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Musica e arte a favore dei diritti umani: un cd-book per celebrare il festival legato ad Amnesty International

Un’opera che vuole celebrare la 22a edizione di “Voci per la Libertà”, la manifestazione musicale legata ad Amnesty International Italia

redazione

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Musica e arte si incontrano a favore dei diritti umani. E’ disponibile il cd-book “20×22”, un’opera che vuole celebrare la 22a edizione di “Voci per la Libertà”, la manifestazione musicale legata ad Amnesty International Italia che si è svolta a Rosolina Mare (Rovigo) lo scorso luglio. All’interno dell’opera compaiono i brani dei venti artisti che si sono esibiti in quella occasione o hanno partecipato ad uno degli altri eventi dell’anno legati al festival.

La tracklist parte dai due vincitori di “Voci per la Libertà” 2019: Roy Paci con il brano “Salvagente”, Premio Amnesty International Italia nella sezione Big, e i Grace N Kaos con “Nero”, premiati nella sezione emergenti.

Un album con un corposo libretto in cui a fianco di ciascun brano compare un’illustrazione di un artista contemporaneo che ha rappresentato la canzone con una sua opera. “20×22” è infatti l’unione delle anime di due festival: uno è appunto “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, l’altro è “DeltArte – il Delta della Creatività”, più legato all’arte contemporanea, due manifestazioni unite sotto l’insegna di “Arte per la Libertà”.

Ma c’è anche altro: “20×22” non è solo un cd-book (che sarà distribuito tramite Amnesty International Italia, l’Associazione Voci per la Libertà e sul sito www.apogeoeditore.it) ma anche un progetto multimediale che vede alternarsi illustrazioni, musiche, fotografie, luci, video, grafiche e che sarà disponibile dal 10 dicembre su www.20×22.it

La tracklist, dopo Roy Paci e i Grace N Kaos, propone un brano del rapper Picciotto, che a Rosolina Mare si è esibito con Roy Paci, per poi ripercorrere tutta la quattro giorni di “Voci per la libertà” alternando gli altri quattro finalisti del contest per emergenti, ovvero Giulio Wilson, The Roomors, Chiara Patronella e Chiara Effe, con gli artisti ospiti: Valerio Piccolo, La Municipàl, Michele Mud, Gio Evan, Marcondiro, Kumi, le Mujeres Creando e i Pupi di Surfaro.

La raccolta contempla infine anche i protagonisti musicali degli appuntamenti di Arte per la Libertà e della rassegna “VxL in tour”: Danilo Ruggero, Anna Luppi, i Do’Storieski, Elisa Erin Bonomo e i Marmaja.

Ad illustrare le canzoni sono: Alessandra Carloni per Roy Paci, Jessica Ferro per i Grace N Kaos, Artax per Picciotto, Sabrina Oliviero per Giulio Wilson, Cristina Chiappinelli per Valerio Piccolo, Violetta Carpino per i The Roomors, Zentequerente per La Municipàl, La Fille Bertha per Chiara Effe, Michele Bernardi per Michele Mud, Alessio Bolognesi per Chiara Patronella, Ferruccio Carubini per Gio Evan, Carolì per Marcondiro, La Cigale Magique per Kumi, Antonella Porfido per le Mujeres Creando, Centocanesio per i Pupi Di Surfaro, Marco D’Angelo per Danilo Ruggero, Marco Mei per Anna Luppi, Iapimh per i Do’ Storieski, Eliana Albertini per Elisa Erin Bonomo, Luka per i Marmaja.

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Aperol e Rockin’1000 raccolgono 100mila euro per la Protezione civile: il video

Fabio Iuliano

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Collaborando con il superprogetto Rockin’1000, capace nell’arco di poche ore di aggregare un’enorme band di 1200 musicisti, Aperol ha raccolto e donato oltre 100mila euro alla Protezione civile per far fronte all’emergenza Covid 19. Ogni musicista coinvolto, dalla propria casa, ha cantato e suonato “Una musica può fare” di Max Gazzè contribuendo a un video dalle mille finestre. Sono esattamente 1215 i contributi pervenuti.

Immagini casalinghe di ogni tipo. Questi i numeri della formazione, aggregata dalla più grande rock band del mondo: 450 chitarristi, 273 cantanti, 186 bassisti, 162 batteristi, 60 tastieristi, 53 saxofonisti, 20 trombe e 11 tromboni da Italia, Francia, Austria, Germania, Belgio, Svizzera, Russia, Argentina, Inghilterra e Tunisia.

Per ogni partecipante, Aperol ha donato 50 euro. Una volta arrivati a mille partecipanti, Aperol ha raddoppiato la donazione. Sono stati raccolti già 100mila euro a favore della Protezione Civile.

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Jesus Christ Superstar, l’opera rock compie 50 anni e conserva intatto il suo messaggio dirompente e provocatorio

Fabio Iuliano

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I giorni della Passione negli occhi e nell’umanità dei suoi protagonisti. La storia di Gesù raccontata attraverso gli occhi Pilato, Caifa, Pietro, di Maria Madddalena, ma soprattutto di Giuda, in un’opera rock dalla forza provocatoria e drammatica. Ecco Jesus Christ Superstar, il cui messaggio resta invariato, anche cinquant’anni dopo.

