• Musica
  • Cinema
  • Entertainment
  • Teatro
  • Speciali
  • Interviste
  • Libri
  • Attualità
  • News
  • A spasso nel tempo
  • Musica
  • Cinema
  • Entertainment
  • Teatro
  • Speciali
  • Interviste
  • Libri
  • Attualità
  • News
  • A spasso nel tempo
Home » Musica

La storia di Quadrophenia, il leggendario album dei The Who

Taddeus Harris Posted On 22 Marzo 2022
0


0
Shares
  • Share On Facebook
  • Tweet It

Il suono del mare: così si apre “Quadrophenia”, il sesto album dei The Who. Un suono raccolto da Pete Townshend con un registratore a nastro. E Townshend stesso, autore di questa opera rock uscita nel 1973, ripercorre la genesi dell’album nel documentario “The Story of Quadrophenia”, in onda questa sera, martedì 22 marzo, alle 22.55 su Rai 5.

“Quadrophenia” è l’unico album dei The Who interamente composto dal solo Pete Townshend, che ideò la storia ripercorrendo i primi anni di attività della band e gli anni della cultura Mod, un movimento giovanile che creato una popolare moda estetica e aveva musicale. I mods portavano i capelli tagliati alla francese, indossavano giubbotti parka, pantaloni stretti e mocassini, e giravano in scooter, al dei rivali rockers, che preferivano le motociclette e un look più selvaggio. 

Tra questi due gruppi la rivalità era accesa e scoppiavano risse di frequente (e tra queste una leggendaria sulla spiaggia di Brighton, il 18 maggio 1964). Il documentario ripercorre la storia, identificando nei travagli del suo protagonista un parallelo con la crescita intellettuale e la crisi di identità della band. L’uscita di dischi come “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd, “Houses of the Holy” dei Led Zeppelin, “Berlin” di Lou Reed e “Selling England by the Pound” dei Genesis, segnò la morte definitiva, musicale, dei Sessanta.

E poi vi è il film, immortale.

Leggi anche: Quadrophenia: i sogni di una generazione cantati dai The Who

La parola Quadrophenia è una variante del termine schizofrenia come disturbo dissociativo dell’identità e che, in questo caso, riflette le quattro personalità distinte del protagonista del film, Jimmy Cooper. Il desiderio di Pete Townshend, chitarrista degli Who e ideatore del film, è quella di ripercorrere i sogni e le delusioni della sua giovinezza, così come quelli della band, proprio associando le quattro personalità di Jimmy (Phil Daniels) ai quattro membri del gruppo. 

Leggi anche: “Father and Son”, il brano di Cat Stevens che emoziona padri e figli

Correlati

0
Shares
  • Share On Facebook
  • Tweet It




You may also like
Rock in Christmas, super band da 50 musicisti accende il Natale di San Benedetto dei Marsi
8 Dicembre 2025
DePookan: trent’anni di silenzio, poi l’incantesimo di “Sang et Cendre”
2 Dicembre 2025
40 Fingers, quattro chitarre e un’orchestra immaginaria: la notte di Roma all’Auditorium della Conciliazione
18 Novembre 2025
"Le voci di Virginia Woolf": al Teatro Spazio 18b l'omaggio alla scrittrice inglese
Read Next

"Le voci di Virginia Woolf": al Teatro Spazio 18b l'omaggio alla scrittrice inglese

  • Popular Posts

    • 1
      "Dalla Storia al Mito. Santi, eroi, guerrieri in terra d'Abruzzo": il nuovo libro della Drakon edizioni
    • 2
      Il nuovo progetto di Es Nova: “Solo” e la composizione del cine-occhio
    • 3
      L'anima degli Hardcore Superstar: 25 anni dal capolavoro "Bad Sneakers And A Piná Colada"

  • Seguici sui Social


  • Home
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • La redazione
  • Privacy Policy
© Copyright 2024 - Associazione Culturale EREBOR - Tutti i diritti riservati
Press enter/return to begin your search