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Neil Zaza, nel weekend show gratuito in Abruzzo

Redazione

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Dopo la pausa di gennaio, finalmente si riparte! E con un live che non vuole essere solo una performance musicale d’eccellenza, ma l’occasione per ritrovarsi in un clima di festa con tanti amici accomunati da una medesima passione: il rock.

È con grande piacere che l’associazione culturale Mind Over All dà inizio alla nuova programmazione 2020 con il concerto ad ingresso gratuito di Neil Zaza, che si terrà sabato 8 febbraio alle ore 22:30 ca presso il locali dell’Ex “DiDi Club” di Scurcola Marsicana (Via delle Ginestre).

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Maestro della sei corde riconosciuto da tempo a livello internazionale, il musicista dell’Ohio, oltre a vantare un elenco di prestigiose collaborazioni con mostri sacri dell’hard rock e dell’heavy metal (tra le altre, ricordiamo quelle con Michael Anthony dei Van Halen) e ad aver diviso più volte il palco con fuoriclasse assoluti dello strumento come Joe Satriani e Steve Vai, ha intrapreso lunghi e articolati tour mondiali suonando la sua musica, nella quale svolgono un ruolo fondamentale la grande pulizia e perizia tecnica e l’ispirazione ai capolavori dei grandi compositori classici del passato (Bach e Mozart su tutti).

Tra i titoli della sua ormai corposa discografia in studio e dal vivo, si ricordano l’eccellente When Gravity fails del 2006, alle registrazioni del quale presero parte, tra gli altri, anche il grande chitarrista degli Humble Pie Peter Frampton e il tastierista dei Dream Theater Jordan Rudess, nonché il doppio One silent night (volume 1 e volume 2) del 2002, che Zaza registrò dal vivo presso il Palace Theater di Cleveland, con l’ausilio di un’intera orchestra.

Ad accompagnarlo, e ormai entrambi da tempo in pianta stabile nel terzetto che compone la sua formazione live, ci saranno due valenti strumentisti marsicani, Enrico Cianciusi alla batteria e Walter Cerasani al basso.

“Siamo estremamente soddisfatti di poter cominciare le nostre attività di quest’anno con un artista della caratura di Neil Zaza e spero che sabato, anche considerando l’ingresso gratuito all’evento, ci sarà un pubblico degno a far cornice all’evento che sarà solo il primo di una lunga serie” ha dichiarato il presidente dell’associazione Andrea Pellegrini.

“Prometto fin da ora che in questo 2020, dopo aver allargato il raggio delle nostre proposte a generi come la classica, il jazz e lo ska, la Mind Over All tornerà a privilegiare la sua vocazione originaria, regalando a tutti coloro che da anni ci seguono con affetto e dedizione un bel po’ di rock. Seguitici, vogliamo farvi divertire, innanzitutto. Per noi, l’organizzazione dei concerti è e sempre rimarrà ispirata a tre principi fondamentali: creare sana condivisione tra le persone (e sabato potrete toccare con mano l’atmosfera di festa che siamo in grado di scatenare), portare nella Marsica e nel circondario nomi importanti della scena musicale nazionale e internazionale (nonostante tutte le difficoltà economiche e strutturali del periodo per un progetto di questo tipo) e promuovere la bellezza e la ricchezza culturale del nostro territorio in tutte le forme e con tutte le nostre forze. Perciò, siateci sempre vicini come avete fatto in questi nove anni e aiutateci con la vostra presenza a regalarvi, oggi come ieri, la raw emotion, la pura, selvaggia emozione per la quale ci siamo sempre battuti e sempre ci batteremo ”.

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Greta Van Fleet, fuori l’album “The Battle at Garden’s Gate”: una riflessione sulla crescita personale dei componenti

Redazione

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Venerdì 16 aprile è uscito il nuovo album dei Greta Van Fleet, The Battle at Garden’s Gate, disponibile in digitale e in formato CD, doppio LP e doppio LP verde tie dye. Per celebrare l’uscita del loro nuovo progetto discografico, la band si è esibita al “Jimmy Kimmel Live!” con il singolo Heat Above.

