Neil Zaza, energia e tecnica sulla sei corde

Metti insieme l’energia dell’hard rock e dell’heavy metal, il groove e le sequenze ritmiche sostenute, così come la forza emotiva di una ballata melodica e l’ispirazione ai grandi compositori classici (Bach e Mozart su tutti). Agita le sei corde con straordinaria pulizia tecnica in un mix accattivante: l’essenza del sound di Neil Zaza parte da qui.

Originario dell’Ohio, classe 1964, il chitarrista torna in Italia nell’ambito di un articolato tour europeo che sarà subito seguito da una lunga serie di date negli Stati Uniti. Ad accompagnarlo e ormai da tempo in pianta stabile nel terzetto che compone la sua formazione, ci saranno due talentuosi strumentisti marsicani, Enrico Cianciusi alla batteria e Walter Cerasani al basso.

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Chilometri da percorrere attraverso Austria, Germania e Europa dell’Est (Repubblica Ceca e Slovacchia in particolare), ma anche diverse date sul suolo italiano. Tra queste, una a Scurcola Marsicana (L’Aquila), sabato 8 marzo, realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Mind Over All, che, dopo aver allargato nel corso del 2019 il raggio della propria proposta con eventi dedicati alla classica, al jazz, allo ska e al reggae, è pronta a rituffarsi con entusiasmo nell’organizzazione di concerti rock di portata internazionale.

Inoltre, venerdì 21 marzo, il Bliss di Monticchio (all’Aquila in via Rodolfo Volpe) la stessa associazione che fa capo ad Andrea Pellegrini organizzerà anche l’esclusiva data per il centro-sud del paese del tour europeo di Kriss Barras. Il chitarrista-cantante inglese è considerato uno dei migliori interpreti contemporanei della classica tradizione blues-rock britannica. The Walk of fame è media partner di entrambi gli eventi.

Sabato, dunque, riff e accordi di Zaza riempiranno i locali dell’Ex “DiDi Club” di Scurcola (in via delle Ginestre). Maestro della sei corde riconosciuto da tempo a livello internazionale, il musicista dell’Ohio, oltre a vantare un elenco di prestigiose collaborazioni con mostri sacri dell’hard rock e dell’heavy metal (tra le altre, ricordiamo quelle con Michael Anthony dei Van Halen e quella con Jordan Rudess dei Dream Theater), ha intrapreso lunghi e articolati tour mondiali. Un ritorno a casa in grande stile per Cianciusi e Cerasani.

Zaza, Cianciusi e Cerasani sul palco

Zaza, che tipo di spettacolo dobbiamo attenderci?
“Ci sono delle novità rispetto agli ultimi anni. Abbiamo inserito in scaletta dei pezzi incisi in studio per One Dark Night, l’opera rock che racconta un viaggio nel macabro. Si tratta di un omaggio a tanti autori classici di cui abbiamo rivisitato alcuni brani, come Mozart ad esempio (Dies Irae e Lacrimosa), Chopin (marcia funebre opera 35), Bach (fuga in sol minore, BWV 578), ma anche Albinoni con l’adagio in sol Minore, Beethoven e Prokofiev. Ovviamente, le parti di orchestra vengono riprodotte.

Un repertorio sperimentale che si incastra con i brani dei suoi album più tradizionali.
“Abbiamo elaborato una set list assortita che pesca un po’ da tanti passaggi della mia carriera. Ho la fortuna di suonare con Enrico da dieci anni e Walter da 13, questo mi permette di poter attingere con facilità da numerosi brani. Sorprendente come sia facile trovare con loro la giusta sinergia”.

Quanto spazio lascia all’improvvisazione un concerto come il suo?
“Non molto in realtà. Nonostante si tratti di brani strumentali, la struttura delle canzoni segue lo schema strofa – ritornello e via dicendo. Ovvio che ci sono alcune parti di assolo che suono sempre allo stesso modo. Tuttavia, la parte ritmica segue delle parti ben precise a cui i miei compagni di viaggio sono sempre fedeli. Di tanto in tanto mi diverto a provocarli chiedendogli se hanno voglia di fare un assolo di basso o di batteria. Ma lo chiedo solo per guardare le loro facce”.

Porta in tour una scaletta fissa o qualcosa cambia da concerto a concerto?
“La setlist è piuttosto definita, anche se ci piace leggere il pubblico che abbiamo davanti. L’altra settimana, in Repubblica Ceca, sembrava che la gente volesse più rock spinto, ci siamo divertiti ad accontentarli prediligendo pezzi più energici”.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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