“Homegrown”, Neil Young e l’album nel cassetto: la fine di un amore 45 dopo

Un album intimo, nascosto che trova la luce in questi giorni, dopo ben 45 anni da quanto è stato concepito. “Homegrown”, infatti, era stato scritto nel periodo che segnò la separazione dall’attrice Carrie Snodgress, alla quale si ispirò per A man needs a maid inclusa in “Harvest”. Dodici canzoni con cui Neil Young aveva cercato di trovare un senso al suo dolore.

“È la parte triste di una storia d’amore. Quando il danno è fatto. Il cuore spezzato. Semplicemente non riuscivo a sentirlo” ha recentemente dichiarato Young, raccontando che l’album fu scritto a seguito della rottura con l’attrice Carrie Snodgress. “Volevo andare oltre, lasciarmi tutto alle spalle, così lo tenni per me, nascosto in cantina, sulla mensola nel retro della mia mente, ma avrei dovuto condividerlo, perché in realtà è bellissimo”.

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Tracce come Love Is A Rose, Homegrown, White Line, Little Wing e Star Of Bethlehem hanno comunque visto la luce in altre pubblicazioni, il resto dell’album è formato da pezzi inediti. Oltre alla fine della relazione e allontamamento dal figlio Zeke, sempre quel periodo registrò la scomparsa di Danny Whitten e Bruce Perry, due persone importanti nella vita del cantautore canadese.

Canzoni “troppo personali”, disse Young a Cameron Crowe in un’intervista a Rolling Stone dell’epoca: “Probabilmente non le pubblicherò mai, penso sarei molto imbarazzato a farlo, sono un po’ troppo vere”. E così fece, mise via il progetto, chiuse le canzoni in un cassetto, e decise di pubblicare invece il leggendario “Tonight’s the night”, non meno personale.

Secondo Young l’album è il “missing link” tra “Harvest” e “Comes a time”, un ponte tra momenti diversi di luminosità, passando per gli album degli anni oscuri, “On the beach”, “Zuma” e lo stesso “Tonight’s the night”.

Tracklist:
01 Separarte Ways
02 Try
03 Mexico
04 Love Is a Rose
05 Homegrown
06 Florida
07 Kansas
08 We Don’t Smoke It No More
09 White Line
10 Vacancy
11 Little Wing
12 Star of Bethlehem

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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