Era la primavera del 1969 quando l’allora ventenne e sconosciuto Andrew Lloyd Webber compose la canzone Superstar, sul testo dell’amico 23enne Tim Rice nei pressi di Ventimiglia. Quel singolo è stato il primo embrione su cui si è sviluppata l’opera nel 1970: un doppio album con un’orchestra sinfonica di 85 persone, 6 musicisti rock, 3 cori.

Una miscela originale a cavallo tra rock, soul, pop, punk e psichedelia. La parte di Gesù venne interpretata da Ian Gillan dei Deep Purple. Due anni dopo andò in scena il primo musical, un mix. Nel 1973 arrivò il film di Norman Jewison girato in Israele.

Un concept e una fotografia originale e un cast capace di registrare delle performance strepitose, Ted Neeley (Gesù), Carl Anderson (Giuda) e Yvonne Elliman (Maria Maddalena) e Barry Dennen (pilato). Un successo planetario, insomma, ma sempre accompagnato da polemiche. Inizialmente, la Bbc bollò l’album come “sacrilego” e lo bandì dalle sue trasmissioni. Poi, il fronte della contestazione arrivò un po’ ovunque.

“Abbiamo trattato il Cristo più come uomo che come Dio”, si trovò a dire Tim Rice. “Noi come autori non prendiamo posizione. Però il primo spunto ce l’ha offerto proprio il decano di San Paolo che una volta ci ha detto: ‘Prendete Gesù e portatelo via dalle vetrate istoriate’. Come base abbiamo scelto il Vangelo di Giovanni”.

#Musica, #Bollani, Jesus Christ Superstar a modo mioDal 3/4 la rivisitazione dell'album culto a 50 anni dall'…

Pubblicato da ANSA.it su Mercoledì 1 aprile 2020

Mentre oggi, anche Stefano Bollani annuncia una sua rilettura, in Italia l’adattamento, pur sempre in lingua originale, è firmato da Massimo Romeo Piparo: in scena da 26 anni, ha superato le 2000 rappresentazioni. Dal 2014 arruola lo stesso Neeley, oggi 77enne. Due anni fa, in occasione della sua performance all’Aquila, in occasione della Perdonanza celestiniana, abbiamo avuto modo di intervistarlo per il Centro, il quotidiano abruzzese.

Agosto 2018Cappello con visiera, pantaloni sportivi e camicia fuori, Ted Neeley fa quattro passi nell’anello del Forte spagnolo in attesa che finiscano di allestire il palco. Ha una bottiglietta d’acqua in mano, ti assicura di essere in grado di tramutarla in vino o di camminare sull’acqua delle fontane cittadine. In città da qualche giorno, l’attore-musicista ha avuto il tempo di vedere con i propri occhi le ferite del sisma del 2009, prima di prepararsi alla cerimonia di accensione del tripode della Perdonanza.

“Ricordo bene quelle immagini in tv di questa bella città distrutta dal sisma”, racconta. “I segni della tragedia si vedono ancora, ma trovo significativo che nell’arco di questi anni gli abitanti siano riusciti in qualche modo a rialzare la testa”. Sorride quando viene informato che sul web qualcuno ebbe il coraggio di dare la colpa del terremoto aquilano a una rappresentazione di Jesus Christ Superstar in scena proprio la notte del sei aprile in una chiesa della zona. “Negli anni Settanta i nostri show si riempivano di contestatori che consideravano l’opera sacrilega. Io mi armavo di pazienza e andavo a parlare con loro a uno a uno, invitandoli ad assistere a una replica per condividere il messaggio universale del musical. Poi anche Paolo VI volle vederla e ci disse: proiettatelo, contribuirà a diffondere la figura di Gesù“.

Che tipo di messaggio?
“Spiritualità, dialogo, amore e perdono. Con la musica a dar forza alle parole. Qualcosa che trascende il messaggio stesso di Celestino V nella Perdonanza.

Quanto è importante che queste parole si facciano strada in un momento in cui tutto viene mercificato, anche la religione?
“Il fatto che i testi e le scene pongano l’enfasi sul lato umano di Giuda e Gesù, consapevole di dover salire sulla croce, riempie l’opera di riferimenti al perdono, alla grazia, alla comprensione dell’altro, come nel caso della Maddalena”.

La sua voce raggiunge le note più alte nel brano dell’Orto di Getsemani quando Gesù chiede a suo Padre il perché della sua passione. Che risposta si è dato a questo perché?
“La risposta devo trovarla ogni sera, per arrivare al punto in cui non si può che accettare la volontà di Dio. Un bicchiere tanto amaro da mandar giù, così come la consapevolezza che sia Lui a tenere in mano ogni singola carta del gioco. Quelle domande senza risposta che ci troviamo a fare di fronte a una tragedia, o di fronte a decisioni apparentemente inspiegabili, come la scelta di un padre di sacrificare il proprio figlio”.

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Cantante turca muore dopo 288 giorni di sciopero della fame

Fabio Iuliano

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Helin Bölek, 28 anni, cantante solista del gruppo musicale turco Grup Yorum, è morta dopo 288 giorni di sciopero della fame. Un’azione non violenta che ha coinvolto la cantante e i componenti della band, iniziata per chiedere al governo il rilascio dei membri del suo gruppo; per chiedere la fine delle incursioni della polizia contro il Centro Culturale İdil di Okmeydanı, Istanbul; per eliminare il divieto dei concerti (erano stati banditi per quasi tre anni) ed eliminare le cause penali intentate contro di loro.

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