«The Battle at Garden’s Gate riguarda la speranza e il superamento delle sfide che l’umanità deve affrontare. Viviamo in un mondo alimentato da istituzioni superficiali e questo album ci ricorda che sta a noi cantare fuori dal silenzio» commenta Sam Kiszka, bassista e tastierista dei Greta Van Fleet.

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Leggi anche: “Achille Lauro e l’ultima “furbata” : parla di ritiro dalle scene per promuovere l’album

Il produttore Greg Kurstin (Paul McCartney, Foo Fighters, Adele) aggiunge che «Ascoltare queste canzoni evolversi in ampi paesaggi sonori mi ha portato in un incredibile viaggio. Adoro il fatto che abbiano esplorato canzoni con complesse strutture e che la band abbia cercato accordi, melodie e testi che vanno oltre al normale. Soprattutto, ammiro che i Greta Van Fleet siano rimasti fedeli a se stessi ». L’album, oltre al singolo Heat Above, contiene i brani precedentemente pubblicati Broken Bells, Age of Machine e il singolo #1 nella classifica Active Rock Radio My Way, Soon. Rolling Stone è entusiasta del fatto che la band «mira ad abbattere vecchi muri», mentre UPROXX li descrive come «elettrizzanti». MOJO commenta: «i Greta Van Fleet si stanno evolvendo».

The Battle at Garden’s Gate ha un’eleganza mai vista prima per la giovane band. Grazie a orchestre d’archi e canzoni esplorative, i Greta Van Fleet costruiscono ogni traccia che dà vita a una storia visiva anche attraverso i video, il merchandising, collaborazioni e altro ancora. Il disco riflette sulla crescita personale e spirituale dei singoli membri durante la loro ascesa, partita dai tour nei bar rock di Detroit e Saginaw e arrivata agli spettacoli da headliner in tutto il mondo con oltre un milione di biglietti venduti in solo tre anni.

«Durante la creazione di questo album, c’è stata una auto-evoluzione, grazie alle esperienze che abbiamo vissuto. Sicuramente dopo questo disco, siamo cresciuti in tanti modi; ci ha insegnato molto, sulla vita in generale, su noi stessi e sul mondo in cui viviamo», spiega il cantante Josh Kiszka. «L’album riflette molto sul mondo che abbiamo visto e penso che rifletta anche tante verità personali», afferma il chitarrista Jake Kiszka.

Tracklist:

1. Heat Above

2. My Way, Soon

3. Broken Bells 

4. Built by Nations

5. Age of Machine

6. Tears of Rain

7. Stardust Chords

8. Light My Love

9. Caravel

10. The Barbarians

11. Trip the Light Fantastic

12. The Weight of Dreams

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Achille Lauro e l’ultima “furbata” : parla di ritiro dalle scene per promuovere l’album

Federico Rapini

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Achille Lauro nuovo album furbata

Se dovessimo dare un titolo alla carriera di Achille Lauro sarebbe “La ricerca dell’attenzione”. Come un bambino, il cantante romano ha un atteggiamento puerile di chi non può fare a meno di far parlare di sé. 

Appurato che le sue doti canore siano nettamente inferiori a quelle di creatore di scandalo, l’ultima trovata del wannabe-David Bowie è questa: “A un certo punto mi piacerebbe sparire come Mina e lasciare solo la musica”.

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Tirare in ballo un mostro sacro della musica italiana è una trovata niente male per pubblicizzare il suo ultimo album. Esce infatti oggi, 16 aprile, il suo ultimo album “Lauro”, per Elektra Records/Warner Music Italy, che arriva dopo tre dischi “fuori da ogni logica” pubblicati l’anno scorso ed è stato anticipato dai singoli Solo Noi e Marilù.

