Il Getty Museum restituisce all’Italia il gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene”

A settembre il Getty Museum di Los Angeles restituirà all’Italia il gruppo scultoreo in terracotta di Orfeo e le Sirene, risalente al IV secolo a.C. L’opera, esportata illegalmente dal nostro Paese quasi cinquant’anni fa, verrà dapprima esposta nel Museo dell’Arte Salvata a Roma e poi tornerà a Taranto.

Un gruppo di statue esportate illegalmente negli Stati Uniti

Datate tra il 350 e il 300 a.C, in pregiata terracotta, a grandezza naturale, le tre statue di Orfeo e le Sirene possono considerarsi un autentico capolavoro. Ne era perfettamente consapevole il petroliere J.P. Getty quando nel 1976, acquistò da una banca privata svizzera il raffinato manufatto per la considerevole cifra di 550mila dollari. Un acquisto illecito derivante da un’esportazione illegale dall’Italia verso gli Stati Uniti.

Nonostante l’opera risulti segnalata in un registro di opere trafugate sin dal 2006, soltanto l’inchiesta del procuratore di Manhattan, Matthew Bogdanos, ha sbloccato la situazione; il gruppo scultoreo è stato sottoposto a sequestro e il Getty Museum ha avviato le pratiche per la restituzione al nostro Paese.

Attualmente Orfeo e le Sirene sono stati rimossi dalla pubblica esposizione e si accingono a lasciare gli Stati Uniti attraverso molteplici precauzioni, vista l’estrema delicatezza dei materiali.

Orfeo e Le Sirene, gruppo scultoreo in terracotta, autore sconosciuto, IV secolo a.C.

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La tappa al Museo dell’Arte Salvata e il ritorno a Taranto

Il gruppo scultoreo partirà per Roma nel mese di settembre. In un primo momento verrà esposto nel Museo dell’Arte Salvata e poi tornerà in Puglia dove probabilmente verrà acquisito dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA).

La tappa al Museo dell’Arte Salvata, inaugurato nel giugno scorso nell’Aula Ottagona delle Teme di Diocleziano a Roma, acquisisce un potente valore simbolico. Lo spazio espositivo infatti nasce proprio per esporre al pubblico opere trafugate, vendute, esportate illegalmente, e poi recuperate.

Nello specifico oltre a Orfeo e le Sirene torneranno a breve in patria altre quattro opere provenienti dal Getty Museum di Los Angeles: una colossale testa marmorea risalente al II secolo d.C., uno stampo in pietra per la fusione di gioielli dello stesso periodo, un dipinto a olio intitolato Oracolo a Delfi del pittore ottocentesco Camillo Miola e un thymiaterion (contenitore per l’incenso) in bronzo etrusco del IV secolo a.C.

Museo dell’Arte Salvata, panoramica generale, foto di Roberto Serra

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Composizione di Orfeo e le Sirene

L’Orfeo con le sirene, raffigurante la sfida che oppose il mitologico cantore alle creature fantastiche note per il loro canto ipnotizzante, è tra i pezzi più pregiati delle collezioni antiche del Getty Museum ed è considerato unico nella sua iconografia.

Il cantore si presenta seduto su un klismos (un seggio) caratterizzato da uno schienale ampio e tondeggiante, e poggia i piedi su di una pedana rettangolare. La veridicità dell’anatomia è tale che negli occhi si vedono addirittura le ghiandole lacrimali. Probabilmente in origine la figura aveva i capelli dipinti, ma è possibile che la testa fosse coperta in parte da un copricapo, come sembra suggerire la modellazione della parte superiore della fronte.

Le sirene sono immortalate in una posa meditativa. Possiedono gambe che terminano in quattro lunghi artigli (secondo la mitologia greca le sirene erano metà donne e metà uccelli), e sono aggrappate a un base rocciosa. Sono vestite con un chitone corto, perfettamente aderente al corpo che si estende sul retro a formare una suggestiva coda tubolare.

Orfeo e le Sirene, particolare di Orfeo

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Un ritrovamento importante per la cultura identitaria del Paese

Un ritrovamento del genera rappresenta un passo fondamentale per la cultura identitaria di un Paese, oltre a dimostrare come l’azione sinergica tra forze dell’ordine ed enti culturali sia indispensabile per il trionfo della giustizia e della legalità.

Si esprime in tal senso Timothy Potts, direttore del Getty Museum: “Grazie alle informazioni fornite da Matthew Bogdanos e dall’Unità per il traffico di antichità dell’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan che indicano lo scavo illegale di Orfeo e delle sirene, abbiamo deciso che questi oggetti dovevano essere restituiti”.

A queste dichiarazioni si aggiungono quelle di Eva degl’Innocenti, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, tra le istituzioni più papabili per accogliere la pregiata opera: “[…] Dopo l’esposizione romana, il MArTA sarebbe pronto ad ospitare il gruppo di figure in terracotta, anche in virtù del progetto in corso di un nuovo allestimento espositivo che consentirebbe al gruppo scultoreo di poter recuperare il proprio contesto identitario”.

Orfeo e le Sirene, sirena sulla sinistra, particolare

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Nata a L’Aquila nel 1985, Francesca Massaro consegue la laurea magistrale in Storia dell’Arte nel 2011. Nel 2016 scrive il catalogo della mostra Babele e inizia rapporti di consulenza e critica artistica per artisti aquilani e abruzzesi. Nel 2020 vince il premio letterario Fëdor Dostoevskij- sezione narrativa. Attualmente redige articoli per riviste e siti web del settore e coltiva la sua passione per la scrittura creativa.