Barcellona, un concerto con 5mila persone? Con i test rapidi è possibile

Le mascherine Ffp2 danno un po’ noia, certo. Ma vuoi mettere l’ebbrezza di tornare tutti insieme ammassati a ballare e cantare sotto un palco: cinquemila persone sono tornate a vivere un concerto quasi come prima della pandemia, dopo essere stati tutti sottoposti a un test antigenico. L’esperimento, che segue alcuni tentativi analoghi condotti anche in Olanda, in è andato in scena di nuovo a Barcellona dove la band Love of Lesbian ha suonato al Palau de Sant Jordi. Esperimento riuscito che ora alimenta la speranza dei promotori e del pubblico affinché i grandi eventi tornino ad essere una realtà da questa estate.

Si è trattato del primo grande concerto dall’inizio della pandemia, condotto in un luogo che negli ultimi anni ha ospitato band come U2 e Pearl Jam. Un team medico ha supervisionato tutta l’operazione, secondo quanto riferisce La Vanguardia, e il concerto si è tenuto senza particolari disagi. Dopo il test, musicisti, organizzazione, pubblico e altro personale hanno trasformato il Sant Jordi in una super bolla di 5.000 persone che hanno potuto vivere l’esperienza live senza mantenere il distanziamento. Solo 6 dei 5.000 spettatori sono risultati positivi al Covid-19 e non hanno potuto partecipare.

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EPA/Alejandro Garcia

Fa un po’ strano guardare queste cose dall’Italia, nella settimana in cui si sarebbero dovuti riaprire i teatri (ricordate l‘annuncio del ministro in vista della Giornata nazionale del Teatro?). Sipari chiusi qui da noi, salvo per alcune, sporadiche iniziative, in streaming o a porte chiuse come la non performance organizzata all’Aquila, momento non di pre-spettacolo ma soprattutto di riflessione sulla situazione attutale.

Di fatto, il tampone rapido rappresenta una soluzione ragionevole in termini di costi e di tempo per permettere delle situazioni vicine all’idea che abbiamo (o che avevamo di normalità). Lo stesso ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha parlato di controlli e tamponi a difesa di viaggi e dell’estate. I problemi dello scorso anno?

“Li eviteremo con controlli e tamponi – risponde – oltre che grazie ai vaccini. Discoteche all’aperto con certe regole? Perché no. Con la massima sicurezza da aprile in poi iniziamo ad aprire tutto”. Entusiasmo per carità un pochino smorzato dal premier Mario Draghi con un po’ di ironia e aria di sufficienza: “Se potessi prenoterei volentieri le vacanze”.

Però quella dei test rapidi è la direzione in cui molte realtà si muovono. Si pensi anche al treno covid-free Roma-Milano, con tamponi rapidi prima della partenza ed eventuale biglietto rimborsato a chiunque risulti positivo.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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