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“Un concerto ti fa capire il mondo che c’è là fuori”: Manuel Agnelli e la speranza di tornare presto sul palco

Federico Falcone

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Intervistato durante il programma “Non Stop News” di RTL 102.5, Manuel Agnelli, storico cantante – chitarrista e frontman degli Afterhours, ha rilasciato una serie di dichiarazioni che, come al solito non passeranno inosservate. Non si tratta di polemiche né di scontri dialettici, bensì di un messaggio di grande importanza per tutti i fruitori della musica dal vivo intesa come business.

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“Difficile fare musica in questo periodo, la gente sta cominciando a capire quanto è importante perché manca. Perché è una cosa che, oltre ad aggregare le persone fisicamente, ti conforta, dà compagnia, ti fa sentire che c’è un mondo là fuori. In questo momento è veramente dura per tutti”, ha dichiarato Agnelli, anche giudice di X-Factor.

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Nel corso del programma condotto da Pierluigi Diaco, Giusi Legrenzi ed Enrico Galletti, Agnelli, accompagnato dal polistrumentista Rodrigo D’Erasmo, ha anche suonato alcuni brani in chiave acustica. Ma è stata la nostalgia per la musica dal vivo a tenere banco, attualmente in stand-by e senza un preciso programma da portare avanti nei prossimi mesi. Anche Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts, intervenuto in esclusiva ai microfoni di The Walk Of Fame, ha ribadito il concetto. Secondo Trotta, infatti, i grandi eventi non torneranno prima del 2022.

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“I concerti mi mancano tantissimo, mi sono accorto di essere tanto un privilegiato perché sono riuscito comunque a fare della musica, anche se in maniera indiretta in televisione quest’anno”, ha continuato Agnelli. “Mi sono reso conto della fortuna che abbiamo e che ormai, dopo tanti anni, uno dà quasi per scontato, il fatto di uscire e incontrare e suonare davanti a un sacco di gente, un’emozione che non è paragonabile a nient’altro. Mi manca veramente tanto”.

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Altro argomento toccato dall’artista meneghino, altresì interessante e non scevro da riflessioni, è stato in riferimento alle cover di brani famosi. “In teoria non dovrebbero esserci tante differenze, perché spesso gli artisti che si scrivono le cose hanno una visione che poi difficilmente riescono a comunicare fuori. Sai cosa ti è successo ma poi lo devi raccontare e deve funzionare. Quando senti una canzone scritta da qualcun altro un’interpretazione comune c’è già, è più facile poi rendere il senso della canzone, molto più difficile è rendere la personalità. Secondo me, per tutti questi motivi, è più difficile rendere una cover ma, allo stesso tempo, non è facile scrivere le canzoni. Io apprezzo molto di più gli autori interpreti che i soli interpreti”.

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Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Sanremo, la Rai cerca con urgenza coppie di figuranti per riempire la platea dell’Ariston

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In vista di Sanremo, la Rai è alla ricerca, con urgenza, di coppie di figuranti conviventi, disponibili per le cinque serate in diretta dal Teatro Ariston del 71esimo festival: una notizia che conferma l’intenzione nei giorni scorsi di procedere con il Festival dal 2 al 6 marzo, con pubblico ridotto e composto, appunto, da figuranti.

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Nell’avviso circolato si segnala che l’impegno è previsto dal 2 al 6 marzo 2021: “È fondamentale avere il requisito di convivente – viene precisato – che permetterà di occupare due poltrone ravvicinate, distanziate dalle altre almeno di un metro. Sarà richiesta un’autodichiarazione di convivenza e inoltre sarà richiesto un tampone (rimborsato da Rai) nei giorni precedenti la prima convocazione”.

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Di Cioccio-Campanelli: atmosfere in stile Kraftwerk per il nuovo “Zaumberspiegel”

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“Zauberspiegel” è il primo singolo firmato dal duo Di Cioccio/Campanelli. La musica digitale che incontro gli strumenti elettronici analogici, così potremmo definire i lavori firmati dai due musicisti. Gli artisti, prendendo a piene mani dalla lezione dei Kraftwerk, ripropongono una musica fatta di elettronica 80’stechno e industrial.

