che va oltre ogni considerazione. E il pan flute di Gheorghe Zamfir ci guida su vette più alte di quelle andine.

“I’M SHIPPING UP TO BOSTON” by Dropkick Murphys (The Departed, 2006)

Martin Scorsese pare aver trovato in Di Caprio, l’erede naturale di Robert De Niro. E se il film del 2006 parla di malavitosi irlandesi che scorrazzano per Boston, chi meglio del celtic rock della band di Quincy può urlare le atmosfere dell’isola di smeraldo?

“UN AMICO” by Ennio Morricone (Bastardi Senza Gloria, 2009)

Il sogno di Quentin Tarantino è sempre stato quello di lavorare con Ennio Morricone. Nel 2008 i presupposti sembravano esserci tutti ma i contrattempi del Maestro, impegnato con Giuseppe Tornatore, fanno saltare di nuovo tutto. Tarantino sceglie così di utilizzare brani già editi dello stesso Morricone e le note del brano sembrano sussurrare: “Au revoir, Shoshanna!”.

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Cinema

“Genitori vs Influencer”, il nuovo film di Michela Andreozzi su Sky ad aprile

Luigi Macera Mascitelli

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Domenica 4 aprile arriva in prima assoluta su Sky Cinema e in streaming su NOW TV il nuovo film Sky Original Genitori vs Influencer. Diretta da Michela Andreozzi e da lei scritto a quattro mani con Fabio Bonifacci, la commedia racconta la storia di un padre single alle prese con la figlia adolescente. Nel cast ci saranno Fabio Volo, Ginevra Francesconi (The Nest – Il nido, Famosa) e Giulia De Lellis.

Quanto è difficile oggi essere il padre single di una teenager? Paolo (Fabio Volo) è un professore di filosofia vedovo con una figlia, Simone – alla francese – (Ginevra Francesconi). Tra loro c’è un bellissimo rapporto, ma quando la ragazza entra ufficialmente nella fase dell’adolescenza, l’idillio si rompe. Come ogni teenager che si rispetti, Simone viene “rapita” dallo smartphone, tanto che matura l’idea di voler diventare influencer – come il suo idolo Ele-O-Nora (Giulia De Lellis) – categoria che Paolo detesta. Pur di recuperare il rapporto con sua figlia, Paolo inizia una campagna contro l’abuso dei social, con l’aiuto della stessa Simone che diventa la sua web manager. La fama inaspettata lo trasformerà suo malgrado in un influencer. Scoprirà che i social, anche se vanno maneggiati con cura, possono regalarti una possibilità.

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Michela Andreozzi, regista del film, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito, soprattutto riguardo la chiusura dei cinema per via della pandemia:

Con le sale cinema ancora chiuse sono grata dell’opportunità che offre Sky di portare il cinema nelle case di tutti. Sono felice di poter offrire alle famiglie un piccolo momento di svago stando seduti sul proprio divano. Genitori VS influencer è la mia commedia più family, quindi in qualche modo anche la più adatta ad essere vista da genitori e figli insieme. Voglio considerare questo film come il mio regalo di Pasqua per tutto il pubblico che ama il cinema

Genitori vs Influencer è prodotto da Paco Cinematografica di Isabella Cocuzza e Arturo Paglia, in coproduzione con la spagnola Neo Art Producciones e con Vision Distribution

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