Parla Alessio Consorte, regista di Decumano Maximo: il mio omaggio ai popoli italici (video)

Decumano Maximo” è il film-dossier del regista originario di Pescara, Alessio Consorte, coprodotto, oltre che da quest’ultimo, da CF Studio e dalla Fondazione Pescarabruzzo.

Il film, girato principalmente in Abruzzo, grazie a riprese aeree, è caratterizzato da una accurata ricostruzione storica. Il regista, difatti, nel corso di 5 anni, ha raccolto numerose testimonianze e ha intervistato esperti della lingua preromana, docenti e archeologi.

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L’approfondimento nella nostra intervista con il regista, realizzata in occasione della proiezione del film al Multiplex Astra di Avezzano che ringraziamo per l’ospitalità.

Ma cos’è il Decumano? Questo costituiva la principale via di attraversamento della penisola da Est a Ovest. Consorte, affidandosi al tracciato della via Valeria, ripercorre un viaggio nel tempo sulle tracce di un conflitto epocale, la misconosciuta Guerra sociale. Questa vide opporsi dal 91 all’88 a.C. le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli, fino al potere di Roma.

Una lotta contro il dominio e centralismo di quest’ultima, la quale trattava gli Italici come cittadini di seconda classe. L’integrazione ed una rivendicazione dei diritti era necessaria. I coraggiosi antenati abruzzesi, i Marsi, decisero di marciare sulla via Valeria, arrivando fino alle porte di Roma. Ma non furono i soli, altri popoli Italici si fecero avanti, gli Equi, i Peligni, i Vestini, i Marrucini, i Pretuzi, i Frentani e i Carricini.

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Fu dunque l’Abruzzo il centro di questa battaglia, la quale alla fine si concluse con la vittoria dei romani. “Decumano Maximo” porta dunque gli spettatori all’interno di questo capitolo della storia che avrebbe potuto cambiare per sempre il destino del nostro paese.

Con le voci narranti di Roberto Pedicini e Christian Iansante, il film è ambientato in quei remoti luoghi bellici abruzzesi, oggi purtroppo dimenticati. Da Alba Fucens al tempio italico di Pescosansonesco, dal Monte Ocre al Monte Pallano, con un ruolo di primo piano riservato a Corfinio, in provincia dell’Aquila. Questo luogo, durante la Guerra sociale, venne indicato capitale della Lega Italica e qui, per la prima volta, venne forgiata una moneta autonoma che presentava la scritta Italia.

Il regista ha spiegato che “L’origine del nome Italia fa ovviamente gola a tutti, ma le sue origini assolute dimorano nella Majella, nel Gran Sasso, in Abruzzo, a Corfinio. Qui fu fatto il primo giuramento proto-italiano. Oggi la vulgata vuole che le nostre radici nazionali siano in Calabria: ma il cuore italico batteva nell’Appennino, e nella nostra regione, solo successivamente quelle genti e quei guerrieri sono scesi a sud”.

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Numerosi sono i tesoretti italici che sono stati rinvenuti, monete che presentano la parola Italia e altre scoperte, come proiettili delle frombole e saette di matallo, hanno potuto rivedere la luce proprio grazie al regista, che ha collaborato con appassionati e cercatori amatoriali.

Decumano Maximo” è un lavoro sicuramente destinato a far discutere e a riportare in superficie un pezzo importante di storia che vede come protagonista il territorio abruzzese.

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