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La tragicomica trasgressione di Achille Lauro, in bilico tra il pacchiano e l’odore di naftalina

Federico Falcone

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La forzata ricerca della trasgressione, unita alla carenza di una qualsivoglia forma di provocazione più o meno artistica, ha fatto sì che l’esibizione di Achille Lauro facesse parlare di sé, non tanto per il brano eseguito, passato totalmente inosservato, quanto per la tutina vedo-non vedo che ha generato scalpore sul palco dell’Ariston.

C’era da immaginarselo. Il pacato e docile pubblico di Sanremo solo negli ultimi anni ha tentato di uscire dall’ingessatura che ne ha minato gesta e divertimento relegandolo a ruolo di mero partecipante in sala. Una sorta di attore non protagonista, talmente poco coinvolto da risultare tutto sommato inutile. Un contorno, ecco. Una sorta di arredamento.

Non che il festival della canzone italiana avesse mai puntato sul coinvolgimento della sala, eh. Quello, certamente, a volte è stato anche un fattore. L’elitarietà del giudizio popolare ha sempre avuto il sopravvento sul semplice intrattenimento. Il legame con gli spettatori si è tutt’al più costruito lontano dalla kermesse. Vincitori e vinti hanno spesso eretto la propria fortuna ai margini dei riflettori Rai. Non tutti, ma buona parte di essi, hanno comunque usato l’Ariston come rampa di lancio per la propria carriera.

La ricerca ostentata dello scandalo, del clamore, della mediaticità esasperata è, a volte, un tentativo tanto goffo quanto fanciullesco, sia nelle intenzioni che nella messa in pratica. Il fatto stesso di adoperarsi per trasgredire fa ridere. Si può provocare sbigottimento con poco e nulla, con naturale e genuina semplicità o anche solo con uno sguardo. O, perché no, con un tatuaggio e uno spacco lungo la coscia del vestito. Qualcuno ha detto Belen?

Invece no, Achille Lauro è andato oltre, superando quella sottile linea che separa l’essere trasgressivo e irriverente dall’essere pacchiano e grottesco. Laddove la naturalezza lascia spazio alla premeditazione, scadere nell’ovvietà è lapalissiano. Dapprima avvolto in un mantello nero per poi, nel pieno dell’esibizione di “Me ne frego” (davvero un titolo al passo coi tempi), denudarsi per restare con una tutina dorata infarcita di strass. Qualcuno l’ha già assimilato a Britney Spears nel video ti “Toxic” o alle esibizioni, più o meno recenti, di Miley Cyrus e Jennifer Lopez. Davvero pionieristico, dunque.

Non scomodiamo i giganti del genere al cui cospetto Lauro conta conta come un granello di sabbia su una spiaggia. Fare clamore mediante un look provocatorio e audace è qualcosa di sempiterno nel mondo dello spettacolo e del music business. Vi siete scandalizzati che l’autore di “Rolls Royce” abbia “osato” così tanto nell’anno di grazia 2020? Il consiglio è quello di ripassare. Vi dicono niente nomi come Freddie Mercury e Queen? Come David Bowie e Madonna? Come Lady Gaga, Elton John, Marylin Manson, e chi più ne ha più ne metta?

Andando così, a memoria, ne abbiamo citati alcuni che la storia della musica l’hanno fatta davvero. Dapprima con i contenuti, in seguito con un’immagine talmente forte da entrare di prepotenza nell’immaginario collettivo. La spiegazione di Lauro, diffusa tramite il proprio account Instagram, è talmente tragicomica che verrebbe voglia di abbracciarlo e sussurrargli nell’orecchio: “ti capisco, supererai anche questo momento“.

“La celebre scena attribuita a Giotto in una delle storie di San Francesco della basilica superiore di Assisi. Il momento più rivoluzionario della sua storia in cui il Santo si è spogliato dei propri abiti e di ogni bene materiale per votare la sua vita alla religione e alla solidarietà”.

Achille Lauro, Sanremo, “Me ne Frego” e San Francesco d’Assisi. E nulla, fa già ridere così.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Zucchero: video inedito in occasione del suo compleanno

Zucchero nel giorno del suo 65° compleanno omaggia i fan con un contributo video inedito girato in una deserta Piazza San Marco a Venezia

redazione

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Sarebbe questo il mondo che sognavo da bambino?” canta ZUCCHERO “SUGAR” FORNACIARI che oggi, nel giorno del suo 65° compleanno, omaggia i fan con un contributo video inedito girato in una deserta Piazza San Marco a Venezia esibendosi in una speciale versione piano e voce del brano “Sarebbe questo il mondo”. 

«Sarei dovuto essere all’Arena di Verona, sul palco, come di solito amo trascorrere i miei compleanni. In mezzo alla mia gente, con la mia musica – dichiara Zucchero –Quest’anno è andata diversamente, ma vorrei che arrivasse forte, attraverso le note, un messaggio che, oggi più che mai, mi sta molto a cuore: un invito a guarire, ognuno nel proprio piccolo, questo mondo un po’ ammalato, a ritrovare la sua genuinità, fermare l’omologazione e riscoprire i rapporti umani in tutta la loro bellezza, semplicità e verità. Un invito a riscoprire il valore delle piccole cose, la vera sostanza dell’essere umano».

