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Coronavirus, il nuovo Dpcm: teatri e cinema fermi sino al 3 aprile, si stimano perdite enormi

Fabio Iuliano

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“Sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi compresi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”. Questo recita la versione finale del Dpcm firmato ieri dal premier Giuseppe Conte sul coronavirus.

Lo stesso decreto, indica al 3 aprile il termine delle disposizioni. In maniera teorica, potrebbero lavorare quelle strutture in grado di garantire le distanze di sicurezza. Tuttavia, quale sala cinematografica o teatrale può garantire la distanza un metro tra gli spettatori? E ammesso che si riesca a metterlo in pratica vuol dire che si sceglie per esempio quali abbonati far entrare e quali e no? Dimezzando gli incassi, tra l’altro.

Di fatto, si stima un forte tracollo nel settore spettacoli – intrattenimento, che si aggiunge alle perdite stimate nel turismo. Nel trimestre, 1 marzo – 31 maggio, sono previsti infatti 31,625 milioni di turisti in meno in Italia, con una perdita di 7,4 miliardi di euro, secondo i nuovi calcoli di Confturismo-Confcommercio alla luce dell’evoluzione dell’ultima settimana dell’epidemia.

Solo nell’ultima settimana di febbraio era stata elaborata una stima, basata su dati Siae, che indicava “una perdita di 10,1 milioni di euro al botteghino e la cancellazione di 7.400 spettacoli”. Così aveva riportato alle agenzie Filippo Fonsatti, direttore del Teatro Stabile di Torino e presidente di Federvivo, la federazione che all’interno dell’Agis (Associazione generale italiana dello spettacolo) racchiude tutti i comparti dello spettacolo dal vivo.

Grafica misure anti virus

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Angelo Duro riscrive i dieci comandamenti: Voglio che questo messaggio arrivi al Papa

I dieci comandamenti al tempo del coronavirus: l’analisi di Angelo Duro

Antonella Valente

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“Questa settimana sono qui per tirarvi sù il morale, basta lamentele”, così esordisce sul proprio profilo Instagram Angelo Duro, inviato delle Iene, ma anche uno dei massimi provocatori del web e della tv italiana.

Dall’inizio della quarantena il comico ha allietato i suoi fan con delle dirette serali in cui ha esaminato l’emergenza che stiamo vivendo in un’altra ottica, facendo ridere ma smascherando le contraddizioni della nostra società. Spesso non si riesce a distinguere fino a dove arrivi il suo personale pensiero e da che punto cominci la sua comicità. Angelo Duro odia il perbenismo e fotografa il nostro spaccato sociale nel modo più realistico possibile, anche se non sembra. A volte le sue parole fanno male, ma sono sincere e decisamente più veritiere di altri parolieri in giro per la tv o i social.

La realtà che stiamo vivendo ci deve far riflettere, anche, sulla vita che si conduceva prima. E non tutti pare lo stiano facendo. Talmente tanto abituati, ad esempio, a respirare aria inquinata che quasi non ci sembra vero di riuscire ad apprezzare un ambiente più pulito. Come dovrebbe essere.

“L’aria che c’è adesso in giro, gli manca quella puzza di catrame, di nafta. (..)Esisterà al mondo un sommelier di aria? (..) Quando vado a buttare la spazzatura mi metto la testa nel cassonetto e tiro due boccate perchè mi manca quell’odorino, quel sapore, mi manca”.

Questo uno dei punti salienti della diretta di Angelo Duro di ieri sera. Ma non solo.

Critica, non tanto velata, anche ai politici e alla Chiesa. “In queste settimane ho sentito dichiarazioni da tutti, da calciatori che non prenderanno più lo stipendo, aziende che si stanno adoperando per fare le mascherine, i camici (..) Gli unici che non si sono esposti sono stati i politici e la Chiesa, nonostante il Papa sia apparso in quella immagine che secondo me è distopica, rappresenta il futuro della religione, il Papa da solo e piazza San Pietro vuota, perchè secondo me è quello che si appresta a fare se la Chiesa non si modernizza, è vecchia, ancora si basano sui dieci comandamenti (..) devono cambiare, devono fare i 10 comandamenti al tempo del Covid 19, vanno adattati”.

“Quindi io mi sono permesso – continua Duro – e spero che questo video arrivi al Papa, di scaricare i 10 comandamenti e analizzarli, che nel periodo di emergenza in cui siamo adesso non possono essere presi alla lettera”.

L’analisi di Angelo Duro:

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Riassunto della diretta di ieri notte.

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Vicky Cornell accusa i Soundgarden di costringere la madre a esporsi al Coronavirus recandosi in tribunale

Fabio Iuliano

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Sviluppi delicati per la vicenda legale, avviata lo scorso dicembre, con cui Vicky Karayiannis, vedova di Chris Cornell, ha chiesto ai Soundgarden il pagamento corretto dei diritti d’autore e l’assegnazione della proprietà del materiale di suo marito, morto nel 2017.

La vedova Cornell ha ha raccontato che si sta “insistendo senza pietà per la deposizione immediata” della madre che, essendo anziana, è “un individuo a rischio” e che potrebbe quindi incappare in gravi problemi di salute se esposta al Coronavirus”. Ha aggiungendo anche che la band sta “sfruttando l’epidemia per scopi vessatori”.

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Il messaggio di forza e di speranza di Alberto Angela: l’Italia è più forte del virus

Ecco il discorso di Alberto Angela che commuove e incoraggia il nostro paese

Antonella Valente

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Alberto Angela racconta l’Italia in prima serata ma vuole scuotere anche le nostre anime. Il passato ci può insegnare come indirizzare il futuro?

In occasione della replica di “Stanotte a Venezia” andata in onda su Rai 1 ieri sera, Alberto Angela, ha donato all’intero paese un messaggio di speranza, ma anche di coraggio, riconoscendo i sacrifici che tutti noi stiamo affrontando in questo periodo particolare.

A partire da chi si trova a combattere in prima linea con questo subdolo nemico, forse troppo sottovalutato. Ma c’è spazio per tutti, anche per noi che restiamo a casa e che in un certo qual modo, con le nostre non azioni e con il rispetto delle regole, contribuiamo a salvare delle vite, indirettamente. Solo restando a casa. Ma bisogna anche stringersi calorosamente anche a tutte quelle famiglie e parenti che hanno visto andare via i propri cari, in un momento che non permette loro di salutarli nella giusta ritualità.

Il nostro paese è stato il primo in Europa a dover fronteggiare questo male, ricorda Alberto Angela. “Ma adesso siamo un modello per tutti gli altri – afferma – che richiama l’unione del paese evocando la forza del passato, la comune storia, la stratificazione dei tanti valori che si sono incrociati sul nostro territorio. In una parola, evoca il potere della nostra cultura come arma peculiare che la nostra comunità può sfoderare.”

Con la memoria si può ricostruire un futuro, apprezzare il nostro paese, le sue bellezze e la nostra cultura.

La nostra cultura è sinonimo di solidarietà, di coraggio e di resistenza. Parole d’ordine che non vanno mai dimenticate e che ci guideranno appena tutto questo sarà finito.

“Quando tutto questo sarà passato vi chiedo due cose: non dimenticate chi è in prima linea oggi e chi non c’è più – conclude Angela – E poi, quando partirete, perché riprenderemo a viaggiare, premiate l’Italia, premiate chi vive di turismo e oggi sta soffrendo tantissimo. Così facendo premierete anche le generazioni passate che stanno lottando insieme a noi”.

Il video completo:

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