La Casa di Carta 5, adrenalina a mille ma troppa carne al fuoco

È stata rilasciata questo 3 settembre da Netflix, la prima parte della quinta stagione di quel fenomeno divenuto mondiale che è “La casa di carta”. Cinque episodi, di circa 50 minuti l’uno, ambientati nella Banca di Spagna.

Questa nuova stagione ricomincia esattamente dove si era conclusa l’ultima. Il Professore (Alvaro Morte) pare spacciato, dal momento che l’Ispettore Sierra (Najwa Nimri), oramai fuori dai giochi e usata dai suoi superiori come capro espiatorio, ha scoperto il suo nascondiglio e, di conseguenza, la rete fognaria da dove uscirà l’oro che la banda, nel frattempo, sta fondendo.

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E se l’arguto Professore, come è ben noto, ha sempre un piano per tutto, questa volta non è così. Ma una serie di fortunate coincidenze, tra cui il parto imminente dell’Ispettore Sierra, farà cambiare ancora una volta le cose e rimescolerà le carte.

Nel frattempo la banda, chiusa da più di 100 ore all’interno della Banca, dovrà affrontare il più duro combattimento e il nemico peggiore che si sia mai visto dall’inizio della storia, l’esercito. Questo darà non poco filo da torcere ai ladri vestiti di rosso. E quella che era iniziata come una rapina ben presto si trasformerà in una vera e propria guerra.

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Se fino a quel momento l’obiettivo era stato salvare e liberare gli ostaggi tenuti prigionieri all’interno della banca, questa non è più la prospettiva imminente. Insomma, sacrificare un bene minore per porre fine ad un male maggiore. Effetti collaterali si chiamano. E la squadra delle Forze Speciali dell’Esercito Spagnolo, capitanata dal comandante Sagasta (Josè Manuel Seda) è intenzionata più che mai a mettere a ferro e fuoco la banca, a costo di perdere vite umane, per porre fine a tutto.

Oltre ad una guerra fino all’ultimo sangue, numerosi flashback compongono questo capitolo, i quali fanno conoscere all’affezionato pubblico alcune new entry. Primo fra tutti il figlio di Berlino (Pedro Alonso), Rafael (Patrick Criado). Un ingegnere trentenne esperto in cybersecurity il quale, attraverso un flashback di 4 anni prima, viene iniziato alla rapina e ai furti dal padre, sullo sfondo della Danimarca.

Tutto lascia pensare che si rivelerà un personaggio chiave nella seconda parte di quella che dovrebbe essere la fine effettiva dei giochi. Oltre a Rafael viene presentato, sempre tramite flashback, René (Miguel Angel Silvestre), il grande amore di Tokyo (Ursula Corberò), ucciso anni prima durante una rapina, prima che lei si unisse alla famigerata banda.

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La prima parte della quinta stagione non delude le aspettative in quello che è, fino a questo momento, il capitolo più avvincente e adrenalinico della storia, figlia della mente del creatore Alex Pina. Ma questo aspetto può anche rivelarsi una lama a doppio taglio.

Se c’è una critica che si può muovere a questo quinto capitolo de “La casa di carta” è che la carne messa al fuoco è molta, forse troppa. Troppe situazioni, troppi avvenimenti che accadono in maniera repentina e frettolosa, dando poco tempo allo spettatore di assimilare o meglio, di capire cosa stia succedendo.

La trama si presenta a tratti scarna, rispetto ai capitoli precedenti, per lasciare il posto a fuoco e fiamme, padroni indiscussi. Sul finale un colpo di scena e un ritorno ad una leggera introspezione che, oltre a far cadere dalla sedia o dal divano, farà sicuramente scendere qualche lacrimuccia ai fans più affezionati. Chissà cosa accadrà il 3 dicembre

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Malaika Sanguanini
Ok, amo il cinema. Fin da quando, da bambina, restavo a bocca aperta davanti al Gladiatore o al Frankenstein di Mary Shelley mentre gli altri si entusiasmavano per i cartoni animati. Dopo una laurea in Scienze dell’educazione e anni di lavoro nel settore, ho lasciato tutto dopo la seconda laurea in Scienze della comunicazione per fare ciò che amo di più: scrivere di cinema. Tarantino, l’enfant prodige Xavier Dolan e l’aura onirica di David Lynch sono punti di riferimento. Amo la scrittura perché, Bukowski docet, “scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle”.

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