«“Sarebbe questo il mondo” è una piccola “rapsodia” – aggiunge Zucchero – scritta di getto, spontaneamente, sulla scia dei mie ricordi d’infanzia, di mio padre, del mondo sognante e ricco di semplicità in cui sono cresciuto».

Contenuto nel disco di inediti “D.O.C.”, “Sarebbe questo il mondo” è un brano volutamente in controtendenza. Un’analisi disincantata del mondo attuale, talvolta distante da ciò che si sogna quando si è bambini, ma è comunque il mondo in cui viviamo e abbiamo il dovere di renderlo migliore. Di riscoprirne la bellezza, la genuinità, la natura… che tutto crea e tutto circonda.

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Lucio Battisti: in uscita il cofanetto che raccoglie le sue perle musicali

Dopo oltre 50 anni dall’esordio di questo straordinario artista, possiamo ancora oggi apprezzare tutta la gamma delle sue produzioni, che vanno oltre i pezzi più conosciuti

redazione

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Domani, venerdì 25 settembre, uscirà “LUCIO BATTISTI – Rarities”, una raccolta di piccole grandi perle dello straordinario artista, distribuite nel corso degli anni in vari supporti: singoli, versioni alternative, rarità e B sides, che trovano in questo speciale cofanetto il giusto prestigio.

Rarities” sarà disponibile in due versioni, versione CD e versione LP (in esclusiva per il Record Store Day di sabato 26 settembre), entrambe accompagnate da un commento traccia per traccia.

Sempre da domani sarà inoltre possibile acquistare “Rarities” in formato CD in edicola, in allegato a TV Sorrisi e Canzoni e a Donna Moderna.

Lucio Battisti, musicista dal genio assoluto, dimostra inconsapevolmente di essere ancora una volta precursore dei tempi, perché in un momento storico dove il concetto di single track è tornato prepotentemente di moda, grazie alla fruizione in streaming della musica e sta nuovamente caratterizzando il mercato discografico italiano ed internazionale, lui lo avrebbe di certo intuito in anticipo, accorciando i tempi e bruciando la concorrenza.

Dopo oltre 50 anni dall’esordio di questo straordinario artista, possiamo ancora oggi apprezzare tutta la gamma delle sue produzioni, che vanno oltre i pezzi più conosciuti. In questa raccolta sono contenuti brani come la rara Extended Version di “Pensieri e Parole“, “Le formiche” che fu scritto per Wilma Goich, “La farfalla impazzita” portato al Festival di Sanremo del 1968 dall’insolita coppia formata da Johnny Dorelli e Paul Anka e brani in lingua straniera.

Questa la tracklist completa di “RARITIES: “Pensieri e parole” [Extended Version], “Per una lira”, “Vendo casa”, “Le formiche”, “La spada nel cuore”, “La folle corsa”,  “Perchè dovrei”, “La farfalla impazzita”, “Il mio bambino”, “Les jardines de Septembre”, “Toujours plus belle”, “Ma Chanson de libertè”, “La Colina de las Cerezas”, “Una Muchacha por Amigo”, “To Feel in Love”, “Only”.

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Gazzelle: il 25 settembre fuori il nuovo singolo, “Ma non è colpa mia”

“Alla fine, l’unica cosa che so fare è tirare le somme quando le cose scivolano via dal mio controllo”

Michela Moramarco

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Venerdì 25 Settembre sarà fuori il nuovo singolo di Gazzelle, che si intitola “Destri”

L’artista romano, apprezzato sin dagli esordi, è ormai un caposaldo di Maciste Dischi. Ha ottenuto numerosi dischi d’oro, oltre che MEGASUPERBATTITO certificato oro e PUNK certificato platino.

In questo 2020 sfidante, Gazzelle sa come tenere alto l’hype, non solo con una comunicazione social che danno l’idea di un personaggio un po’ sfuggente e forse misterioso (ma poi mica tanto, ad agosto l’abbiamo beccato sulle spiagge pugliesi, ma questa è un’altra storia); di fatti l’artista ha dato vita ad una campagna urbana nelle città di Roma e Milano dove sono state fatte rispettivamente due maxi-proiezioni e sono state affisse scritte che recitano “Non è colpa mia”.

Si tratta di un indizio per i fan riguardo il nuovo singolo, che potete pre-salvare qui.

L’artista descrive il brano così: ““Parole libere, vita che ti porta un po’ dove vuole lei, come quando ti casca il tappo del dentifricio nel buco del lavandino. Alla fine, l’unica cosa che so fare è tirare le somme quando le cose scivolano via dal mio controllo, quando il peggio è già passato anche se pensavi fosse il meglio, e che non passasse mai. E poi strillare forte, più forte che posso. Sperando che basti, e che non basti mai abbastanza.”

Insomma, il prossimo new music Friday si prospetta molto curioso. Chissà se il buon Flavio si riconfermerà artista di punta del panorama musicale italiano.

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