Il nuovo look alla Backstreet Boys è qualcosa di visto e rivisto. Come d’altronde i suoi mille trucchi e costumi presentati a Sanremo e non solo. A proposito del Festival Achille Lauro non ha rimorsi. “Io non mi pento di quello che ho fatto. Dietro ogni mio lavoro c’è un grande studio e una grande preparazione, sono ossessionato dai dettagli. Ho voluto far vedere che esiste qualcosa di diverso dalla globalizzazione. Anche nella musica: per me l’inferno è l’esistenza del solo reggaeton. Se fosse stato un flop, sarei ripartito da un altro punto di vista. I fallimenti fanno parte del successo”.

Il disco è “nato in maniera spontanea, ogni canzone è una tempesta dell’anima, con riflessioni su di me, sull’amore, sul cinismo, sull’attrazione sessuale”. Il sesso, la sessualità. Temi triti e ritriti che l’artista usa a suo piacimento per attrarre su di sé l’attenzione. E ci riesce benissimo. Bisogna ammetterlo.

Altrettanto bisogna sottolineare che l’idea dell’abbandono della scena, o quantomeno la minaccia, risulta studiata a tavolino. Nanni Moretti in Ecce Bombo domandava “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”. Beh Achille Lauro con questa uscita sembra voler ricalcare questo dilemma. Dandone però al tempo stesso una mezza risposta. Nel dubbio lo dice. Riesce comunque a far parlar di sé. Per qualche giorno il suo album avrà recensioni. Ascolti su Spotify, su Youtube e chi più ne ha più ne metta. Poi state pur certi che, qualora dovesse sparire dai radar per un po’, riapparirà magicamente. Come 1727. Quello di “ho preso er muro fratellì”.

Ma il buon Achille Lauro il marketing sembra conoscerlo meglio. D’altronde bene o male “purché se ne parli”. Ma come ha detto lui stesso, Renato Zero è solo uno. E se “l’amore ha l’amore come solo argomento” di deandriana memoria, così l’arte e la musica riusciranno a perpetuare chi è stato arte e musica. Perché c’è una differenza abissale tra fare arte ed essere arte.

La stessa differenza tra essere e apparire. Bam bam Achi’.

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Extraliscio, online il singolo “È Bello Perdersi”: un folle tango-rock

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Da venerdì 16 aprile sarà in radio È Bello Perdersi, il nuovo singolo degli Extraliscio. Un sorprendente e folle “tango-rock”, estratto dall’omonimo album (Betty Wrong Edizioni Musicali / Sony Music) disponibile in digitale, doppio cd e doppio vinile. Il brano è stato scritto da Mirco Mariani e Elisabetta Sgarbi e composto da Mirco Mariani che lo ha registrato con il suo speciale ‘Mariani Orchestrone’, un’invenzione nata nel suo Labotron di Bologna per poter suonare da solo più strumenti contemporaneamente.

Il singolo sarà accompagnato da un video girato al Globe Theatre di Bologna, un cabinet de curiosité labirintico pieno di oggetti di arredamento vintage. Un mondo paradossale e festoso che ben rappresenta l’anima degli Extraliscio. Mirco Mariani, lo scienziato pazzo della musica, e sua figlia Gilda si muovono con naturalezza tra gli oggetti raccolti negli anni dal visionario scenografo e costumista Steno Tonelli. Non basteranno delle scarpe di cemento per far rimanere Mirco con i piedi per terra!

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Dopo il successo al 71° Festival di Sanremo con il brano Bianca Luce Nera, continua la missione di Mirco Mariani, Moreno Il Biondo e Mauro Ferrara di contaminare la tradizione con un mondo ricco di suoni e arrangiamenti, allo stesso tempo popolare e colto. Prodotti da Elisabetta Sgarbi con la sua Betty Wrong Edizioni Musicali, gli Extraliscio fanno incontrare la musica della Romagna che ha fatto ballare intere generazioni con le chitarre noise, l’elettronica, il rock, il pop in un’esplosione di suoni, ironia e libertà.

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