Pillon e la Rai replicano a Fedez: “lavoro per il bene dei più piccoli”, “telefonata costruita ad arte”

Il giorno dopo il durissimo attacco di Fedez a Mario Draghi, agli esponenti leghisti e alla Rai, le reazioni da parte di questi ultimi non si sono fatte attendere. Sul palco del 1 maggio il rapper meneghino ne ha avute per tutti, attaccando frontalmente il premier, reo di scarso interesse verso il mondo dell’arte e della cultura, il Senato italiano, reo di non avere tempo per il ddl Zan, i rappresentanti del partito capitanato da Matteo Salvini, rei di frasi dai toni inaccettabili, e la Rai, rea di aver tentato di censurarlo.

Un’invettiva che ha generato attorno a sé un’inevitabile bufera. Ma ad ogni azione ne corrisponde una uguale e contraria ed ecco dunque che stamane sono arrivate le risposte a Fedez. Dura la presa di posizione dell’emittente televisiva, che ha esplicitamente affermato di non aver mai operato forme di censura nei confronti di alcun artista, non ultimo il rapper. Non solo, il focus si è spostato anche sulla telefonata intercorsa tra le parti e pubblicata sul profilo Twitter dell’artista.

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Questa la nota ufficiale della Rai.

“La direzione di Rai3 conferma di non aver mai chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al concerto del Primo Maggio – richiesta invece avanzata dalla società che organizza il concerto – e di non aver mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista. In riferimento al video pubblicato sul suo profilo Twitter da Fedez, notiamo che l’intervento relativo alla vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani (l’unica persona dell’azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) non corrisponde integralmente a quanto riportato, essendo stati operati dei tagli“.

“Le parole realmente dette sono: “Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che… La Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà.” […] “Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo […]. Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa è una cosa sua”.

In mattinata, invece, il senatore leghista Pillon con il quale Fedez non di rado ha avuto a che ridire, ha affidato a Facebook la sua replica.

Di seguito il post del senatore Pillon scritto sulla propria bacheca Facebook.

“Ieri sera, dopo una giornata passata a fare il papà a tempo pieno, sono crollato dal sonno e ho dormito come un angioletto. Stamattina ho aperto il telefono e l’ho trovato intasato di messaggi perché Federico in arte Fedez ieri sera ha nuovamente attaccato me, i colleghi e la Lega usando il palco del 1° maggio e i soldi del canone RAI che tutti paghiamo per fare un comizio politico a senso unico, senza contraddittorio“.

“Quando vorrà un confronto anziché continuare coi soliloqui di parte e di partito, sa come trovarmi. Mi spiace solo che, pur essendo anche lui padre, non abbia ancora capito che la nostra battaglia non è per togliere dignità a nessuno ma per garantire a tutti i figli di poter saltare sul lettone in mezzo a mamma e papà, senza esser comprati, o senza esser cresciuti orfani di madre per decisione altrui, e che vogliamo fermare il ddl Zan per assicurare ai bambini la libertà di leggere le favole di Cenerentola e Biancaneve senza esser considerati omofobi, per evitare che le ragazze si trovino a competere nelle gare sportive con maschi sedicenti femmine e per fermare chi vuole iniettare Triptorelina o ormoni maschili nel corpo delle bambine”.

“Pazienza. Magari un giorno lo capirà. Pregherò volentieri anche per lui, e buona domenica a tutti. Non lasciamoci avvilire dagli attacchi e continuiamo a lavorare per il bene dei più piccoli“.

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Fedez, invece, ha risposto con una storia su Instagram: “Ovviamente metto a disposizione la registrazione integrale della telefonata agli organi competenti della Rai laddove ci fosse la voglia di fare chiarezza su quanto accaduto. Anche se per ora vedo solo una gran colpa a discolparsi a prescindere da ciò che è successo”.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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