Hugo Cabret: il Martin Scorsese tra illusione e realtà, fiaba e mistero

Hugo Cabret” è tra i film più affascinanti di Martin Scorsese. Una pellicola dalle tinte fiabesche dove illusione e realtà si mescolano dando vita a una storia dalle atmosfere dolci e nostalgiche, commoventi e intime. Siamo lontani dai canoni che hanno definito lo stile cinematografico del regista newyorkese: non ci sono storie di gang e mafie italoamericane, e neanche sparatorie, rapine e reduci dalla Guerra del Vietnam.

Siamo negli anni Trenta e l’orfano Hugo Cabret vive in un nascondiglio segreto all’interno della stazione di Parigi. Il ragazzo, oltre a coltivare il sogno di diventare un grande illusionista, è deciso anche a portare a termine un’importante missione: riparare il prodigioso automa trovato da suo padre prima di morire.

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Hugo sopravvive con vari espedienti che usa anche per recuperare i pezzi utili a completare la sua opera finché, un giorno, incontra Isabelle, nipote di un giocattolaio. Con lei affronterà un’affascinante e misteriosa avventura. Un elogio all’amicizia pura e incondizionata, assente da malizie e raggiri per interessi personali.

Un’avventura che, dal momento della sua uscita, ha saputo conquistare un pubblico trasversale e di tutte le età.

Verrebbe da citare a riferimento di Scorsese le storie tanto care a Charles Dickens ed a un certa letteratura di genere anglosassone, ma lui, con Hugo Cabret, ha dato vita a uno dei suoi lavori più personali. Un’opera che unisce la moderna tecnologia del 3D a quella dell’artigianalità, laddove il film svela omaggi dove dichiarati, dove nascosti, alla Settima Arte.

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Un atto d’amore che è facile riscontrare fin dalle prime battute, dove si vede un orologio con i suoi ingranaggi che si muovono e s’incastrano alla perfezione, quasi a volerci rimandare ai “ferri del mestiere” di inizio Novecento, quando il digitale non esisteva e per realizzare un film occorreva un sapiente tocco artigiano e una considerevole dose di fantasia.

L’ambientazione parigina, culla del cinema, alimenta questa suggestione. Di allegorie e riferimenti il film ne è pieno e, a volerli citare tutti, si perderebbe di vista il contesto nel quale si estrinsecano e si esplicano. L’impatto visivo del film, poi, è l’aspetto che rende reale una storia per grandi e piccini, che consente di materializzarla laddove, narrata, non sfigurerebbe di fronte a un camino acceso, quasi fosse un racconto da tramandare di generazione in generazione.

Un cast d’eccezione composto da Asa Butterfield, Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen, Chloë Grace Moretz, Jude Law, Johnny Depp.

Con “Hugo Cabret”, Martin Scorsese ha vinto cinque premi Oscar (miglior fotografia, miglior scenografia, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro, migliori effetti speciali) su un totale di undici nomination. Non solo, si è aggiudicato il premio come miglior regista ai Golden Globe.

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In onda questa sera, 9 gennaio, alle 21.10 su Rai Storia.

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