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Coronavirus: l’appello di Piero Angela e dell’Ordine dei Giornalisti , lottiamo contro la paura

Federico Falcone

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Anche per la mia storia mi sento responsabilizzato, il mio Paese va preservato dal contagio del coronavirus, ma anche da un altro contagio, quello della psicosi, che si sta diffondendo soprattutto all’estero: la paura che questo sia un Paese dove non si può più andare”.

Lo dice  Piero Angela, in conferenza stampa insieme al presidente dell’Odg Carlo Verna,  al Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti a Roma, sul tema  ‘Informare non allarmare: coronavirus e comportamento corretto dei giornalisti’.

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“Non sono così allarmato dal virus, spero come dicono alcuni virologi – spiega il giornalista e  divulgatore, che in serata è anche fra gli ospiti di Porta a porta  – rientri abbastanza velocemente con la nuova stagione e che nel frattempo si trovi un vaccino o qualche farmaco efficace”. Rispetto al modo in cui i media stanno raccontando l’emergenza, per Angela  “dipende dalle rete e dai servizi, ma è anche vero che ormai nei telegiornali non parlano quasi d’altro.  Ovviamente la gente è interessata ma anche la massa di notizie in se’ può avere l’effetto di creare preoccupazione nelle persone”.

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“Per raccontare queste giornate serve buon senso. Una storia come questa del coronavirus non l’avevo mai vista in 68 anni di lavoro”. Nessuno sa ancora niente della virulenza del contagio, anche se sembra che sia minore di quanto appariva all’inizio in Cina” e comunque il 95% dei contagiati guarisce. In confronto basti pensare che l’influenza stando agli esperti, causa invece dai 300 mila ai 600 mila morti l’anno nel mondo”.

Il presidente dell’Odg Carlo Verna rilancia l’appello ai giornalisti fatto poco meno di un mese fa: ”E’ necessaria un’informazione piena e verificata, senza sottacere  gli eventuali rischi e le cautele  da attuare,  ma sono assolutamente da evitare enfatizzazioni e allarmismi – spiega -.
Serve responsabilità ma bisogna anche informare senza tacere nulla”.

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E per  comportamenti “al di fuori da regole deontologiche sono anche possibili sanzioni, attraverso il Consiglio di disciplina dell’Ordine”. Verna rispondendo ai giornalisti, commenta poi l’indiscrezione secondo cui Conte avrebbe chiamato la Rai per chiedere toni più bassi nel racconto del coronavirus: “Non è compito del premier chiamare, poi non capisco perché la Rai e non altri. Ciascuno deve essere responsabile dei propri comportamenti. Per i giornalisti ci sono i direttori delle testate da un lato e l’Ordine dall’altro. Non sono altri poteri che devono dirci come raccontare ciò che succede. Dobbiamo autodisciplinarci e dare il meglio di noi”.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Coronavirus: morto Larry King, celebre il suo show sulla CNN

Redazione

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È morto Larry King, celebre conduttore televisivo statunitense celebre principalmente per il suo omonimo show, andato in onda sulla CNN dal 1985 al 2010 per la bellezza di settemila puntate. Aveva 87 anni e da tre settimane era ricoverato al Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles perché positivo al Coronavirus. Il virus purtroppo ha avuto la meglio.

Larry King era affetto da patologie pregresse, principalmente il diabete di cui soffriva da anni, così come di problemi cardiaci. Nel 1987 ebbe un attacco di cuore e venne operato per l’installazione di cinque bypass. Nel 2017 era stato operato per un tumore ai polmoni. Nato come Lawrence Harvey Zeiger a New York il 19 novembre del 1933 aveva mosso i primi passi da giornalista proprio nella Grande Mela Prima di avere successo, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, anche in Florida come speaker e radiofonico in quel di Miami Beach. Sul finire dei Settanta ritorna a New York per commentare i campionati di football americano.

Alla carriera da giornalista e conduttore televisivo ha affiancato il suo impegno sociale da filantropo. Sul finire degli anni Ottanta fondò la Larry King Cardiac Foundation con la quale sosteneva le spese cardiache per i più poveri. In carriera ha collezionato più di cinquantamila interviste.

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A Roma arriva Candlelight: i grandi compositori a lume di candela

Riccardo Colella

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La musica classica chiama e Roma risponde. Dopo i successi di New York, Parigi e Barcellona, i concerti Candlelight sbarcano nella Capitale. Nella suggestiva cornice di Villa Appia Antica, in un evento targato Fever Original Event, sarà possibile rivivere i capolavori della musica classica, in un’indimenticabile atmosfera a lume di candela.

I grandi compositori rivivono in una serie di concerti open air, eseguiti da talentuosi musicisti per un’esperienza davvero unica nel suo genere. I capolavori di Beethoven, Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi, le migliori opere di Chopin fino al Requiem di Mozart.

Nel più totale rispetto dei protocolli di sicurezza, Candlelight non snatura la sua essenza e, offre agli spettatori la possibilità di avvicinarsi a un mondo affascinante quanto solenne. Ciascun concerto sarà eseguito da un quartetto ad archi e avrà durata di 65 minuti.

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Tra mente, cuore e carne: la poesia di Patrizia Valduga

Redazione

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Poetessa e traduttrice veneta Patrizia Valduga è stata la compagna del poeta, traduttore e critico letterario Giovanni Raboni con cui ha condiviso un’intensa storia d’amore durata 23 anni, dal 1981 fino al 2004, anno della morte di Raboni.

La vita di Patrizia Valduga è intrisa di grande letteratura. Nei suoi scritti troviamo, infatti, un uso impeccabile e sensuale della metrica. Tutto accade in una stanza, in quattro mura: un uomo e una donna sono uno davanti all’altra, pronti al combattimento amoroso. La donna è la scrittrice. La stanza è la sua mente, dove l’incontro d’amore si trasforma in un teatro di parole e di carne, dove le voci ben distinte dei due amanti si alternano e dialogano durante l’incontro, in un andamento emotivo che segue il ritmo di una marea, di un’onda trasportata, schiaffeggiata e gonfiata dal vento.

Ma quel che accade è soprattutto poesia.

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Di seguito un componimento tratto da  “Medicamenta e altri medicamenta”(Einaudi, 1989)

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami…
comprimimi discioglimi tormentami…
infiammami programmami rinnovami.
Accelera… rallenta… disorientami.

Cuocimi bollimi addentami… covami.
Poi fondimi e confondimi… spaventami…
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami… ardimi bruciami arroventami. 

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgmominami poi sgomentami…
dissociami divorami… comprovami.
Legami annegami e infine annientami.

Addormentami e ancora entra… riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.

Di Erica Ciaccia

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