Mark Chapman, l’uomo che spense il sogno di John Lennon

Il nostro speciale “AmaROCKriminale” in occasione della scomparsa di John Lennon. Di e con l’attore Alessandro Martorelli ( Teatranti TraTanti) con la partecipazione di Alberto Bianchi e Matteo Troili

Sono trascorsi 40 anni dalla morte di John Lennon. L’8 dicembre 1980, poco dopo le 22.50, l’ex membro dei The Beatles, fu colpito a morte da 4 proiettili sparati alle spalle da Mark David Chapman.

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Venticinquenne texano, Mark, a detta di amici e conoscenti, non sarebbe mai stato in grado di commettere un omicidio. Le cose non andarono esattamente per il verso giusto, però. Vittima di bullismo durante l’età infantile, Mark Chapman è un ragazzo socievole, molto intelligente. Trascorsa l’età adolescenziale, si avvicina alla fede, fidanzandosi con una ragazza, come lui, connessa ai Cristiani Rinati, un gruppo religioso tendente all'”estremismo cattolico”.

Innamorato fino all’eccesso de “Il Giovane Holden” di Salinger, tanto da trasformare il protagonista nel suo spirito guida, Chapman era come la maggior parte un fan dei The Beatles e di John Lennon. Il suo amore, però, subisce una trasformazione quando Lennon dichiara: “Noi siamo più popolari di Gesù”. Da quel momento in avanti lui e il suo gruppo non la presero bene. Addirittura si diceva che cantassero “Imagine” con una strofa che augurasse la morte al cantante inglese.

Dopo un periodo turbolento vissuto tra crisi, depressione e pensieri suicidi, Mark si riprende. Trova un lavoro, si sposa, ma ha sempre un pensiero fisso, anzi diremmo un odio fisso: quello verso John Lennon “che predica la pace e naviga nell’oro”.

Circa un mese prima di quel tragico 8 dicembre, Mark compra ad Honolulu una calibro 38 scorta, ma prima di poter reperire delle pallottole trascorre alcune settimane tra New York, Atlanta e le Hawaii. Il 6 dicembre, però, il ragazzo tornerà nella Grande Mela, con l’intento di assassinare John Lennon.

Il pomeriggio dell’8 dicembre Mark Chapman si trovava all’ingresso del Dakota Buildings, insieme ad altri fan. John Lennon e Yoko Ono stavano lasciando l’appartamento per recarsi ai Record Plant Studios. Chapman coglie quindi l’occasione per farsi autografare “Double Fantasy”, l’ultimo album di Lennon, messo all’asta per 400 milioni di dollari qualche giorno prima.

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Non era ancora il momento giusto. Mark infatti avrebbe aspettato il ritorno della coppia in tarda serata per uccidere John Lennon. Con in mano “Il Giovane Holden” acquistato poche ore prima, Chapman uccise con quattro colpi di pistola l’ex Beatle. Non scappò. Restò fermo lì ad aspettare la polizia alla quale raccontò per filo e per segno come aveva appena assassinato il cantante inglese.

Da quella notte Mark Chapman è in galera, nonostante le numerose richieste di scarcerazione e di scuse alla famiglia. Yoko Ono, infatti, nonostante siano trascorsi 40 anni, non perdona l’uomo che ha assassinato il suo John.

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Antonella Valente
Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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