“Zauberspiegel” è il primo singolo di questa loro nuova avventura musicale insieme, dopo la militanza di entrambi all’interno dei Le Borg: «“Zauberspiegel” è romantica e rievocativa di un’era analogica che appariva foriera di conquiste. Per il titolo abbiamo quindi pensato al nome di un antico televisore, quelli in bianco e nero, enormi, da salotto. Nella parte centrale del brano abbiamo scelto suoni che richiamassero impulsi ed ingranaggi, sovrapponendoli ad un tappeto di basso molto marcato, per sintetizzare l’evolversi dinamico del progresso».

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In uscita per Aventino Music, il brano è stato interamente registrato dai due presso lo studio di Paolo Di Cioccio: «“Zauberspiegel”, come tutto l’album da cui è tratta, è stata registrata presso la nostra “caverna del suono”, ovvero lo studio privato di Paolo Di Cioccio, con componentistica e strumenti digitali. Unici strumenti analogici, i sintetizzatori Doepfer, utilizzati per creare effetti e rumoristica in generale. Il nostro lavoro iniziale è stato poi raffinato ed impreziosito presso gli studi della Aventino Music, con una non comune ed immediata sintonia».

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“Zauberspiegel” è il primo estratto da “The Last Odyssey”, album dedicato alla memoria di Florian Schneider dei Kraftwerk, in uscita il 3 febbraio: «“The Last Odyssey” è dedicato alla memoria di Florian Schneider e dei suoi Kraftwerk. Abbiamo provato a ricreare quegli stati d’animo dell’elettronica strumentale anni ‘80, cercando una visione moderna del lascito artistico del compianto compositore. Abbiamo così trovato sonorità che fossero contemporaneamente rievocative di quegli anni e, nello stesso, tempo richiamassero qualche eco della prima techno. Di fondo, il nostro lavoro vuole essere ispirato alla gradevolezza dell’ascolto, nel richiamo della tecnologia analogica. Proprio in questa prospettiva ci siamo ispirati ai vecchi 45 giri per la durata dei brani, tutti attorno ai tre minuti».

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Energia e groove, “Beyond Thuderdome” è il nuovo singolo dei Death of a Legend

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Dopo il successo del primo singolo Faceman, che ha superato i 27k streams in poco più di un mese dalla sua uscita, i Death of a Legend sono pronti a farvi ascoltare Beyond Thunderdome. Il brano è un concentrato di energia e ironia, marchio distintivo della band.

Trippy, il cantante, dichiara: “nessuna città morta che tace in una terra desolata radioattiva e nessuna muscle-car corazzata piena di punte e motoseghe. Ci hanno detto che la cosa più preziosa rimasta era il carburante e si sbagliavano. Poi ci hanno detto che la cosa più preziosa rimasta era l’acqua e di nuovo si sono sbagliati. Tutto sbagliato. È carta igienica… ed è finita”.

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Beyond Thunderdome è la prima canzone su cui abbiamo lavorato insieme all’inizio del 2020. La formazione non era completa e stavamo ancora cercando di trovare il nostro modo di fare le cose, quindi la prima versione sembrava più una traccia thrash metal. All’inizio, è stato difficile dare a tutto un senso, ma dopo… fanculo, ci siamo lasciati andare, non l’abbiamo più fatto e tutto è fluito naturalmente. Enjoy”.

Death of a Legend, band rock’n’roll formata da membri della scena hardcore punk milanese, schierano: Trippy alla voce, Mark alle chitarre, Zane al basso e Don Malasorte alla batteria. Lo stile della band mescola le iconici beat del rocker blues Danko Jones, sfaccettature grezze di band come Maylene and the sons of Disaster e The Bronx ed un groove tipico dei primi Volbeat.

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